Settimana della 4 domenica di Avvento – Martedì
La spiritualità di questa settimana
Da oggi, dopo il “recupero” della solennità dell’Immacolata, riprende la lettura tipica del tempo di Avvento con le due lezioni dei profeti. Sarà anche l’ultima settimana in cui ci confronteremo con i loro scritti, perché da settimana prossima cominceranno le ferie che più da vicino ci introducono nel tempo di Natale. Rileggiamo queste ultime pagine dei profeti tenendo sempre ben presente lo slogan con cui abbiamo aperto la quarta settimana: la speranza di una protezione dall’alto.
La Parola di questo giorno
GEREMIA 10, 11-16
Lettura del profeta Geremia
In quei giorni. Geremia disse: «Direte loro: “Quegli dèi che non hanno fatto il cielo e la terra spariranno dalla faccia della terra e da sotto il cielo”. Il Signore ha formato la terra con la sua potenza, ha fissato il mondo con la sua sapienza, con la sua intelligenza ha dispiegato i cieli. Al rombo della sua voce rumoreggiano le acque nel cielo. Fa salire le nubi dall’estremità della terra, produce le folgori per la pioggia, dalle sue riserve libera il vento. Resta inebetito ogni uomo, senza comprendere; resta confuso ogni orafo per i suoi idoli, poiché è menzogna ciò che ha fuso e non ha soffio vitale. Sono oggetti inutili, opere ridicole; al tempo del loro castigo periranno. Non è così l’eredità di Giacobbe, perché egli ha formato ogni cosa. Israele è la tribù della sua eredità, Signore degli eserciti è il suo nome».
SALMO Sal 113B (115)
Da’ gloria al tuo nome, Signore.
Non a noi, Signore, non a noi,
ma al tuo nome da’ gloria,
per il tuo amore, per la tua fedeltà.
Perché le genti dovrebbero dire:
«Dov’è il loro Dio?».
Il nostro Dio è nei cieli:
tutto ciò che vuole, egli lo compie. R
I loro idoli sono argento e oro,
opera delle mani dell’uomo.
Hanno bocca e non parlano,
hanno occhi e non vedono,
hanno orecchi e non odono,
hanno narici e non odorano. R
Diventi come loro chi li fabbrica
e chiunque in essi confida!
Israele, confida nel Signore:
egli è loro aiuto e loro scudo.
Voi che temete il Signore, confidate nel Signore:
egli è loro aiuto e loro scudo. R
PROFETI Zc 9, 11-17
Lettura del profeta Zaccaria
Così dice il Signore Dio: «Quanto a te, per il sangue dell’alleanza con te, estrarrò i tuoi prigionieri dal pozzo senz’acqua. Ritornate alla cittadella, prigionieri della speranza! Ve l’annuncio oggi stesso: vi ripagherò due volte. Tendo Giuda come mio arco, faccio di Èfraim la mia arma; ecciterò i tuoi figli, Sion, contro i tuoi figli, Iavan, ti renderò come spada di un eroe. Allora il Signore comparirà contro di loro, come fulmine guizzeranno le sue frecce; il Signore darà fiato al corno e marcerà fra i turbini che vengono dal mezzogiorno. Il Signore degli eserciti li proteggerà: divoreranno e calpesteranno le pietre della fionda, berranno il loro sangue come vino, ne saranno pieni come bacini, come i corni dell’altare. Il Signore, loro Dio, in quel giorno li salverà, come gregge del suo popolo; come gemme di un diadema brilleranno sulla sua terra. Che ricchezza, che felicità! Il grano darà forza ai giovani e il vino nuovo alle fanciulle».
VANGELO Mt 19, 23-30
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: «Allora, chi può essere salvato?». Gesù li guardò e disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile». Allora Pietro gli rispose: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi».
Geremia
Il monito del profeta Geremia è molto chiaro. Dio solo protegge, gli idoli non possono proteggere. Tutta la lettura di oggi si snoda attorno a questo tema. È un tema tipico della predicazione non solo dei profeti, ma è al centro di tante altre pagine del Primo Testamento come anche di molte preghiere, ovvero di molti salmi. Solo Dio salva! Questa è la professione di fede che si evince da questi testi e, in particolare, dalla lettura di oggi. Gli idoli non possono assolutamente salvare perché sono opera delle mani dell’uomo. Un idolo è sempre un prodotto di un artigiano, è frutto della mente di un costruttore umano. Non ha vita, non ha pensiero, non si dà pensiero per gli uomini. A differenza di Dio, che possiede la vita che dona agli altri, accompagna con il suo aiuto e la sua protezione tutte le realtà create ma, soprattutto, gli uomini. Ecco perché il credente, ben sapendo queste cose, si comporta con fede, vive con fede, nella costante ricerca di Dio, l’unico che può proteggerlo. Questo atteggiamento di fede è in aperto contrasto con quello di chi, incurante della bontà di Dio, cerca aiuto, salvezza, protezione, in cose che non potranno mai dare quanto viene loro richiesto. Il profeta non critica chi non conosce Dio e si affida agli idoli, ma gli israeliti che, pur conoscendo bene la rivelazione di amore di Dio, si affidano comunque agli idoli muti e vani. Rinnegare il Dio vivo per dedicarsi agli idoli è il massimo della non fede. Ecco la critica durissima del profeta.
Zaccaria
| Con parole bellissime e profonde la meditazione prosegue con il profeta Zaccaria, che diceva chiaramente: “Il Signore ti proteggerà”. È un invito alla fede, è un invito a rimettersi nelle mani di Dio, è un invito a lasciare che il Signore continui a svolgere il suo ruolo di alleato, amico, protettore. Con un senso e un gusto che sa di sorpresa, il profeta aggiungeva: “Che ricchezza, che felicità!”. Come dire: quando ci si mette sotto la protezione di Dio, quando si rinnova la fiducia in Lui, allora tutto diventa semplice! Si tratta di riconoscere che la protezione di Dio è sempre portatrice di moltissime cose. La protezione di Dio porta ricchezza di interventi, perché Dio sostiene in molti modi la vita di chi si affida a lui, generando felicità. Vuoi essere felice? Mettiti sotto la protezione di Dio. Ecco il monito del profeta, monito che vale anche per noi. Legare la felicità alle cose non genera felicità che rimangono nel tempo; mettersi sotto la protezione di Dio è l’unica vera felicità della vita. |
Vangelo
Così anche il Vangelo. Gesù ci ricorda, assecondando anche la domanda di San Pietro, che non esiste nessuno che ha fatto della sua vita un dono a Dio che sia rimasto deluso, scontento, o che se ne sia andato impoverito. Chi si affida a Dio sperimenta il suo centuplo. Nelle cose, perché Dio si rende vicino anche con cose concrete alle anime che lo ricercano, ma poi soprattutto con la sua grazia, talvolta manifestata dalle stesse cose che Dio concede, talaltra segreta, comprensibile solo dalle anime che la richiedono. La speranza, poi, non è solo per qualche sostegno nel tempo, ma riguarda la vita eterna, realtà che Gesù promette per tutti coloro che si affidano a Lui.
Meditazione
Credo che questa catechesi biblica ci faccia proprio bene e che ci riporti, comunque, a qualcosa che già conosciamo bene. Anche noi abbiamo già sperimentato la grazia di Dio. Anche noi, che abbiamo già sperimentato la sua presenza, abbiamo comunque e sempre bisogno del suo aiuto, della sua protezione, del suo sguardo di vigilanza. Avvento è il momento in cui ripetere questa professione di fede, ma anche il tempo nel quale radicarla nella nostra vita con ancor maggiore senso di verità. Noi siamo qui davanti al Signore, anche oggi, per dirgli esattamente questo: senza il suo aiuto, senza la sua protezione noi saremmo come pecore senza pastore, perderemmo l’orizzonte nel quale collocare la vita e soccomberemmo sotto tanti problemi dell’esistenza. Oggi incentiviamo la nostra preghiera di lode a Dio che, a suo tempo, mostra sempre a tutti i suoi benefici di salvezza. Rinnoviamo, in questo giorno, la nostra fiducia in Dio Padre, ripensiamo, colmi di gratitudine, a tutti i benefici che già abbiamo ricevuto, perché anche noi possiamo dire: “Che ricchezza!” abbiamo avuto negli aiuti di Dio, “che felicità!” anche nel solo ripensarli.
Rifletti
- Per quale beneficio posso ringraziare Dio?
- Sono colmo di gratitudine?
- Per cosa posso ora supplicare il Signore?