Ottava del Natale – 7 giorno
La spiritualità di questa settimana
Anzitutto iniziamo, come ogni anno, la nostra riflessione ricordando la spiritualità tipica di questo giorno: la spiritualità del ringraziamento. Un giorno speciale, dal momento che finisce un anno e ci è chiesto di fare memoria dei benefici che abbiamo ricevuto. Lo faremo anche comunitariamente, alla S. Messa di questa sera, nella quale canteremo anche il solenne Te Deum, proprio per dire a Dio Padre il nostro sincero e sentito ringraziamento per ciò che abbiamo vissuto insieme come comunità cristiana. In questo clima rileggiamo l’invito alla speranza contenuto nelle letture di oggi.
La Parola di questo giorno
LETTURA Mi 5, 2-4a
Lettura del profeta Michea
In quei giorni. Il Signore parlò a Michea dicendo: «Dio li metterà in potere altrui fino a quando partorirà colei che deve partorire; e il resto dei tuoi fratelli ritornerà ai figli d’Israele. Egli si leverà e pascerà con la forza del Signore, con la maestà del nome del Signore, suo Dio. Abiteranno sicuri, perché egli allora sarà grande fino agli estremi confini della terra. Egli stesso sarà la pace!».
SALMO Sal 95 (96)
Gloria nei cieli e gioia sulla terra.
Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome,
annunciate di giorno in giorno la sua salvezza. R
Gioiscano i cieli, esulti la terra,
risuoni il mare e quanto racchiude;
sia in festa la campagna e quanto contiene,
acclamino tutti gli alberi della foresta. R
Esultino davanti al Signore che viene:
sì, egli viene a giudicare la terra;
giudicherà il mondo con giustizia
e nella sua fedeltà i popoli. R
EPISTOLA Gal 1, 1-5
Lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
Paolo, apostolo non da parte di uomini, né per mezzo di uomo, ma per mezzo di Gesù Cristo e di Dio Padre che lo ha risuscitato dai morti, e tutti i fratelli che sono con me, alle Chiese della Galazia: grazia a voi e pace da Dio Padre nostro e dal Signore Gesù Cristo, che ha dato se stesso per i nostri peccati al fine di strapparci da questo mondo malvagio, secondo la volontà di Dio e Padre nostro, al quale sia gloria nei secoli dei secoli. Amen.
VANGELO Lc 2, 33-35
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il padre e la madre del Signore Gesù si stupivano delle cose che si dicevano di lui. Simeone li benedisse e a Maria, sua madre, disse: «Ecco, egli è qui per la caduta e la risurrezione di molti in Israele e come segno di contraddizione – e anche a te una spada trafiggerà l’anima –, affinché siano svelati i pensieri di molti cuori».
La speranza di Maria
Vorrei pensare, anzitutto, alla speranza che Maria cercò di vivere in quel giorno, il giorno della presentazione al tempio di Gesù. Per ogni madre quel giorno di fede speciale era un giorno solenne: portare il bambino al tempio, ringraziare per il dono della maternità, mettere il piccolo sotto la protezione di Dio era il cuore dell’evento spirituale da celebrare. Anche Maria si recò certamente al tempio con questi stati d’animo. Inoltre credo che ogni mamma che ha fede, un po’ come avviene nel giorno del Battesimo, chiede a Dio protezione per il futuro del piccolo, nutrendo grande speranza che la vita, proprio solo agli inizi, si dischiuda come una promessa davanti a chi è appena entrato nel mondo. Anche Maria mise questa speranza nelle mani di Dio Padre, lei che aveva ricevuto quel figlio così singolare come un dono, lei che, ora, lo stava accompagnando certa dell’aiuto e della presenza del Padre, ma senza sapere la meta precisa del suo accompagnamento.
Perciò deve essere stato davvero molto difficile ascoltare la parola di Simeone, quella profezia terribile, la profezia della spada che avrebbe trafitto l’anima, oscuro presagio di qualcosa di pesantissimo che proprio lei avrebbe dovuto affrontare. Il Vangelo non registra mai emozioni, sentimenti, eppure non ci viene difficile pensare come il cuore di Maria deve aver provato, in quel momento, uno scoramento. Perché proprio in un giorno solenne quelle parole? Perché proprio mentre una vita inizia ad illuminare il mondo, parlare di qualcosa di terribile? Non sappiamo cosa provò nella realtà, ma sappiamo per certo che, come in tutte le altre occasioni della sua vita, ella trattenne tutte queste cose meditandole nel suo cuore. Così Maria fece, così Maria visse. Dunque anche in lei fu presente una grandissima speranza, che ebbe però a confrontarsi con le difficoltà del tempo, con gli eventi che accaddero, con tutto quell’insieme di cose di cui è fatta la vita di ciascuno di noi.
Meditazione
Credo sia molto bello sapere che anche la Vergine ebbe a che fare con una serie di realtà difficilissime da tenere insieme. Credo che sia già fonte di consolazione sapere che anche a lei non venne evitata la difficoltà della speranza. La speranza è una virtù che occorre cercare, che occorre difendere, che occorre mantenere. Credo che sia bellissimo capire che anche Maria, nel suo pellegrinaggio terreno, ebbe a che fare con tutte queste cose. Così che sia chiaro anche per noi che ci sono realtà che sembrano chiudersi e chiudere l’orizzonte della speranza per noi. Penso a fatti particolarmente gravi che possono accadere e che sembrano proprio chiudere l’orizzonte della speranza anche per noi. Eppure gli uomini possono superare tutte queste cose! Possono rimanere fedeli a Dio e vedere che, pian piano, la speranza cresce anche dentro di loro, superando problemi ed ostacoli che la storia porta con sé.
Probabilmente oggi abbiamo sì molte cose per le quali ringraziare, però, facendo memoria di tutto un anno, abbiamo certamente anche difficoltà che hanno segnato il cammino e che non abbiamo certo dimenticato. Forse abbiamo anche avuto momenti difficili e gravi per qualcosa di molto serio: penso a chi ha avuto un lutto quest’anno, o a chi ha scoperto malattie complesse e gravi, o a chi ha avuto problemi seri nelle relazioni, specie in famiglia. Credo che di tutte queste cose non possiamo ringraziare e nemmeno scordarci di esse. Piuttosto inviterei tutti a fare come Maria, ad integrare anche queste cose nel nostro cammino, a capire che, davvero, se noi lo desideriamo, è possibile conservare tutto nel cuore e fare di tutto un oggetto di preghiera che sostenga la nostra speranza. Ci aiuti Maria, che invochiamo anche in questo ultimo giorno dell’anno, a mettere tutto nelle mani di Dio che sostiene, guida, corregge, sprona.