Settimana della 7 domenica dopo Pentecoste – sabato
La Parola di questo giorno
LETTURA Ct 3, 2-5; 8, 6-7
Lettura del Cantico dei Cantici
Mi alzerò e farò il giro della città per le strade e per le piazze; voglio cercare l’amore dell’anima mia. L’ho cercato, ma non l’ho trovato. Mi hanno incontrata le guardie che fanno la ronda in città: «Avete visto l’amore dell’anima mia?». Da poco le avevo oltrepassate, quando trovai l’amore dell’anima mia. Lo strinsi forte e non lo lascerò, finché non l’abbia condotto nella casa di mia madre, nella stanza di colei che mi ha concepito. Io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme, per le gazzelle o per le cerve dei campi: non destate, non scuotete dal sonno l’amore, finché non lo desideri. Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio; perché forte come la morte è l’amore, tenace come il regno dei morti è la passione: le sue vampe sono vampe di fuoco, una fiamma divina! Le grandi acque non possono spegnere l’amore né i fiumi travolgerlo. Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa in cambio dell’amore, non ne avrebbe che disprezzo.
SALMO Sal 62 (63)
Ha sete di te, Signore, l’anima mia.
O Dio, tu sei il mio Dio,
dall’aurora io ti cerco,
ha sete di te l’anima mia,
desidera te la mia carne
in terra arida, assetata, senz’acqua. R
Poiché il tuo amore vale più della vita,
le mie labbra canteranno la tua lode.
Così ti benedirò per tutta la vita:
nel tuo nome alzerò le mie mani. R
Penso a te nelle veglie notturne,
a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all’ombra delle tue ali.
A te si stringe l’anima mia:
la tua destra mi sostiene. R
EPISTOLA Rm 7, 1-6
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Forse ignorate, fratelli – parlo a gente che conosce la legge – che la legge ha potere sull’uomo solo per il tempo in cui egli vive? La donna sposata, infatti, per legge è legata al marito finché egli vive; ma se il marito muore, è liberata dalla legge che la lega al marito. Ella sarà dunque considerata adultera se passa a un altro uomo mentre il marito vive; ma se il marito muore ella è libera dalla legge, tanto che non è più adultera se passa a un altro uomo. Alla stessa maniera, fratelli miei, anche voi, mediante il corpo di Cristo, siete stati messi a morte quanto alla Legge per appartenere a un altro, cioè a colui che fu risuscitato dai morti, affinché noi portiamo frutti per Dio. Quando infatti eravamo nella debolezza della carne, le passioni peccaminose, stimolate dalla Legge, si scatenavano nelle nostre membra al fine di portare frutti per la morte. Ora invece, morti a ciò che ci teneva prigionieri, siamo stati liberati dalla Legge per opera di Gesù Cristo nostro Signore.
VANGELO Gv 20, 1. 11-18
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo. Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!» –. Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.
La scrittura
La festa di Santa Maria Maddalena conclude la nostra settimana. Se dovessi riassumere questa liturgia della Parola in un solo concetto, direi così: la forza di cambiare!
San Paolo spiegava questo concetto con un riferimento certamente personale, ma applicato ad ogni credente. San Paolo comprende bene che il primo dono dello Spirito di Dio è questo: la forza per un cambiamento reale e duraturo. Da una vita di peccato, ecco che il credente si lascia perdonare da Dio per avere una vita di grazia; da una vita che sa rincorrere solo ciò che realizza l’uomo, la grazia di Dio permette al peccatore perdonato di cercare tutte le cose buone che realizzano la vita dello Spirito. Il credente è un uomo che manifesta a tutti questa verità.
Il Vangelo ci ricordava la vicenda di Santa Maria Maddalena che è la donna dei grandi cambiamenti. Il primo cambiamento è personale ed è parallelo a quello che ci ha descritto San Paolo. Maria Maddalena è la donna che si è lasciata perdonare da Cristo. È la donna che ha cambiato radicalmente prospettiva. È la donna dalla quale sono usciti sette demoni e che, dopo questa conversione, ha desiderato ed è stata capace di servire solo il Signore, con tutto ciò che ha potuto fare, sia con la sua persona che con i suoi beni. L’altro grande cambiamento è quello che si riferisce a tutta la Chiesa. La Maddalena è la prima missionaria, la prima testimone della risurrezione. Il suo annuncio sarà quello che per primo cambierà la storia. L’annuncio della risurrezione del Signore, infatti, cambia il tempo in generale, non solo la sua storia personale, nemmeno solamente quella degli apostoli. Il suo annuncio sarà quella novità per il mondo che segna un’epoca diversa. È una grazia quella che vediamo in lei, ma è anche un compito che spetta a ciascuno. Tutti, infatti, siamo chiamati a vivere qualche cambiamento secondo la nostra fede. Quando la fede è reale, sempre produce cambiamenti reali nella vita di coloro che la professano.
Un ringraziamento
Credo che oggi tutti dobbiamo ringraziare il Signore per la presenza di Maria di Magdala. Con i suoi cambiamenti ella ci dice che la vita di tutti può cambiare. Vorrei che oggi ringraziassimo il Signore per la fiducia che deve essere in noi, la fiducia che non esiste dimensione di peccato che non possa cambiare, la fiducia in Dio che produce e sostiene questi cambiamenti, la fiducia anche in noi stessi, che possiamo avere questa forza di cambiare le cose della vita che non vanno bene. Oggi deve essere un grande giorno di gioia e di pace. La pace che viene nel cuore di chi si fida di Dio.
Credo che poi dobbiamo ringraziare il Signore per quel primo annuncio che ha sconvolto il cenacolo, la Gerusalemme di quel tempo, la storia tutta. Annuncio che deve ancora risuonare nel mondo, specie per tutti coloro che lo hanno dimenticato. È proprio a chi ha perso la fede che deve ritornare questo annuncio: l’annuncio della presenza di Dio, l’annuncio, come dicevamo nei giorni scorsi, che Dio non è solo una realtà del passato, ma riguarda il nostro tempo, la nostra storia, il nostro mondo, nel quale diventa benedizione e parola di speranza.
Una richiesta
La richiesta che possiamo elevare oggi a Dio è proprio quella di avere la forza di cambiare. Spesso quando dobbiamo cambiare qualcosa della nostra vita, ci pare di non avere le forze necessarie. Spesso, ci pare che il cambiamento sia sempre qualcosa al di là delle nostre possibilità, spesso ci sembra che i cambiamenti abbiano anche un versante di rischio che ci scoraggia. Direi che Maria Maddalena potrebbe intercedere per noi, per assicurarci, invece, che se in ogni cambiamento dell’esistenza si cerca il volto di Dio, tutto avviene sotto la sua benedizione e con il suo conforto e questo rende possibile, davvero, ogni cosa.
Il nostro cammino di fede
Anche se siamo nel mezzo dell’estate, chiediamo al Signore questa forza di cambiare che, davvero, rende ogni cammino veritiero e colmo di possibilità. Il Signore, che ci è vicino e che sempre ci incoraggia, non mancherà di sostenerci con la sua forza e con il suo aiuto.