Settimana della 13° domenica dopo Pentecoste – venerdì
La spiritualità di questa settimana
Dopo la festa della Madonna Regina, riprendiamo il lezionario di questo tempo.
La Parola di questo giorno
LETTURA Ne 13, 23-31
Lettura del libro di Neemia
In quei giorni io Neemia vidi anche che alcuni Giudei si erano ammogliati con donne di Asdod, di Ammon e di Moab; la metà dei loro figli parlava l’asdodèo, nessuno di loro sapeva parlare giudaico, ma solo la lingua di un popolo o dell’altro. Io li rimproverai, li maledissi, ne picchiai alcuni, strappai loro i capelli e li feci giurare su Dio: «Non darete le vostre figlie ai loro figli e non prenderete le loro figlie per i vostri figli o per voi stessi. Salomone, re d’Israele, non ha forse peccato appunto in questo? Certo, fra le molte nazioni non ci fu un re simile a lui: era amato dal suo Dio e Dio l’aveva fatto re di tutto Israele; eppure le donne straniere fecero peccare anche lui. Dovremmo dunque ascoltare voi e fare tutto questo grande male e prevaricare contro il nostro Dio sposando donne straniere?». Uno dei figli di Ioiadà, figlio di Eliasìb, il sommo sacerdote, era genero di Sanballàt, il Coronita; io lo cacciai via da me. Ricòrdati di loro, mio Dio, poiché hanno profanato il sacerdozio e l’alleanza dei sacerdoti e dei leviti. Così li purificai da ogni elemento straniero e ristabilii gli incarichi dei sacerdoti e dei leviti, ognuno al suo compito, quelli dell’offerta della legna ai tempi stabiliti, e delle primizie. Ricòrdati di me in bene, mio Dio!
SALMO Sal 118 (119)
Tu sei giusto, Signore.
Tu sei giusto, Signore,
e retto nei tuoi giudizi.
Con giustizia hai promulgato i tuoi insegnamenti
e con grande fedeltà. R
Uno zelo ardente mi consuma,
perché i miei avversari dimenticano le tue parole.
Limpida e pura è la tua promessa
e il tuo servo la ama. R
Io sono piccolo e disprezzato:
non dimentico i tuoi precetti.
La tua giustizia è giustizia eterna
e la tua legge è verità. R
VANGELO Lc 14, 1a. 7-11
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
Un sabato il Signore Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare e disse agli invitati una parabola, notando come sceglievano i primi posti: «Quando sei invitato a nozze da qualcuno, non metterti al primo posto, perché non ci sia un altro invitato più degno di te, e colui che ha invitato te e lui venga a dirti: “Cedigli il posto!”. Allora dovrai con vergogna occupare l’ultimo posto. Invece, quando sei invitato, va’ a metterti all’ultimo posto, perché quando viene colui che ti ha invitato ti dica: “Amico, vieni più avanti!”. Allora ne avrai onore davanti a tutti i commensali. Perché chiunque si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato».
Neemia
Che carattere! Certo ci viene da dire che Neemia non aveva un carattere troppo facile. Lo abbiamo sentito dire che prese a male parole alcuni genitori che avevano accettato che i loro figli maschi sposassero figlie di altri popoli. Come se non bastasse, alcuni li ha presi a sberle! Ciliegina sulla torta li ha maledetti tutti! Può uno che agisce così essere considerato un capo nobile di Israele? Può uno che fa queste cose essere preso come punto di riferimento per il popolo? Se giudichiamo con il nostro metro dovremmo dire che non se ne parla nemmeno! Ma se ci mettiamo nella logica del tempo, nelle conoscenze del tempo che non sono tanto diverse dalla nostra logica popolare del “moglie e buoi dei paesi tuoi”, allora possiamo capire che quello di Neemia è zelo. Zelo perché tutte le cose vengano curate, zelo perché la legge di Dio sia rispettata, zelo perché non ci sia nessuno che agisce al di fuori della legge di Mosè. Ciò che richiama Neemia con questo suo comportamento molto forte ed irruente è solo questo zelo! Avere umiltà per osservare le cose di Dio, ecco cosa guida questo sant’uomo.
Vangelo
Così possiamo comprendere molto bene anche il Vangelo, che è tutto un inno all’umiltà. Concetto sul quale il Signore ha predicato più volte. Per questa predicazione il Signore prende spunto da quello che avviene ai banchetti. Tutti vorrebbero posti di grande prestigio, di grande rilievo. Il “servo di Dio”, cioè l’uomo di fede, invece, si mette all’ultimo posto. Non pretende, non ricerca, non mira a cose grandi. L’uomo di Dio sceglie il posto più umile. Caso mai, se è chiamato a cose più grandi, ringrazia il Signore e vive con estrema libertà anche la chiamata che gli viene rivolta. Di suo, però, non cerca nulla per apparire.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Pensate a come è diverso il nostro tempo. Noi siamo in un tempo in cui per apparire si fa di tutto. Magari non noi personalmente, ma vediamo bene come dalla generazione degli adulti in giù si fa di tutto per fotografare, condividere, commentare… è tutto molto centrato sull’apparenza, sulla ricerca di posti esclusivi, sulla condivisione di esperienze più importanti di quelle degli altri… Davvero c’è moltissima gente che investe tempo, ricerca, cura, anche denaro, per fare in modo di apparire un gradino più su degli altri. Poco importa che questo sia vero. L’importante è mettersi in mostra! Noi cosa dobbiamo fare in un mondo che è fatto così? Cosa possiamo fare noi? Io credo che reagire sia quasi del tutto inutile, criticare espone solo a lotte che, poi, come sappiamo bene, degenerano. L’unica vera cosa che possiamo fare noi per reagire a tutto questo è non rincorrere queste cose, non andare dietro all’onda, non fare nulla che possa metterci sullo stesso piano. Se volete è questa quella mentalità che non si conforma alle cose del mondo che, spesso, le Scritture ci richiamano. Il nostro compito non è quello di fare crociate, ma vivere vie diverse, per dimostrare a tutti che le alternative ad un pensiero che livella tutto e tutti verso il basso, esistono. Basta sceglierle! Direi, quindi, oggi di pregare per avere questa umiltà. Suggerirei anche di pregare per avere zelo, cioè per tenere molto alle cose di Dio, alle realtà della fede, che non devono mai essere svendute. È questa la grazia che, insieme, vogliamo chiedere al Signore e non solo per noi, ma anche per tutti quelli che, pur facendo fatica, cercano di camminare sulla medesima strada e nella medesima ricerca.
Provocazioni dalla Parola
- Vivo questo zelo?
- La mia spiritualità mi aiuta a non conformarmi alle cose di questo secolo, ma a cercare sempre una via differente e più cristiana