Settimana della 4 domenica di Pasqua – giovedì
La spiritualità di questo giorno
Più volte ho presentato la spiritualità tipica di questo giorno che è un giovedì particolare. Siamo “a metà della festa”, cioè siamo esattamente a metà del tempo pasquale e, quindi, equidistanti sia dalla Pasqua che dalla Pentecoste. Personalmente mi piace molto questa indicazione del rito ambrosiano che ci permette di capire che questi 50 giorni non sono tutti uguali e che hanno un senso preciso. Il tempo di Pasqua parte dalla grande veglia pasquale e ci porta al compimento della Pentecoste. Questa proposta chiede a tutti noi che, pian piano, prendiamo sempre maggiore consapevolezza della portata e della bellezza di questo tempo. Un primo piccolo spunto di meditazione per questa giornata è proprio questo: impariamo a capire il rito perché è dal rito che trovano alimento il nostro cammino di vita e la nostra fede. Davvero, come spesso il Vescovo ci fa notare, è l’anno liturgico che segna la nostra vita. È la prima scuola che tutti siamo chiamati a frequentare ed è la prima fonte di fede alla quale tutti siamo chiamati ad abbeverarci.
La Parola di questo giorno
LETTURA At 10, 34-48a
Lettura degli Atti degli Apostoli
In quei giorni. Pietro prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenza di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga. Questa è la Parola che egli ha inviato ai figli d’Israele, annunciando la pace per mezzo di Gesù Cristo: questi è il Signore di tutti. Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui. E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome». Pietro stava ancora dicendo queste cose, quando lo Spirito Santo discese sopra tutti coloro che ascoltavano la Parola. E i fedeli circoncisi, che erano venuti con Pietro, si stupirono che anche sui pagani si fosse effuso il dono dello Spirito Santo; li sentivano infatti parlare in altre lingue e glorificare Dio. Allora Pietro disse: «Chi può impedire che siano battezzati nell’acqua questi che hanno ricevuto, come noi, lo Spirito Santo?». E ordinò che fossero battezzati nel nome di Gesù Cristo.
SALMO Sal 65 (66)
Sia benedetto Dio,
che non mi ha negato la sua misericordia.
oppure
Alleluia, alleluia, alleluia.
Acclamate Dio, voi tutti della terra,
cantate la gloria del suo nome,
dategli gloria con la lode.
Dite a Dio: «Terribili sono le tue opere! R
A te si prostri tutta la terra,
a te canti inni, canti al tuo nome».
Venite e vedete le opere di Dio,
terribile nel suo agire sugli uomini. R
Popoli, benedite il nostro Dio,
fate risuonare la voce della sua lode;
è lui che ci mantiene fra i viventi
e non ha lasciato vacillare i nostri piedi. R
Venite, ascoltate, voi tutti che temete Dio,
e narrerò quanto per me ha fatto.
Sia benedetto Dio,
che non ha respinto la mia preghiera,
non mi ha negato la sua misericordia. R
VANGELO Gv 7, 14-24
Lettura del Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo. Quando ormai si era a metà della festa, il Signore Gesù salì al tempio e si mise a insegnare. I Giudei ne erano meravigliati e dicevano: «Come mai costui conosce le Scritture, senza avere studiato?». Gesù rispose loro: «La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato. Chi vuol fare la sua volontà, riconoscerà se questa dottrina viene da Dio, o se io parlo da me stesso. Chi parla da se stesso, cerca la propria gloria; ma chi cerca la gloria di colui che lo ha mandato è veritiero, e in lui non c’è ingiustizia. Non è stato forse Mosè a darvi la Legge? Eppure nessuno di voi osserva la Legge! Perché cercate di uccidermi?». Rispose la folla: «Sei indemoniato! Chi cerca di ucciderti?». Disse loro Gesù: «Un’opera sola ho compiuto, e tutti ne siete meravigliati. Per questo Mosè vi ha dato la circoncisione – non che essa venga da Mosè, ma dai patriarchi – e voi circoncidete un uomo anche di sabato. Ora, se un uomo riceve la circoncisione di sabato perché non sia trasgredita la legge di Mosè, voi vi sdegnate contro di me perché di sabato ho guarito interamente un uomo? Non giudicate secondo le apparenze; giudicate con giusto giudizio!».
Vangelo
Il titolo di questo giorno è ben spiegato proprio nelle prime righe del Vangelo. Esso fa riferimento al Chol HaMoed che era il giorno a metà della festa sia di Pasqua sia delle Capanne, le due grandi feste ebraiche. Il Vangelo ci sta parlando proprio di questo giorno, in un momento specifico, quindi, che avvenne nella città santa, a Gerusalemme. Ecco che il Signore tenne questa breve ma incisiva predicazione nella quale ha insegnato a “giudicare secondo un giusto giudizio”. È un tema ricorrente nella predicazione del Signore ed è un modo con il quale Gesù richiama tutti a prendere una decisione propria, personale circa la fede, Dio, la sua stessa presenza. Gesù insegna molto chiaramente che, per le cose della fede, non si può andare avanti sui “sentito dire”, sui “così fanno tutti”, su “è tradizione”. La fede chiede un’adesione personale, un giudizio personale, un modo di partecipare che deve essere del tutto personale. “Non giudicate secondo le apparenze, ma secondo un giusto giudizio”. È la frase finale della predicazione del Signore, che suona come un appello alla responsabilità. Poiché non si può andare avanti per imitazione, la fede chiede sempre un’adesione personale e, quindi, un discernimento altrettanto personale. Ecco perché diventa, per noi, un appello.
Atti
Appello a cui fa eco anche la pagina degli Atti degli Apostoli. Pietro, riflettendo su quanto sta avvenendo nella sua vita e nella vita della Chiesa, comprende che “Dio non fa preferenza di persone”. Come dire: la fede è una possibilità che viene offerta a tutti. Ricorderete dalla lettura dell’altro ieri che Pietro si sta rivolgendo a Cornelio, quindi ad una persona e ad un contesto pagani, proprio perché Cornelio ha avuto una visione di fede che ha richiamato Pietro a riflettere sul fatto che anche i pagani possano essere ammessi alla sequela del Signore. Pietro capisce bene, anche memore della predicazione del Signore, che Dio non fa preferenze di persone: tutti coloro che lo cercano possono in qualche modo trovarlo. Certo ci sono esperienze diverse, certo ci sono modi diversi, certo ci sono cose che cambiano nel cammino di ciascuno. Però è vero che Dio chiama tutti, Lui che è il Padre di tutti. Ecco perché Gesù, in quel giorno a “metà della festa” al quale ha partecipato, ha tenuto questa predicazione. Ha voluto segnalare a tutti come agisce Dio, cosa fa Dio, come Dio vede le cose.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Viene spontanea la domanda per noi: noi come ci regoliamo su questi temi? Noi cosa diciamo circa le preferenze? Forse sarebbe meglio pensare in silenzio, perché tutti abbiamo preferenze e, quindi, siamo già così lontani dalla riflessione delle Scritture. Inoltre noi facciamo molta fatica a comprendere gli inviti universali del Signore, ad avere, poi, una fede che non sia solamente tradizione, a scegliere le cose di Dio… sono tutte realtà molto complesse nel nostro tempo, come del resto, in ogni tempo.
Oggi tutti noi dovremmo proprio dedicare questo giorno a capire bene quello che Dio ci chiede, quello che Dio ci dona di fare, quello che Dio ci chiama a vivere con la sua forza e con la sua gioia. In questo giovedì a metà della festa sentiamoci tutti richiamati a rinnovare la nostra fede pasquale, per non fare preferenze di persone e per essere sempre disposti ad un cammino che si rinnova e che porta tutti a quell’incontro che rende vera e piena ogni esistenza.