Settimana della 2 domenica dopo Pentecoste – mercoledì – San Luigi Gonzaga
La Parola di questo giorno
LETTURA Nm 10, 33 – 11, 3
Lettura del libro dei Numeri
In quei giorni. Gli Israeliti partirono dal monte del Signore e fecero tre giornate di cammino; l’arca dell’alleanza del Signore si muoveva davanti a loro durante le tre giornate di cammino, per cercare loro un luogo di sosta. La nube del Signore era sopra di loro durante il giorno, quando partivano dall’accampamento. Quando l’arca partiva, Mosè diceva: «Sorgi, Signore, e siano dispersi i tuoi nemici e fuggano davanti a te coloro che ti odiano». Quando sostava, diceva: «Torna, Signore, alle miriadi di migliaia d’Israele». Ora il popolo cominciò a lamentarsi aspramente agli orecchi del Signore. Li udì il Signore e la sua ira si accese: il fuoco del Signore divampò in mezzo a loro e divorò un’estremità dell’accampamento. Il popolo gridò a Mosè; Mosè pregò il Signore e il fuoco si spense. Quel luogo fu chiamato Taberà, perché il fuoco del Signore era divampato fra loro.
SALMO Sal 77 (78)
Perdona, Signore, le colpe del tuo popolo.
Ascolta, popolo mio, la mia legge,
porgi l’orecchio alle parole della mia bocca.
Dimenticarono le sue opere,
le meraviglie che aveva loro mostrato. R
Li guidò con una nube di giorno
e tutta la notte con un bagliore di fuoco.
Eppure continuarono a peccare contro di lui,
a ribellarsi all’Altissimo in luoghi aridi. R
Perciò il Signore udì e ne fu adirato;
un fuoco divampò contro Giacobbe
e la sua ira si levò contro Israele,
perché non ebbero fede in Dio
e non confidarono nella sua salvezza. R
Ma lui, misericordioso, perdonava la colpa,
invece di distruggere.
Molte volte trattenne la sua ira
e non scatenò il suo furore;
ricordava che essi sono di carne,
un soffio che va e non ritorna. R
VANGELO Lc 6, 17-23
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Disceso con i dodici, il Signore Gesù si fermò in un luogo pianeggiante. C’era gran folla di suoi discepoli e gran moltitudine di gente da tutta la Giudea, da Gerusalemme e dal litorale di Tiro e di Sidone, che erano venuti per ascoltarlo ed essere guariti dalle loro malattie; anche quelli che erano tormentati da spiriti impuri venivano guariti. Tutta la folla cercava di toccarlo, perché da lui usciva una forza che guariva tutti. Ed egli, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: «Beati voi, poveri, perché vostro è il regno di Dio. Beati voi, che ora avete fame, perché sarete saziati. Beati voi, che ora piangete, perché riderete. Beati voi, quando gli uomini vi odieranno e quando vi metteranno al bando e vi insulteranno e disprezzeranno il vostro nome come infame, a causa del Figlio dell’uomo. Rallegratevi in quel giorno ed esultate perché, ecco, la vostra ricompensa è grande nel cielo. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i profeti».
Numeri
In questo anno pastorale abbiamo riflettuto molto sul tema della preghiera ed abbiamo cercato di scoprire forme diverse per rendere possibile la preghiera di ogni giorno. Credo che sia molto bello rileggere insieme questa preghiera di Mosè che viene vissuta in due momenti cardine della giornata: il mattino e la sera. Il mattino, quando si vive il nuovo vigore della giornata, quando, dopo il riposo della notte, si riprende la vita. È il momento in cui offrire a Dio il tempo che viene donato, il momento in cui chiedere la forza per le attività che comporranno la giornata, il momento in cui chiedere a Dio di essere vicino e di sostenere ciò che deve essere fatto giorno per giorno. La sera è il momento in cui si tirano le fila della giornata, il momento in cui si presenta a Dio il frutto del proprio lavoro, la propria stanchezza, il proprio desiderio di riposo. È il momento nel quale si chiede a Dio la protezione per la notte. È però bello leggere che la santità di Mosè, che interpreta così il tempo e che vive così le sue giornate, si oppone al giudizio di altri uomini di Israele, che non vivono la medesima santità e che anzi, vivono in modo da mormorare contro Dio, attribuendo a Lui la responsabilità di ogni cosa. È un altro esito di vita. Potremmo dire che Mosè rappresenta l’uomo spirituale, mentre chi nel popolo vive in questo modo rappresenta l’uomo lontano da Dio.
Vangelo
Ecco perché il Vangelo ci presenta le beatitudini secondo San Luca. C’è un modo per vivere come Mosè, c’è un modo per vivere con quella santità di vita il tempo che viene donato. È il modo di chi fa proprio lo stile del Signore, è il modo di chi vive le beatitudini. “Beato chi è povero” indica proprio chi ha lo stile di vita di Mosè, ovvero lo stile di vita di chi sa riferirsi a Dio, lo stile di vita di chi chiama in causa il Signore nelle proprie giornate, lo stile di vita di chi vive il tempo riferendosi sempre a Dio, chiedendo a Lui il dono della benedizione per il giorno e la benedizione per la notte. “Beati voi che ora piangete” ribadisce lo stile di vita di chi, nelle difficoltà della vita e nelle sue disgrazie, ricerca sempre la presenza e la consolazione di Dio. “Beati voi quando gli uomini vi insulteranno” indica lo stile di vita della perseveranza, lo stile di vita di chi continua, nel tempo, ad assumere lo stile di vita di Gesù, anche quando le cose vanno male, anche quando si viene derisi ed insultati per la propria fede. “Grande è la ricompensa nel cielo”, concludeva Gesù il suo discorso sulle beatitudini. È esattamente quello che vediamo realizzato nella vita di Mosè. Mosè gode di grandissima ricompensa nel cielo perché ha cercato sempre la vicinanza di Dio in tutti i suoi giorni e in tutte le sue opere, mirando solo a piacere al Signore più che agli uomini.
Il nostro cammino di fede
Oggi ci illumina con il suo stile di vita anche la figura sempre grande e sempre bella da riscoprire di San Luigi Gonzaga. Un uomo, un ragazzo vista la giovanissima età della sua testimonianza, che si è davvero dedicato alla preghiera, alla ricerca del volto di Dio, alla carità umile e generosa. Un ragazzo che ha pregato come Mosè e cioè rimettendo la giornata della sua vita sotto la protezione di Dio, e invocando Dio stesso come protettore per la notte, come aiuto per il tempo del riposo e del sonno. Anche l’esempio di San Luigi ci aiuta a ricordare che c’è una bella differenza tra chi vive con la fede e interpreta le cose del tempo alla luce della sua fede e chi vive senza Dio.
Credo che noi che siamo qui, noi che leggiamo la Parola di Dio, noi che celebriamo la S. Messa ogni giorno facciamo tutto questo. Anche noi viviamo il tempo rimettendolo totalmente sotto la protezione di Dio. Ma quante persone non vivono così? Quante persone vivono il proprio tempo senza Dio? Quante persone, di fatto, vivono il tempo e il lavoro come una fatica, le opere come una disgrazia alla quale si è condannati e la notte come il tempo nel quale percepire solamente una solitudine devastante? Credo che ci sia davvero da riflettere su questa Parola di Dio, per assumere quello stile di vita che, sempre più, deve garantire quella “differenza cristiana” che diventa luce per chi vuole credere.
Intenzioni di preghiera
Mentre offriamo questo giorno al Signore, preghiamo anche per l’intercessione di San Luigi, perché sappiamo davvero mettere il tempo che ci viene donato sotto la protezione di Dio. Intercediamo anche per coloro che non fanno tutto questo, per coloro che non vivono tutto questo. Sia il Signore a permettere anche a loro di convertirsi e di trovare una via di accesso al mistero di Dio alla luce del quale prende senso ogni atto dell’esistenza.