Settimana della 13° domenica dopo Pentecoste – giovedì – Madonna Regina
Introduzione
A pochissimi giorni dall’Assunzione di Maria, celebriamo un’altra festa mariana: la Madonna Regina. Se vogliamo questa memoria è di origine recente: venne istituita infatti da papa Pio XII nel 1955, pochi anni dopo il dogma dell’Assunzione, recependo una devozione popolare molto diffusa in tutto il mondo. Il contenuto di questa memoria è molto semplice: ricordare che Maria “regna” accanto a Cristo Re dell’Universo. Una devozione antichissima ha portato i cristiani già dei primissimi secoli a venerare questo dato della fede. Innumerevoli sono anche le testimonianze artistiche proprio su questo tema.
La Parola di Dio
LETTURA Sir 24, 3a. 4. 6b. 22
Lettura del libro del Siracide
Io sono uscita dalla bocca dell’Altissimo, primogenita di tutte le creature. Ho posto la mia dimora lassù, il mio trono era su una colonna di nubi. Su ogni popolo e nazione ho preso dominio, con la mia forza ho piegato il cuore dei potenti e degli umili. Chi mi obbedisce non si vergognerà, chi compie le mie opere non peccherà, chi mi esalta otterrà la vita eterna.
SALMO Sal 44 (45)
Risplende la regina, Signore, alla tua destra.
Liete parole mi sgorgano dal cuore:
io proclamo al re il mio poema,
la mia lingua è come stilo di scriba veloce.
Il tuo trono, o Dio, dura per sempre. R
Entra la figlia del re:
è tutta splendore,
tessuto d’oro è il suo vestito;
è condotta al re in broccati preziosi. R
Alla tua destra sta la regina, in ori di Ofir.
Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio:
il re si è invaghito della tua bellezza.
È lui il tuo signore: rendigli omaggio. R
EPISTOLA Rm 8, 3b-11
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, mandando il proprio Figlio in una carne simile a quella del peccato e a motivo del peccato, Dio ha condannato il peccato nella carne, perché la giustizia della Legge fosse compiuta in noi, che camminiamo non secondo la carne ma secondo lo Spirito. Quelli infatti che vivono secondo la carne, tendono verso ciò che è carnale; quelli invece che vivono secondo lo Spirito, tendono verso ciò che è spirituale. Ora, la carne tende alla morte, mentre lo Spirito tende alla vita e alla pace. Ciò a cui tende la carne è contrario a Dio, perché non si sottomette alla legge di Dio, e neanche lo potrebbe. Quelli che si lasciano dominare dalla carne non possono piacere a Dio. Voi però non siete sotto il dominio della carne, ma dello Spirito, dal momento che lo Spirito di Dio abita in voi. Se qualcuno non ha lo Spirito di Cristo, non gli appartiene. Ora, se Cristo è in voi, il vostro corpo è morto per il peccato, ma lo Spirito è vita per la giustizia. E se lo Spirito di Dio, che ha risuscitato Gesù dai morti, abita in voi, colui che ha risuscitato Cristo dai morti darà la vita anche ai vostri corpi mortali per mezzo del suo Spirito che abita in voi.
VANGELO Lc 1, 26-33
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. L’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te». A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Romani
Il contenuto teologico di questa festa è molto interessante e ci viene offerto dalla lettera ai Romani che abbiamo letto come epistola. In che cosa consiste il potere regale di Cristo? Cosa vogliamo celebrare quando diciamo che Cristo è re? Intendiamo dire la sua signoria universale, certamente, ma anche il suo potere di togliere i peccati degli uomini. Cristo, “apparso” nella carne mortale, ovvero avendo scelto di condividere anche la natura degli uomini, con la sua santità e, soprattutto, con il sacrificio della Croce, vince qualsiasi male che attanaglia il cuore dell’uomo. Potremmo dire, recuperando i termini di San Paolo, che Cristo assume una carne mortale per vincere, proprio nella sua carne, il peccato del mondo. Morendo sulla Croce ma risorgendo a nuova vita, egli salva la carne dell’uomo, portando la presenza della carne degli uomini direttamente nel mistero di Dio. Così Maria, colei che ha condiviso la vita di Cristo in maniera più singolare, dopo aver vissuto la sua esistenza viene assunta in cielo in anima e corpo, come abbiamo detto nella festa dell’Assunta e, per questo, partecipa alla regalità di Cristo.
L’uomo è invitato non solo a guardare e a contemplare la regalità di Cristo e di Maria ma, in qualche modo, a partecipare ad essa. Con il Battesimo, come ci ricordava San Paolo, anche noi partecipiamo al “munus” regale di Cristo. Il riferimento è a due diverse realtà: la prima è quella che si può vivere ora, durante la nostra esistenza terrena. Partecipare alla regalità di Cristo significa cercare di dominare il peccato che è in noi. Ogni volta che resistiamo o che sconfiggiamo un “richiamo della carne”, come diceva San Paolo, noi siamo già vittoriosi e sperimentiamo questa regalità della quale siamo partecipi. In questo senso possiamo rileggere quella che, nella storia della spiritualità, chiamiamo la “lotta contro le passioni”. Partecipare alla regalità di Cristo e, di conseguenza a quella di Maria, significa immediatamente questo. La contemplazione dell’Assunta e della Madonna Regina ci può aiutare a desiderare di giungere a questa meta.
L’altro aspetto riguarda l’eternità. Anche noi siamo chiamati ad entrare nell’eternità beata, anche noi siamo chiamati a cercare di vivere in Cristo per sempre. Ci sarà così una partecipazione più reale e più forte alla regalità di Cristo e di Maria, meta che dobbiamo sempre tenere presente se vogliamo davvero avvicinarci alla vita beata in Dio.
Vangelo
Questo contenuto di fede è dato anche dal Vangelo. Maria è regina del cielo e della terra perché, prima di tutto, è stata regina di sè stessa. Ella che ha accolto l’angelo Gabriele ed ha vissuto la vocazione che Dio, da sempre, aveva pensato per lei, indica a tutti gli uomini che è davvero possibile esprimere questa signoria su sé stessi. Signoria che diventa occasione per dire a tutti la verità dell’esistenza dell’uomo.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Mentre siamo sul finire dell’estate, questa memoria ci aiuta moltissimo. I testi biblici ci ricordano che il cristiano è sempre un uomo che vigila su sé stesso, è sempre un uomo che rimane attento al proprio modo di vivere e, continuamente, prepara un discernimento sulle proprie emozioni e sui propri sentimenti per non lasciarsi dominare dalle “cose della carne”, ovvero da tutti quei richiami che sono anche tentazioni che potrebbero davvero rovinare la sua vita.
Noi riflettiamo sempre troppo poco su questa verità e lasciamo che solo la Quaresima, di fatto, corrisponda ad un impegno serio per questo contenuto della vita cristiana. Lasciamo, allora, che il Signore richiami anche noi e spinga ciascuno di noi a riprendere in mano questo aspetto della vita di fede che è anche lotta, discernimento, decisione. Maria regina ci insegni che anche noi possiamo essere in grado di prendere in mano la nostra esistenza e portare a termine quella “lotta contro le passioni” che ci aiuta a regnare anzitutto su di noi.
Provocazioni della Parola
- Quale aspetto della lotta contro le passioni mi vede protagonista?
- Mentre termina l’estate, cosa mi suggerisce questa Parola di Dio?