Mercoledì 12 luglio

Settimana della 6 domenica dopo Pentecoste – mercoledì 

La Parola di questo giorno

LETTURA Gs 4, 11-18
Lettura del libro di Giosuè

In quei giorni. Quando tutto il popolo ebbe terminato la traversata, anche l’arca del Signore attraversò e i sacerdoti si posero dinanzi al popolo. Quelli di Ruben, di Gad e metà della tribù di Manasse, ben armati, attraversarono in testa agli Israeliti, secondo il comando di Mosè; circa quarantamila, militarmente equipaggiati, attraversarono davanti al Signore pronti a combattere, in direzione delle steppe di Gerico. In quel giorno il Signore rese grande Giosuè agli occhi di tutto Israele. Essi lo temettero, come avevano temuto Mosè tutti i giorni della sua vita. Il Signore disse a Giosuè: «Comanda ai sacerdoti che portano l’arca della Testimonianza di risalire dal Giordano». Giosuè comandò ai sacerdoti: «Risalite dal Giordano». Quando i sacerdoti, che portavano l’arca dell’alleanza del Signore, risalirono dal Giordano, nello stesso momento in cui la pianta dei loro piedi toccò l’asciutto, le acque del Giordano tornarono al loro posto e rifluirono come nei giorni precedenti su tutta l’ampiezza delle loro sponde.

SALMO Sal 65 (66)

Acclamate Dio da tutta la terra.

Acclamate Dio, voi tutti della terra,
cantate la gloria del suo nome,
dategli gloria con la lode.
Dite a Dio: «Terribili sono le tue opere!
Per la grandezza della tua potenza
ti lusingano i tuoi nemici». R

Venite e vedete le opere di Dio,
terribile nel suo agire sugli uomini.
Egli cambiò il mare in terraferma;
passarono a piedi il fiume:
per questo in lui esultiamo di gioia. R

Popoli, benedite il nostro Dio,
fate risuonare la voce della sua lode;
è lui che ci mantiene fra i viventi
e non ha lasciato vacillare i nostri piedi. R

VANGELO Lc 9, 10-17
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Al loro ritorno, gli apostoli raccontarono al Signore Gesù tutto quello che avevano fatto. Allora li prese con sé e si ritirò in disparte, verso una città chiamata Betsàida. Ma le folle vennero a saperlo e lo seguirono. Egli le accolse e prese a parlare loro del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure. Il giorno cominciava a declinare e i Dodici gli si avvicinarono dicendo: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta». Gesù disse loro: «Voi stessi date loro da mangiare». Ma essi risposero: «Non abbiamo che cinque pani e due pesci, a meno che non andiamo noi a comprare viveri per tutta questa gente». C’erano infatti circa cinquemila uomini. Egli disse ai suoi discepoli: «Fateli sedere a gruppi di cinquanta circa». Fecero così e li fecero sedere tutti quanti. Egli prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò su di essi la benedizione, li spezzò e li dava ai discepoli perché li distribuissero alla folla. Tutti mangiarono a sazietà e furono portati via i pezzi loro avanzati: dodici ceste.

La scrittura

La Scrittura di oggi ci mette davanti a uomini che sanno fare grandi cose, per grazia di Dio.

Il primo esempio è quello di Giosuè, chiamato ad introdurre il popolo di Israele, dopo il tempo dell’Esodo, nella terra della promessa. Ciò che Giosuè riesce a fare non è certamente opera del suo ingegno, della sua forza, del suo studio. L’inserimento nella terra della promessa è opera di Dio. La Scrittura intende aiutarci a comprendere che quello che egli fece, avvenne per grazia di Dio. Giosuè risulta così essere uno dei tanti uomini che, nella storia della salvezza, hanno saputo consegnarsi alle mani di Dio, rimettendo nelle sue mani la propria libertà, i propri doni e tutta la propria vita e, per questo, hanno fatto grandi cose.

Gli altri grandi uomini sono i discepoli, che vanno, annunciano, radunano e, soprattutto fanno convergere la gente verso il Signore, centro di ogni attività missionaria. Ciò che gli apostoli riescono a fare, i “successi” pastorali che riportano, non sono da attribuirsi a loro soli, nemmeno alle loro doti e capacità. Piuttosto sono doni di Dio, che essi riescono a vivere bene, rimettendosi completamente nelle mani del Signore. Questo avviene anche in forza di quel dono che sarà l’Eucarestia e che viene prefigurato in questo miracolo della moltiplicazione dei pani. È grazie a questo pane che viene dal cielo, è grazie a questo pane moltiplicato e dato ad una moltitudine che il discepolo trae forza, sente il continuo sostegno di Dio, giunge ad accordare perfettamente la propria libertà alla grazia del Padre. Il Vangelo insegna così che dove c’è una libertà che si dona a Dio e dove c’è il sostegno della Santa Eucarestia, tutto diventa possibile, perché Dio sostiene e moltiplica gli sforzi e la generosità degli uomini.

In sintesi le due Scritture ci stanno dicendo che gli uomini diventano grandi quando sanno consegnarsi nelle mani di Dio. Quando una libertà torna al suo Creatore e Padre, davvero tutto diventa possibile.

Un ringraziamento

Anche per noi vale questo invito e, quindi, penso che oggi il primo ringraziamento da fare sia proprio quello che ci spinge a donare a Dio la libertà e tutti i talenti che abbiamo nella nostra vita. Solo rimettendo tutto quello che siamo nelle sue mani potremo anche noi compiere grandi cose. Questo ringraziamento a Dio che rende possibili grandi cose anche nella pochezza delle libertà umane, deve diventare poi preghiera. Preghiera perché noi tutti possiamo rimettere la nostra libertà nelle sue mani, compiendo quello che siamo capaci di compiere sempre sostenuti dalla sua misericordia e dal suo aiuto.

Una richiesta

Accanto a questa richiesta credo che tutti dobbiamo esprimere una seconda preghiera. Chiediamo al Signore di credere maggiormente nella forza dell’Eucarestia che ci aiuta a portare a compimento quanto la nostra libertà riesce a fare. Chiediamo al Signore uno slancio maggiore proprio verso quel Sacramento che è il sostegno quotidiano delle debolezze, delle fatiche, ma anche il compagno di tutte le cose che possiamo compiere nello spazio della nostra vita. Abbiamo tutti continuamente bisogno di crescere in questa pietà eucaristica che ci spinge a vedere nel Sacramento quel sostegno massimo per la libertà, che è ciò che più conta. Anche in mezzo all’estate cerchiamo di scoprire il richiamo che viene a noi dalla Santa Eucarestia e celebriamo, magari con più costanza o con più attenzione, quel Sacramento che riporta noi tutti a ciò che deve sempre essere al centro della nostra esperienza di fede.

Intenzioni di preghiera

Vi invito oggi, se leggete questa breve meditazione, a decidere di avere una S. Messa infrasettimanale da vivere, anche in estate, anzi, maggiormente in estate! Nel tempo in cui magari ci concediamo anche una vacanza, mettiamo al centro il Signore. Con il tempo che abbiamo, con l’attenzione che possiamo, cerchiamo di vivere con maggior impegno e attenzione questo richiamo alla centralità dell’Eucarestia.

Se già veniamo a Messa con frequenza, mettiamo maggior attenzione in essa e, magari, fermiamoci qualche momento prima o dopo di essa, in preparazione o in ringraziamento per il dono ricevuto. Cerchiamo di rendere sempre più vera, più profonda, più grande la nostra pietà eucaristica. Il Signore, che agisce in forza del Sacramento, ci aiuterà a vivere bene ogni sforzo della vita presente.

2023-07-07T13:35:00+02:00