Sabato 21 dicembre

Feria prenatalizia 5

La spiritualità di questa settimana

Siamo alla fine della settimana e ormai siamo anche in dirittura di arrivo del nostro percorso di Avvento. Domani vivremo la domenica dell’Incarnazione e poi ci rimarranno solo due giorni da vivere in questa spiritualità dell’attesa. Cerchiamo di approfittare di questo tempo, mentre la feria prenatalizia di oggi, la quinta, mi sembra ci induca a pensare alla speranza di un compimento definitivo. Nessuna delle storie che stiamo leggendo è giunta al suo termine, ma in tutte si intravede la fine gioiosa che attende i protagonisti..

La Parola di questo giorno

RUT 3, 8-18
Lettura del libro di Rut

In quei giorni. Verso mezzanotte Booz ebbe un brivido di freddo, si girò e vide una donna sdraiata ai suoi piedi. Domandò: «Chi sei?». Rispose: «Sono Rut, tua serva. Stendi il lembo del tuo mantello sulla tua serva, perché tu hai il diritto di riscatto». Egli disse: «Sii benedetta dal Signore, figlia mia! Questo tuo secondo atto di bontà è ancora migliore del primo, perché non sei andata in cerca di uomini giovani, poveri o ricchi che fossero. Ora, figlia mia, non temere! Farò per te tutto quanto chiedi, perché tutti i miei concittadini sanno che sei una donna di valore. È vero: io ho il diritto di riscatto, ma c’è un altro che è parente più stretto di me. Passa qui la notte e domani mattina, se lui vorrà assolvere il diritto di riscatto, va bene, lo faccia; ma se non vorrà riscattarti, io ti riscatterò, per la vita del Signore! Rimani coricata fino a domattina». Ella rimase coricata ai suoi piedi fino alla mattina e si alzò prima che una persona riesca a riconoscere un’altra. Booz infatti pensava: «Nessuno deve sapere che questa donna è venuta nell’aia!». Le disse: «Apri il mantello che hai addosso e tienilo forte». Lei lo tenne ed egli vi versò dentro sei misure d’orzo. Glielo pose sulle spalle e Rut rientrò in città. Arrivata dalla suocera, questa le chiese: «Com’è andata, figlia mia?». Ella le raccontò quanto quell’uomo aveva fatto per lei e aggiunse: «Mi ha anche dato sei misure di orzo, dicendomi: “Non devi tornare da tua suocera a mani vuote”». Noemi disse: «Sta’ tranquilla, figlia mia, finché non sai come andrà a finire la cosa. Di certo quest’uomo non si darà pace, finché non avrà concluso oggi stesso questa faccenda».

SALMO Sal 106 (107)

Rendete grazie al Signore,
il suo amore è per sempre.

Lo dicano quelli che il Signore ha riscattato,
che ha riscattato dalla mano dell’oppressore
e ha radunato da terre diverse,
dall’oriente e dall’occidente,
dal settentrione e dal mezzogiorno. R

Erano affamati e assetati,
veniva meno la loro vita.
Nell’angustia gridarono al Signore
ed egli li liberò dalle loro angosce.
Li guidò per una strada sicura,
perché andassero verso una città in cui abitare. R

Ringrazino il Signore per il suo amore,
per le sue meraviglie a favore degli uomini,
perché ha saziato un animo assetato,
un animo affamato ha ricolmato di bene. R

ESTER 8, 3-7a. 8-12
Lettura del libro di Ester

In quei giorni. Ester parlò di nuovo al re, cadde ai suoi piedi e lo pregava di rimuovere il male fatto da Amàn, tutto quello che aveva fatto contro i Giudei. Il re stese lo scettro d’oro verso Ester ed Ester si alzò per stare accanto al re. Disse Ester: «Se piace a te e ho trovato grazia, si ordini di revocare le lettere inviate da Amàn, quelle che erano state scritte per sterminare i Giudei che si trovano nel tuo regno. Come potrei infatti sopportare la vista dei mali del mio popolo e come potrei sopravvivere allo sterminio della mia stirpe?». Il re rispose a Ester: «Potete scrivere voi a mio nome, come vi sembra, e sigillate con il mio anello: infatti tutto quello che è stato scritto su comando del re ed è stato sigillato con il mio anello regale non può essere revocato». Il ventitré del primo mese, quello di Nisan, dello stesso anno, furono convocati i segretari e fu scritto ai Giudei tutto quello che era stato comandato ai governatori e ai capi dei sàtrapi, dall’India fino all’Etiopia, centoventisette satrapìe, provincia per provincia, secondo le loro lingue. Fu scritto a nome del re e fu posto il sigillo del suo anello, e le lettere furono mandate per mezzo di corrieri: si prescriveva loro di seguire le loro leggi in qualunque città, sia per difendersi che per trattare come volevano i loro nemici e i loro avversari, e ciò in un solo giorno: il tredici del dodicesimo mese, quello di Adar, in tutto il regno di Artaserse.

VANGELO Lc 1, 67-80
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Zaccaria, suo padre, fu colmato di Spirito Santo e profetò dicendo: «Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato e redento il suo popolo, e ha suscitato per noi un Salvatore potente nella casa di Davide, suo servo, come aveva detto per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo: salvezza dai nostri nemici, e dalle mani di quanti ci odiano. Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri e si è ricordato della sua santa alleanza, del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre, di concederci, liberati dalle mani dei nemici, di servirlo senza timore, in santità e giustizia al suo cospetto, per tutti i nostri giorni. E tu, bambino, sarai chiamato profeta dell’Altissimo perché andrai innanzi al Signore a preparargli le strade, per dare al suo popolo la conoscenza della salvezza nella remissione dei suoi peccati. Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio, ci visiterà un sole che sorge dall’alto, per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra di morte, e dirigere i nostri passi sulla via della pace». Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.

Rut

La cosa è particolarmente evidente nella prima delle storie che stanno segnando il nostro cammino di ferie prenatalizie, la storia di Rut. Si capisce bene che questa donna avrebbe anche una certa fretta di concludere il suo percorso, di sentire che qualcuno si è finalmente interessato di lei, che qualcuno offre proprio a lei una chance di riscatto. Invece è ancora il tempo dell’attesa. Booz ha già intuito cosa vorrebbe fare, ma sa bene che ci sono regole precise che vanno rispettate e norme che non possono in alcun modo essere evase. Ecco il perché del suo indugio e del suo invito ad avere ancora pazienza. Le realtà più belle della vita nascono con la calma. La calma di chi pensa, progetta, mette in ordine le cose, non meno della calma di chi attende, pazienta nel silenzio, intravede la meta, ma senza possederla definitivamente. La spiritualità proposta oggi da questa lettura è tipicamente una spiritualità di attesa. Rut è praticamente sicura di quello che accadrà, ma deve pazientare fino a che realmente accada.

Ester

Anche in Ester accade qualcosa del genere. Questa donna, che ha avuto molta pazienza, che ha studiato le cose con profonda calma, questa donna che ha costruito pazientemente il risultato che voleva, ora sembra avere fretta. La fretta di sapere che le sofferenze del suo popolo sono passate, la fretta di sapere che il re, suo marito, mantenga la parola data, la fretta di sapere che partirà presto l’ordine di porre fine a tutto il male che Aman aveva tentato di fare e che, in larga parte era riuscito. È una fretta santa quella di Ester, la fretta di chi vuole vedere che le sofferenze di altri passino subito. Il suo sguardo è di piena carità. Ella non chiede nulla per sé, non ha fretta per qualcosa che deve capitare alla sua vita, ma per gli altri. Ella ha davvero a cuore la salute del suo popolo e, per questo, cerca in ogni modo di affrettare il tempo della sua liberazione.

Vangelo

Anche nel Vangelo si intuisce un “già”, ma anche un “non ancora”. Il già è quello della lode che viene spontanea per la nascita di Giovanni il Battista. Il non ancora è l’attesa che rimane, perché tutti si stanno domandando cosa sarà di questo bambino, cosa accadrà di lui, e cosa significherà per la storia della salvezza. Si intuisce che la storia di Dio con il suo popolo è a una svolta, ma non si vede ancora in che cosa questa svolta consisterà. Zaccaria, Elisabetta vengono proiettati verso il futuro, che attendono con viva speranza, confidando in Dio che ha dato loro quel bambino come un prodigio. Eppure questi due grandissimi protagonisti della storia della salvezza rimangono senza troppe certezze. Il loro sguardo è proiettato al futuro, ma, per ora, rimangono con i segni che hanno a vigilare nel presente. La gioia è in loro, eppure questa gioia rimanda i loro cuori e i loro pensieri, ancora una volta, al futuro.

Meditazione

Il cuore di questa spiritualità si addice perfettamente a ciascuno di noi. Anche noi siamo ormai prossimi al Natale; la domenica di domani, con il mistero della Divina Maternità, ci introdurrà ancor di più in queste ultimissime ore di attesa del Natale, ma anche dell’inizio del Giubileo ordinario 2025. Eppure dobbiamo ancora aspettare. Dobbiamo attendere ancora che tutto avvenga. Forse anche noi, che abbiamo custodito i preziosi giorni di Avvento, avremo fretta di vedere esaudite le nostre preghiere e di terminare questa attesa. Anche a noi è chiesto di pazientare ancora un poco! Anche a noi è chiesto di continuare ad avvicinarci al Natale, ma di entrare in esso come in punta di piedi, per vivere bene e gustare poi insieme la gioia di questo giorno e la gioia di questo Giubileo che inizia. La grazia spirituale da chiedere oggi è quella di saper essere “già” in questa grazia, sperimentando un “non ancora” che deve compiersi. Chiediamo la grazia della pazienza per questa attesa che finisce, proiettati verso il Giubileo, anno in cui si rinnova la grazia di Dio che è in noi ed anno nel quale camminare più speditamente verso l’eternità.

Rifletti

  • Come mi sto preparando a terminare questa attesa?
  • Vivo la spiritualità del Natale come momento di rinnovamento della mia fede?
  • Cosa attendo dal Giubileo?
2024-12-13T23:31:28+01:00