Settimana della domenica che precede il martirio – sabato – B. A. I. Schuster
La spiritualità di questa settimana
È un po’ l’ultimo giorno dell’estate. Con domani inizia il mese di settembre e anche noi siamo un po’ nell’ottica dell’inizio del nuovo anno pastorale. Cosa ci dicono dunque le Scritture di questo giorno?
La Parola di questo giorno
LETTURA Dt 11, 1-8a
Lettura del libro del Deuteronomio
In quei giorni. Mosè disse: «Ama dunque il Signore, tuo Dio, e osserva ogni giorno le sue prescrizioni: le sue leggi, le sue norme e i suoi comandi. Oggi voi – non parlo ai vostri figli che non hanno conosciuto né hanno visto le lezioni del Signore, vostro Dio – riconoscete la sua grandezza, la sua mano potente, il suo braccio teso, i suoi portenti, le opere che ha fatto in mezzo all’Egitto, contro il faraone, re d’Egitto, e contro la sua terra; ciò che ha fatto all’esercito d’Egitto, ai suoi cavalli e ai suoi carri, come ha fatto rifluire su di loro le acque del Mar Rosso, quando essi vi inseguivano, e come il Signore li ha distrutti per sempre; ciò che ha fatto per voi nel deserto, fino al vostro arrivo in questo luogo; ciò che ha fatto a Datan e ad Abiràm, figli di Eliàb, figlio di Ruben, quando la terra spalancò la bocca e li inghiottì con le loro famiglie, le loro tende e quanto a loro apparteneva, in mezzo a tutto Israele. Davvero i vostri occhi hanno visto le grandi cose che il Signore ha operato. Osserverete dunque tutti i comandi che oggi vi do».
SALMO Sal 98 (99)
Esaltate il Signore, nostro Dio.
Esaltate il Signore, nostro Dio,
prostratevi allo sgabello dei suoi piedi.
Egli è santo!
Mosè e Aronne tra i suoi sacerdoti,
Samuele tra quanti invocavano il suo nome. R
Invocavano il Signore ed egli rispondeva.
Parlava loro da una colonna di nubi:
custodivano i suoi insegnamenti
e il precetto che aveva loro dato. R
Signore, nostro Dio, tu li esaudivi,
eri per loro un Dio che perdona,
pur castigando i loro peccati.
Esaltate il Signore, nostro Dio,
prostratevi davanti alla sua santa montagna,
perché santo è il Signore, nostro Dio! R
EPISTOLA 1Tm 6, 11b-16
Prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo
Carissimo, tendi alla giustizia, alla pietà, alla fede, alla carità, alla pazienza, alla mitezza. Combatti la buona battaglia della fede, cerca di raggiungere la vita eterna alla quale sei stato chiamato e per la quale hai fatto la tua bella professione di fede davanti a molti testimoni. Davanti a Dio, che dà vita a tutte le cose, e a Gesù Cristo, che ha dato la sua bella testimonianza davanti a Ponzio Pilato, ti ordino di conservare senza macchia e in modo irreprensibile il comandamento, fino alla manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo, che al tempo stabilito sarà a noi mostrata da Dio, il beato e unico Sovrano, il Re dei re e Signore dei signori, il solo che possiede l’immortalità e abita una luce inaccessibile: nessuno fra gli uomini lo ha mai visto né può vederlo. A lui onore e potenza per sempre. Amen.
VANGELO Gv 14, 21-24
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai discepoli: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui». Gli disse Giuda, non l’Iscariota: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?». Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato».
Timoteo
Parto oggi dall’epistola, la lettera a Timoteo che è la più bella, a mio avviso, di quelle che ci vengono proposte. Diceva San Paolo al suo giovane collaboratore di ricordare che la vita nella fede è una battaglia. Credo che tutti noi abbiamo assolutamente perso questo concetto. Noi, per lo più, vogliamo che la fede corrisponda ad un cammino facile, lineare, che ci semplifica la vita. Non abbiamo certo l’idea che la vita di fede debba essere una battaglia! E dire che il Battesimo ci ricorda, anche con i suoi segni e non solo con le sue parole, che la vita di fede è tutta una battaglia! È per questo che il cristiano si prepara, fin dal giorno in cui riceve la fede, per una battaglia contro il male e in vista della vita eterna.
San Paolo chiariva benissimo anche questo secondo concetto: è in vista della vita eterna che occorre combattere la “buona battaglia” della fede. È in vista della vita in comunione con Dio che si combatte per il bene.
San Paolo ricordava anche i tratti distintivi del cristiano in questa battaglia: giustizia, pietà, fede, carità, pazienza, mitezza. Sono tutte realtà difficilissime da vivere. Hanno un loro ordine preciso: dalla fede, dalla pietà derivano le altre. Un credente diventa mite, paziente, capace di tendere alla giustizia quando ha sempre davanti a sé il mistero di Dio che rende possibili anche quelle realtà che sembrano impossibili. Un credente sa bene che per essere mite, per essere paziente, per essere colmo di giustizia dovrà sempre combattere contro sé stesso. È la prima e più importante battaglia da ingaggiare. Quella “lotta contro le passioni”, cioè contro tutto quello che spinge da altre parti. Il cristiano fa questo! Si impegna per vivere una vita che è fatta di battaglie. Sa bene che non sarà vincitore in tutte. Ma non si arrende alla lotta. Il cristiano sa bene che non si deve perdere la vita! Se nella vita sono sempre possibili errori e sbagli, anche grandi, non si deve venir meno a quello spirito di fede che ci ricorda che tutta la vita è una lotta dura contro tutto ciò che ci vorrebbe portare lontano da Dio. È per questo che il cristiano si esercita, è per questo che rende sempre pronta la sua coscienza, è per questo che non smette mai di pregare e di unirsi a Dio, soprattutto in quella preghiera unica, fondamentale, profondissima che è l’Eucarestia.
Il cristiano, poi, fa tutto con speranza. Sa che egli attende il ritorno del Signore, del quale è certo. Non sa quando avverrà, ma sa, con certezza, che il Signore tornerà. È per questo che si esercita in ogni opera di bene, è per questo che si mette a disposizione degli altri, è per questo che non si perde mai d’animo. La speranza cristiana lo sostiene sempre, aprendo davanti a lui tutti gli orizzonti che solo questa grande virtù può aprire.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Terminando l’estate e avvicinandoci ad un altro anno pastorale, io vorrei che tutti noi avessimo questa fede. Vorrei davvero che tutti noi sapessimo guardare con speranza a ciò che ci sta davanti. Soprattutto vorrei che tutti noi potessimo guardare alla vita come ad una lotta. Una lotta di fede, una lotta per il bene, una lotta contro tutto ciò che mortifica il nostro cammino interiore.
Sta per iniziare un anno pastorale nel quale inizieremo anche l’anno giubilare 2025. Cerchiamo di fare in modo che sia davvero un anno di fede. Cerchiamo di fare in modo che sia un anno nel quale cercare il volto di Dio. Cerchiamo di fare in modo che sia un anno dove la preghiera più intensa, più concentrata, più abbondante, possa guidare ciascuno di noi ad una conoscenza sempre più intensa del mistero di Dio.
Preghiamo perché da questa lotta contro noi stessi per mortificare le passioni cattive e per guardare sempre con maggiore attenzione al mistero di Dio, nasca un impegno rinnovato per vivere manifestazioni sempre più vere della carità. Preghiamo perché non ci sia mai, dentro di noi, la tentazione di venir meno al cammino, di abbandonare il Signore e la sua Chiesa.
Ci rivolgiamo con fiducia a Maria, che ci guida, come sempre, che ci tiene una mano sulla testa, che ci dona di camminare verso il Figlio suo, perché possiamo davvero vivere un cammino interiore così profondo.
Guardiamo con fiducia e speranza al cammino che ci sta davanti e cerchiamo di vivere bene la lotta nella fede a cui tutti siamo chiamati!
Provocazioni dalla Parola
- Vivo la fede come una lotta contro tutto ciò che mi distoglie da Dio?
- Sono abitato da questa speranza dell’incontro con Cristo?