Settimana della 4° domenica dopo il martirio – venerdì – Santi Arcangeli Michele, Gabriele, Raffaele
La Parola di questo giorno
LETTURA Ap 11, 19 – 12, 12
Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo
Nel giorno del Signore, si aprì il tempio di Dio che è nel cielo e apparve nel tempio l’arca della sua alleanza. Ne seguirono folgori, voci, scoppi di tuono, terremoto e una tempesta di grandine. Un segno grandioso apparve nel cielo: una donna vestita di sole, con la luna sotto i suoi piedi e, sul capo, una corona di dodici stelle. Era incinta, e gridava per le doglie e il travaglio del parto. Allora apparve un altro segno nel cielo: un enorme drago rosso, con sette teste e dieci corna e sulle teste sette diademi; la sua coda trascinava un terzo delle stelle del cielo e le precipitava sulla terra. Il drago si pose davanti alla donna, che stava per partorire, in modo da divorare il bambino appena lo avesse partorito. Essa partorì un figlio maschio, destinato a governare tutte le nazioni con scettro di ferro, e suo figlio fu rapito verso Dio e verso il suo trono. La donna invece fuggì nel deserto, dove Dio le aveva preparato un rifugio perché vi fosse nutrita per milleduecentosessanta giorni. Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme ai suoi angeli, ma non prevalse e non vi fu più posto per loro in cielo. E il grande drago, il serpente antico, colui che è chiamato diavolo e il Satana, e che seduce tutta la terra abitata, fu precipitato sulla terra e con lui anche i suoi angeli. Allora udii una voce potente nel cielo che diceva: «Ora si è compiuta la salvezza, la forza e il regno del nostro Dio e la potenza del suo Cristo, perché è stato precipitato l’accusatore dei nostri fratelli, colui che li accusava davanti al nostro Dio giorno e notte. Ma essi lo hanno vinto grazie al sangue dell’Agnello e alla parola della loro testimonianza, e non hanno amato la loro vita, fino alla morte. Esultate, dunque, o cieli e voi che abitate in essi. Ma guai a voi, terra e mare, perché il diavolo è disceso sopra di voi pieno di grande furore, sapendo che gli resta poco tempo».
SALMO Sal 137 (138)
A te cantiamo, Signore, davanti ai tuoi angeli.
Ti rendo grazie, Signore, con tutto il cuore:
hai ascoltato le parole della mia bocca.
Non agli dèi, ma a te voglio cantare,
mi prostro verso il tuo tempio santo. R
Rendo grazie al tuo nome
per il tuo amore e la tua fedeltà:
hai reso la tua promessa più grande del tuo nome.
Nel giorno in cui ti ho invocato, mi hai risposto,
hai accresciuto in me la forza. R
Ti renderanno grazie, Signore, tutti i re della terra,
quando ascolteranno le parole della tua bocca.
Canteranno le vie del Signore:
grande è la gloria del Signore! R
EPISTOLA Col 1, 13-20
Lettera di san Paolo apostolo ai Colossesi
Fratelli, Dio Padre ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del Figlio del suo amore, per mezzo del quale abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati. Egli è immagine del Dio invisibile, primogenito di tutta la creazione, perché in lui furono create tutte le cose nei cieli e sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potenze. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di tutte le cose e tutte in lui sussistono. Egli è anche il capo del corpo, della Chiesa. Egli è principio, primogenito di quelli che risorgono dai morti, perché sia lui ad avere il primato su tutte le cose. È piaciuto infatti a Dio che abiti in lui tutta la pienezza e che per mezzo di lui e in vista di lui siano riconciliate tutte le cose, avendo pacificato con il sangue della sua croce sia le cose che stanno sulla terra, sia quelle che stanno nei cieli.
VANGELO Lc 1, 8-20. 26-33
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Avvenne che, mentre Zaccaria svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso. Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso. Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. Quando lo vide, Zaccaria si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccaria, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elia, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto». Zaccaria disse all’angelo: «Come potrò mai conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanti negli anni». L’angelo gli rispose: «Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio. Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo». Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Colossesi
“In lui furono create tutte le cose: troni, dominazioni, principati, potenze…”. Credo che sia molto bello e molto utile per noi rileggere queste parole, per vedere, anche grazie alle altre letture previste per questa giornata, che la presenza degli Angeli nel cammino di tutti gli uomini non deve essere ritenuta come una bella cosa, da sapere un po’ come si sanno tante altre cose della vita ma del tutto staccate dalla nostra realtà. San Paolo non ci sta offrendo solo una bella lezione di catechismo, grazie alla quale rileggere la nostra vita. San Paolo ci sta dicendo che la presenza degli Angeli e di tutta la creazione celeste è qualcosa che si inserisce nel cammino degli uomini e che ha a che fare con loro, nella concretezza dei loro giorni.
Vangelo
Capiamo molto meglio questa verità rileggendo il Vangelo. Due storie parallele che si incontrano: quella di Zaccaria e di Maria. Storie che hanno come punto in comune l’apparizione del medesimo angelo, Gabriele, che rivela il senso della loro vita, il senso della loro attesa della manifestazione di Dio, il senso delle loro opere. Storie che sanno di fede. Sguardi umili ma pii, sia quello di Zaccaria che quello di Maria. Anche con i loro esiti così diversi. Zaccaria, con quel dubbio che si trasforma in mutismo per ripensare alle opere di Dio, Maria con quella obbedienza pronta che la porta ad essere la prima “culla” di Gesù, il seno dove il verbo prende carne e si fa uomo. Zaccaria e Maria, un uomo e una donna che hanno avuto una grazia unica, eccezionale: vedere l’Arcangelo Gabriele e parlare con lui. Ciò che stupisce è proprio questo: la loro capacità di dialogo con l’angelo. Con tutte le differenze possibili, con tutte le sottolineature possibili, ma, in verità, con quella capacità di stare alla presenza di Gabriele avendo anche il coraggio di domandare o di ribattere. Storie di Vangelo che ci ricordano che quello che San Paolo ci ha spiegato ha un senso. Esistono anime così pure, così belle, così preziose da avere anche questa capacità: la capacità di parlare con gli angeli e di vivere con intensità totale il loro essere a disposizione di Dio.
Daniele
Potremmo dire: bello, ma cosa per anime nobili! Certo, è vero, eppure non dobbiamo pensare solo a Zaccaria, o a Maria. Anche uomini normali possono avere rivelazioni di questo genere. Tra le differenti letture possibili come prima lettura di questo giorno, scelgo di leggere quella del profeta Daniele. Anche a Daniele sono state riservate visioni. Le visioni di Daniele si trasformano in profezia. Anche una parte della sua produzione è chiamata “apocalisse”, cioè rivelazione. Daniele ha avuto la forza e la capacità di rivelare a tutti quello che aveva visto, quello che aveva udito perché tutti si convertissero ed abbracciassero la strada di Dio. La profezia che abbiamo letto riguarda il mondo di Daniele ed insegna che c’è un tempo in cui l’uomo si allontana da Dio e un tempo di purificazione del mondo, un tempo che Dio concede al mondo per liberarsi dai suoi peccati e per ritrovare la strada dell’eternità e del ritorno a Dio. Questa verità vale anche per noi. Anche noi siamo chiamati a questo. Anche noi tutti siamo chiamati a vivere così il tempo, come un progressivo ritorno al Padre di tutti che vuole la salvezza dell’anima di ciascuno.
Provocazioni di fede per il cammino
Cosa ci dicono queste storie?
Crediamo alla presenza dei santi Arcangeli anche nel nostro cammino?
Certo, magari non li vedremo, non parleremo con loro! Questa è davvero una grazia riservata ad anime pure, elette, “speciali”. Eppure è il cammino di tutti che ha a che fare con gli Angeli e gli Arcangeli. Se non altro perché abbiamo ricevuto in dono anche noi la parola a loro rivelata. Se non altro perché abbiamo anche noi cercato di comprendere che questa Parola fa del bene anche alla nostra anima. Pii, certo, ci saranno altri modi con i quali il Signore parla a ciascuno di noi. Ci sono dei convincimenti interiori, ci sono delle ispirazioni e, in moltissimi casi, famosi e meno famosi, ci sono apparizioni. È tutto il mondo della fede che si nutre anche di queste cose. Credo che, in questo giorno, tutti siamo davvero invitati a capire che la nostra vita non è fatta solo di cose visibili, tangibili, quantificabili, ma è fatta anche di cose che non vediamo, non possiamo toccare, eppure sono reali. Le cose spirituali sono immateriali, ma reali! Cerchiamo di riflettere bene e di vedere come anche il nostro cammino di fede, in fondo, beneficia di questa presenza e delle rivelazioni collegate agli Arcangeli.
Invito alla preghiera
Vi invito allora a pregare Michele, perché ci aiuti a combattere tenendo ben presente il bene a cui siamo tutti chiamati; Gabriele, perché possiamo continuare a custodire quella che è dolce rivelazione per ciascuno di noi; Raffaele per la nostra salute o per quella dei nostri cari. Preghiamo sempre i Santi Arcangeli perché intercedano per tutti noi.