Giovedì 28 novembre

Settimana della 2 domenica di Avvento – Giovedì

La spiritualità di questa settimana

Cerchiamo di coltivare insieme la speranza cristiana, lasciandoci raggiungere come al solito dalle parole graffianti dei profeti, ma anche dalle parole di speranza che ci propongono ogni giorno di Avvento.

La Parola di questo giorno

GEREMIA 3, 6a. 19-25
Lettura del profeta Geremia

In quei giorni. Il Signore mi disse: «Io pensavo: Come vorrei considerarti tra i miei figli e darti una terra invidiabile, un’eredità che sia l’ornamento più prezioso delle genti! Io pensavo: Voi mi chiamerete: “Padre mio”, e non tralascerete di seguirmi. Ma come una moglie è infedele a suo marito, così voi, casa di Israele, siete stati infedeli a me». Oracolo del Signore. Sui colli si ode una voce, pianto e gemiti degli Israeliti, perché hanno reso tortuose le loro vie, hanno dimenticato il Signore, loro Dio. «Ritornate, figli traviati, io risanerò le vostre ribellioni». «Ecco, noi veniamo a te, perché tu sei il Signore, nostro Dio. In realtà, menzogna sono le colline, e le grida sui monti; davvero nel Signore, nostro Dio, è la salvezza d’Israele. L’infamia ha divorato fin dalla nostra giovinezza il frutto delle fatiche dei nostri padri, le loro greggi e i loro armenti, i loro figli e le loro figlie. Corichiamoci nella nostra vergogna, la nostra confusione ci ricopra, perché abbiamo peccato contro il Signore, nostro Dio, noi e i nostri padri, dalla nostra giovinezza fino ad oggi; non abbiamo ascoltato la voce del Signore, nostro Dio».

SALMO Sal 85 (86)

Tu sei buono, Signore, e perdoni.

Mostrami, Signore, la tua via,
perché nella tua verità io cammini;
tieni unito il mio cuore,
perché tema il tuo nome. R

Ma tu, Signore, Dio misericordioso e pietoso,
lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà,
volgiti a me e abbi pietà:
dona al tuo servo la tua forza,
salva il figlio della tua serva. R

Dammi un segno di bontà;
vedano quelli che mi odiano e si vergognino,
perché tu, Signore, mi aiuti e mi consoli. R

PROFETI Zc 2, 10-17
Lettura del profeta Zaccaria

In quei giorni. L’angelo mi disse: «Su, su, fuggite dal paese del settentrione – oracolo del Signore – voi che ho disperso ai quattro venti del cielo. Oracolo del Signore. Mettiti in salvo, o Sion, tu che abiti con la figlia di Babilonia! Il Signore degli eserciti, dopo che la sua gloria mi ha inviato, dice alle nazioni che vi hanno spogliato: Chi tocca voi, tocca la pupilla dei miei occhi. Ecco, io stendo la mano sopra di esse e diverranno preda dei loro schiavi. E voi saprete che il Signore degli eserciti mi ha inviato. Rallégrati, esulta, figlia di Sion, perché, ecco, io vengo ad abitare in mezzo a te. Oracolo del Signore. Nazioni numerose aderiranno in quel giorno al Signore e diverranno suo popolo, ed egli dimorerà in mezzo a te e tu saprai che il Signore degli eserciti mi ha inviato a te. Il Signore si terrà Giuda come eredità nella terra santa ed eleggerà di nuovo Gerusalemme. Taccia ogni mortale davanti al Signore, poiché egli si è destato dalla sua santa dimora».

VANGELO Mt 12, 33-37
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai farisei: «Prendete un albero buono, anche il suo frutto sarà buono. Prendete un albero cattivo, anche il suo frutto sarà cattivo: dal frutto infatti si conosce l’albero. Razza di vipere, come potete dire cose buone, voi che siete cattivi? La bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda. L’uomo buono dal suo buon tesoro trae fuori cose buone, mentre l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori cose cattive. Ma io vi dico: di ogni parola vana che gli uomini diranno, dovranno rendere conto nel giorno del giudizio; infatti in base alle tue parole sarai giustificato e in base alle tue parole sarai condannato».

Geremia

Il profeta Geremia, che ha sempre un richiamo alla conversione, al ritorno a Dio, come anche ad un primo ascolto emerge, ha una constatazione per niente ovvia e molto attuale da offrirci. Geremia diceva che quando un uomo si scosta dalla verità di Dio, quando un uomo abbandona l’ascolto della sua parola, rende “più tortuose” le sue vie. Vorrebbe, forse, fare il contrario. Vorrebbe ribadire la sua autonomia, la sua libertà. Ma accade il contrario. Ogni uomo che dimentica la sua origine in Dio finisce per essere schiavo di molte cose. Ogni uomo che vuole chiudersi in sé stesso trova nient’altro che una chiusura orgogliosa nei confronti della grazia di Dio, non un’emancipazione liberante. Così l’uomo, prima o poi, è chiamato ad ammettere che le vie che percorre lontano da Dio sono molto più tortuose rispetto a quelle che egli può percorrere con l’aiuto della sua grazia. Ecco, ancora una volta, il richiamo per un ritorno. Un ritorno ad un’alleanza che sia davvero occasione per esprimere il riconoscimento a Dio per quanto opera e per quanto fa in favore di ogni uomo.

Zaccaria

Come sempre il profeta Zaccaria ha un’immagine di speranza che non ha pari. Anzitutto, a nome di Dio, il profeta rivolge una parola che è una consolazione unica. “Chi tocca voi, tocca la mia pupilla”, diceva il testo. Come dire: l’uomo, vertice della creazione, è la creatura più amata da Dio. Chi tocca una qualsiasi creatura, offende il Signore che di quella creatura è padre. Parola fortissima che rassicura ciascuno di noi. Noi siamo preziosi come pupilla di Dio. Ecco perché non esiste mai, in nessun momento della storia, un uomo che possa pensare di essere assolutamente solo. Dio non abbandona mai coloro che ha creato. Dio non abbandona mai coloro che considera preziosi come sue pupille.

In secondo luogo, il profeta introduceva la spiritualità propria di questo tempo. Noi, in Avvento, ci stiamo preparando a vedere il realizzarsi di questa promessa. Dio, lo abbiamo sentito, per mezzo del profeta diceva di voler venire ad abitare in mezzo agli uomini. Ecco, il Natale di Cristo dice come questa parola si è resa vera. È nel Natale che si realizza la verità del mistero dell’Incarnazione. Dio che ha creato l’uomo non si limita ad accompagnarlo nella storia, ma entra lui stesso nella storia per assumere le sorti e per guidare il destino di tutta l’umanità.

Vangelo

Il Vangelo è un richiamo a convertire un particolare aspetto della nostra vita: quello della parola. Più volte la Scrittura ci invita a riflettere sul bene, ma anche sul male, che la nostra parola può fare. Essa opera per il bene quando è parola buona, ma quando è parola cattiva, quando è parola che non trasmette amore, essa risulta dannosa per l’uomo che la proferisce più che per l’uomo o per la realtà contro i quali quella parola si scaglia. L’invito che Gesù ci offre attraverso il Vangelo è l’invito alla vigilanza. Solo chi vigila su sé stesso, solo chi vigila anche sulla propria parola diventa capace di esprimere un’attesa più seria e più vera del giorno del Signore. Un invito molto concreto anche per ciascuno di noi.

Meditazione

Come revisione di questo giorno di Avvento propongo a tutti di verificare la parola che pronunciamo, per vedere se siamo capaci di trasmettere il bene che dovremmo essere capaci di portare o per constatare quale male affligge la parola che pronunciamo e, quindi, anche noi.

A livello più generale, invece, vorrei che pensassimo tutti davvero alla verità che ha espresso la prima parola che abbiamo ricevuto. Tutti noi rendiamo le nostre vie più tortuose ogni volta che ci allontaniamo dal Signore. Questa è davvero una nostra responsabilità grande. Siamo noi stessi che rendiamo tortuose molte nostre vie con le nostre scelte. Magari, poi, lamentandoci di quella tortuosità che noi stessi abbiamo creato! Avvento diventa occasione per fermarci e per riflettere su come noi stessi possiamo rendere un poco più semplice la nostra vita semplicemente ritornando a quella alleanza con Dio che rende non solo più sicuro, ma anche più lineare, il cammino. La luce del Natale potrebbe servirci anche a questo.

Infine vorrei che la meditazione di oggi ci aprisse anche al ringraziamento. Noi siamo preziosi come le pupille di Dio! Ecco la realtà che dovrebbe renderci seriamente più tranquilli e sereni. Se siamo la pupilla di Dio, se Dio ci tratta come realtà così preziose, cosa mai potrebbe rattristare il nostro cammino?

Rifletti

  • Sono conscio della preziosità che la mia vita riveste di fronte a Dio?
  • Quale via potrei rendere meno tortuosa grazie alla rivelazione che il Padre mi dona?
  • Cosa dicono di me le parole che pronuncio?
2024-11-22T22:49:43+01:00