Settimana della 2 domenica di Avvento – Sabato – Sant’Andrea
La spiritualità di questa settimana
Concludiamo la settimana pensando a Sant’Andrea, apostolo e grande uomo di speranza. Vorrei che oggi ci chiedessimo insieme: come Sant’Andrea è stato segno di speranza per gli altri? Quale forma di speranza ha coltivato dentro di sé? Come Sant’Andrea può diventare segno di speranza e maestro di speranza anche per noi e per la nostra Chiesa?
La Parola di questo giorno
LETTURA 1Re 19, 19b-21
Lettura del primo libro dei Re
In quei giorni. Elia trovò Eliseo, figlio di Safat. Costui arava con dodici paia di buoi davanti a sé, mentre egli stesso guidava il dodicesimo. Elia, passandogli vicino, gli gettò addosso il suo mantello. Quello lasciò i buoi e corse dietro a Elia, dicendogli: «Andrò a baciare mio padre e mia madre, poi ti seguirò». Elia disse: «Va’ e torna, perché sai che cosa ho fatto per te». Allontanatosi da lui, Eliseo prese un paio di buoi e li uccise; con la legna del giogo dei buoi fece cuocere la carne e la diede al popolo, perché la mangiasse. Quindi si alzò e seguì Elia, entrando al suo servizio.
SALMO Sal 18 (19)
Risuona in tutto il mondo la parola di salvezza.
I cieli narrano la gloria di Dio,
l’opera delle sue mani annuncia il firmamento.
Il giorno al giorno ne affida il racconto
e la notte alla notte ne trasmette notizia. R
Senza linguaggio, senza parole,
senza che si oda la loro voce,
per tutta la terra si diffonde il loro annuncio
e ai confini del mondo il loro messaggio. R
EPISTOLA Gal 1, 8-12
Lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
Fratelli, se anche noi stessi, oppure un angelo dal cielo vi annunciasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anàtema! L’abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi annuncia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema! Infatti, è forse il consenso degli uomini che cerco, oppure quello di Dio? O cerco di piacere agli uomini? Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servitore di Cristo! Vi dichiaro, fratelli, che il Vangelo da me annunciato non segue un modello umano; infatti io non l’ho ricevuto né l’ho imparato da uomini, ma per rivelazione di Gesù Cristo.
VANGELO Mt 4, 18-22
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Mentre camminava lungo il mare di Galilea, il Signore Gesù vide due fratelli, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello, che gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. E disse loro: «Venite dietro a me, vi farò pescatori di uomini». Ed essi subito lasciarono le reti e lo seguirono. Andando oltre, vide altri due fratelli, Giacomo, figlio di Zebedeo, e Giovanni suo fratello, che nella barca, insieme a Zebedeo loro padre, riparavano le loro reti, e li chiamò. Ed essi subito lasciarono la barca e il loro padre e lo seguirono.
Le speranze di Sant’Andrea
Le speranze di Sant’Andrea devono essere state molteplici. Se vogliamo potremmo anche dire che la grande Speranza che animava Sant’Andrea ha assunto diverse forme.
- Anzitutto fu la speranza del Messia, della sua venuta, ad animare la vita di Andrea. Come sappiamo egli si era messo alla sequela di San Giovanni il Battista. Il motivo era molto chiaro. Andrea attendeva la speranza di Israele e voleva essere pronto ad accoglierla. Il suo mettersi alla scuola di Giovanni fu proprio per questo. Egli aveva desiderato essere pronto. Il richiamo penitenziale del Battista, la sua voce di tuono gli erano sembrati il modo migliore per prepararsi alla venuta del Messia e per disporsi ad accoglierlo.
- In secondo luogo, direi che la speranza di Sant’Andrea fu la speranza per tutto il suo popolo. Andrea ha vissuto in comunione con il suo popolo questa attesa, per questo era tra coloro che affollavano le rive del Giordano. Andrea non si è ritenuto superiore agli altri, ma ha condiviso con gli altri il richiamo alla venuta del Messia.
- Andrea ha capito che la sua speranza sarebbe stata fondata solo sul perdono dei peccati. Per questo ha vissuto dapprima un itinerario di riconciliazione sotto la guida del Battista e, poi, si è messo alla sequela di Cristo.
- La speranza di Sant’Andrea è passata poi dall’essere speranza di perdono all’essere speranza di comunione. È per questo che ha vissuto tutto il suo itinerario di discepolato e, poi, di missione. Andrea ha avuto la forza di stare nel gruppo dei discepoli non meno che quella di andare a predicare a tutti la venuta del Cristo. In questo ha visto realizzata quella vocazione ad essere “pescatore di uomini” che aveva condiviso con il fratello Pietro e con gli amici Giacomo e Giovanni.
Infine direi che la speranza di Sant’Andrea è stata anche speranza per la vita eterna, se ha accettato il martirio come forma finale della propria esistenza, rimettendosi completamente a servizio di Dio e desideroso solo di vedere il suo volto. Andrea, che aveva visto il volto del Signore, che aveva ascoltato la sua voce, ha desiderato riavere il “possesso” di queste cose nella vita eterna, ed ha accettato il suo martirio come via di perfezione, come purificazione finale prima di tornare a vedere quel Cristo che, già in terra, lo aveva conquistato e affascinato.
Meditazione
Credo proprio che le speranze di Sant’Andrea possano essere anche le nostre speranze. Le speranze di un popolo che crede, ama, spera, lotta come era al tempo di Sant’Andrea e come sarà un po’ sempre nella vita di ogni uomo. La speranza di chi sente il bisogno della redenzione. Il fatto che tra pochi giorni inizi un altro grande anno giubilare, ci ricorda questa verità. Noi tutti siamo un popolo di perdonati. Noi tutti abbiamo sempre bisogno del perdono di Dio, senza il quale non siamo nulla.
Noi tutti abbiamo bisogno, poi, di quella forza che viene dalla fede se vogliamo attraversare il nostro tempo sorretti dalla certezza che non tutto finisce con questa vita. Anche noi abbiamo bisogno di essere continuamente riedificati nella speranza della vita eterna. Senza questa speranza non siamo davvero nulla e non saremmo certo in grado di dare un senso compiuto ai nostri giorni. È solo nella speranza della vita eterna che alcune cose prendono forma e colore, è solo nella speranza della vita eterna che diamo senso compiuto ai nostri giorni, è solo nella speranza dell’eternità che possiamo affrontare tutti quei passi che, mai, da soli affronteremmo.
Anche noi abbiamo bisogno della speranza nella vita eterna per dare senso alle nostre fatiche; non possiamo parlare di martirio, ma certamente alcune cose della nostra vita sono davvero molto difficili. Come possiamo affrontarle? Io credo solo nella speranza dell’eternità. Il sentirci sempre in cammino verso di essa riscalda il cuore e ci dona la forza di vivere bene i richiami che il Signore ci dona.
Rifletti
- Come vivo le speranze che furono in Sant’Andrea?
- Quale aspetto della speranza posso migliorare alla luce della Parola che abbiamo ricevuto?
- Come possiamo anche noi vivere essendo esempio significativo per gli altri seguendo le orme di Sant’Andrea?