Venerdì 30 giugno

Settimana della 4 domenica dopo Pentecoste – venerdì 

La Parola di questo giorno

LETTURA Dt 24, 10-22
Lettura del libro del Deuteronomio

In quei giorni. Mosè disse a tutto Israele: «Quando presterai qualsiasi cosa al tuo prossimo, non entrerai in casa sua per prendere il suo pegno. Te ne starai fuori e l’uomo a cui avrai fatto il prestito ti porterà fuori il pegno. Se quell’uomo è povero, non andrai a dormire con il suo pegno. Dovrai assolutamente restituirgli il pegno al tramonto del sole, perché egli possa dormire con il suo mantello e benedirti. Questo ti sarà contato come un atto di giustizia agli occhi del Signore, tuo Dio. Non defrauderai il salariato povero e bisognoso, sia egli uno dei tuoi fratelli o uno dei forestieri che stanno nella tua terra, nelle tue città. Gli darai il suo salario il giorno stesso, prima che tramonti il sole, perché egli è povero e a quello aspira. Così egli non griderà contro di te al Signore e tu non sarai in peccato. Non si metteranno a morte i padri per una colpa dei figli, né si metteranno a morte i figli per una colpa dei padri. Ognuno sarà messo a morte per il proprio peccato. Non lederai il diritto dello straniero e dell’orfano e non prenderai in pegno la veste della vedova. Ricòrdati che sei stato schiavo in Egitto e che di là ti ha liberato il Signore, tuo Dio; perciò ti comando di fare questo. Quando, facendo la mietitura nel tuo campo, vi avrai dimenticato qualche mannello, non tornerai indietro a prenderlo. Sarà per il forestiero, per l’orfano e per la vedova, perché il Signore, tuo Dio, ti benedica in ogni lavoro delle tue mani. Quando bacchierai i tuoi ulivi, non tornare a ripassare i rami. Sarà per il forestiero, per l’orfano e per la vedova. Quando vendemmierai la tua vigna, non tornerai indietro a racimolare. Sarà per il forestiero, per l’orfano e per la vedova. Ricòrdati che sei stato schiavo nella terra d’Egitto; perciò ti comando di fare questo».

SALMO Sal 18 (19)

La legge del Signore è perfetta.

La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice. R

I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi. R

Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti. R

Anche il tuo servo ne è illuminato,
per chi li osserva è grande il profitto.
Le inavvertenze, chi le discerne?
Assolvimi dai peccati nascosti. R

VANGELO Lc 7, 24b-35
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re. Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”. Io vi dico: fra i nati da donna non vi è alcuno più grande di Giovanni, ma il più piccolo nel regno di Dio è più grande di lui. Tutto il popolo che lo ascoltava, e anche i pubblicani, ricevendo il battesimo di Giovanni, hanno riconosciuto che Dio è giusto. Ma i farisei e i dottori della Legge, non facendosi battezzare da lui, hanno reso vano il disegno di Dio su di loro. A chi dunque posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così: “Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”. È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!”. Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli».

Deuteronomio

“Ricordati…”. Israele e la fede di Israele insistono tantissimo sul ricordo. Una delle preghiere più importanti di Israele incomincia proprio con questa parola. L’istruzione stessa della fede di Israele è tutta basata sul tema del ricordo e ai bambini più piccoli viene continuamente insegnato a ricordare le gesta dei padri, la forza della fede degli avi, le vicende che hanno segnato la storia di fede di tutto un popolo. Il ricordo di Dio è non solo, però, un ricordo di fatti fondamentali per la fede. Deve anche essere il fondamento della morale, del proprio comportamento, del modo di vedere le cose pratiche, concrete di ogni giorno. Proprio perché si ha continuamente nella mente e nel cuore il ricordo di Dio, non si deve umiliare nessuno, si deve praticare la carità in tutte le sue forme, si deve cercare di scorgere nell’altro il volto di un fratello. Proprio perché si prega, e con intensità, sia a livello comunitario che a livello personale, non si deve praticare qualsiasi forma di chiusura del cuore, della mente, dell’animo. Proprio perché si ha sempre Dio nel cuore, non ci si deve mai lasciare andare a nessuna forma di disinteresse sociale ma, al contrario, si deve sempre ricercare e promuovere il bene comune, il bene di tutta la società, il bene di tutto un popolo. Quando uno “ricorda” Dio nel suo cuore, lo trattiene come ospite nella sua mente, tutto è possibile, anche un comportamento di questo genere.

Vangelo

L’esempio pratico è Giovanni il Battista. Proprio perché ha vissuto quotidianamente il ricordo di Dio e della sua Parola, si è recato nel deserto. Proprio perché ha vissuto il ricordo di Dio non solo come forma di preghiera, ma come realtà che plasma il cuore, ha saputo accogliere tutti, senza distinzione, lasciando che il Signore lo ispirasse. Proprio perché ha avuto Dio nel suo ricordo, ha potuto essere un uomo di fede, che ha praticato quell’attesa di Dio di cui tutta la Scrittura ispirata parlava. Proprio perché ha ricordato la fine che avevano fatto i profeti, quest’uomo santo e pio ha capito anche quale sarebbe stata la sua fine e si è abbandonato ad essa, senza temere. Chi ricorda che ogni uomo è nelle mani di Dio, chi ricorda che ogni nome d’uomo è scritto nel palmo della mano di Dio, come dice il Salmo, che cosa ha da temere?

Certo, pare che chi andò al Giordano non imparò proprio a fare come Giovanni. È il Signore che deve far ricordare a chi lo sta ascoltando cosa sono andati a vedere, che insegnamento sono stati capaci di trarre e così via. Ad un popolo di smemorati, il Signore ricorda che i segni della fede parlano. Parlano con forza, ma occorre lasciare che questi segni parlino! Se tutto cade nel minor tempo possibile, se tutto viene presto dimenticato, cosa può fare la fede? Come può operare Dio?

Per il nostro cammino di fede

Noi siamo un popolo di smemorati! Intanto la fede cristiana non ci ha abituato ad insistere così tanto sul ricordo come invece fa la fede ebraica. Poi non siamo per niente forti, in fatto di memoria, nel tempo in cui ci troviamo, dal momento che non ricordiamo nemmeno le cose più recenti che hanno segnato la vita dei nostri popoli, della nostra civiltà, del nostro mondo. Credo che oggi le Scritture ci stiano invitando a chiedere questa grazia fondamentale per noi e per il nostro mondo. Chiediamo la grazia di avere la memoria di ciò che il Signore fa per noi, di ciò che il Signore dice a noi, perché senza questa memoria storica non solo siamo perduti ma, peggio, perdiamo la fede. Ricordare continuamente cosa fa il Signore per noi ci aiuterà a capire che tutti siamo continuamente al centro del suo interessamento, al centro della sua passione per l’uomo, al centro della sua carità. Ecco perché, anche se non siamo ebrei, anche noi abbiamo bisogno di essere popolo della memoria. Dai nostri “fratelli maggiori nella fede” dovremmo imparare anche questo. Dopo la festa solenne dei santi Pietro e Paolo cerchiamo di fare questo sforzo della memoria, per essere davvero consapevoli di ciò che il Signore dona a ciascuno di noi.

Intenzioni di preghiera

Oggi, mentre finisce questa settimana, potremmo fermarci in atteggiamento di preghiera ed imparare a fare memoria dei benefici che Dio offre a ciascuno di noi. Il Signore continui a guidarci perché possiamo essere sempre più figli memori dei suoi benefici e del suo amore.

2023-06-23T23:47:08+02:00