Settimana della 3 domenica di Pasqua – Martedì
La spiritualità di questo giorno
È un giorno feriale da vivere in compagnia di Maria e nella spiritualità giubilare della speranza. Offriamo a Dio questo giorno per questo scopo e motivo.
La Parola di questo giorno
LETTURA At 5, 34-42
Lettura degli Atti degli Apostoli
In quei giorni. Si alzò nel sinedrio un fariseo, di nome Gamaliele, dottore della Legge, stimato da tutto il popolo. Diede ordine di farli uscire per un momento e disse: «Uomini d’Israele, badate bene a ciò che state per fare a questi uomini. Tempo fa sorse Tèuda, infatti, che pretendeva di essere qualcuno, e a lui si aggregarono circa quattrocento uomini. Ma fu ucciso, e quelli che si erano lasciati persuadere da lui furono dissolti e finirono nel nulla. Dopo di lui sorse Giuda il Galileo, al tempo del censimento, e indusse gente a seguirlo, ma anche lui finì male, e quelli che si erano lasciati persuadere da lui si dispersero. Ora perciò io vi dico: non occupatevi di questi uomini e lasciateli andare. Se infatti questo piano o quest’opera fosse di origine umana, verrebbe distrutta; ma, se viene da Dio, non riuscirete a distruggerli. Non vi accada di trovarvi addirittura a combattere contro Dio!». Seguirono il suo parere e, richiamati gli apostoli, li fecero flagellare e ordinarono loro di non parlare nel nome di Gesù. Quindi li rimisero in libertà. Essi allora se ne andarono via dal sinedrio, lieti di essere stati giudicati degni di subire oltraggi per il nome di Gesù. E ogni giorno, nel tempio e nelle case, non cessavano di insegnare e di annunciare che Gesù è il Cristo.
SALMO Sal 26 (27)
In te, Signore, è la nostra speranza.
Oppure: Alleluia, alleluia, alleluia.
Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura? R
Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario. R
Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore. R
VANGELO Gv 5, 31-47
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Se fossi io a testimoniare di me stesso, la mia testimonianza non sarebbe vera. C’è un altro che dà testimonianza di me, e so che la testimonianza che egli dà di me è vera. Voi avete inviato dei messaggeri a Giovanni ed egli ha dato testimonianza alla verità. Io non ricevo testimonianza da un uomo; ma vi dico queste cose perché siate salvati. Egli era la lampada che arde e risplende, e voi solo per un momento avete voluto rallegrarvi alla sua luce. Io però ho una testimonianza superiore a quella di Giovanni: le opere che il Padre mi ha dato da compiere, quelle stesse opere che io sto facendo, testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. E anche il Padre, che mi ha mandato, ha dato testimonianza di me. Ma voi non avete mai ascoltato la sua voce né avete mai visto il suo volto, e la sua parola non rimane in voi; infatti non credete a colui che egli ha mandato. Voi scrutate le Scritture, pensando di avere in esse la vita eterna: sono proprio esse che danno testimonianza di me. Ma voi non volete venire a me per avere vita. Io non ricevo gloria dagli uomini. Ma vi conosco: non avete in voi l’amore di Dio. Io sono venuto nel nome del Padre mio e voi non mi accogliete; se un altro venisse nel proprio nome, lo accogliereste. E come potete credere, voi che ricevete gloria gli uni dagli altri, e non cercate la gloria che viene dall’unico Dio? Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?».
Vangelo
Anche ad una prima lettura capiamo quanto siano profonde le parole del Signore e anche quanto siano provocatorie. In sintesi, dopo la parola che abbiamo ascoltato ieri, parola di speranza, parola che invita alla comunione con Dio, ecco che Gesù avverte la distanza di coloro che lo stanno ascoltando. Non rinuncia però, ad una provocazione. Gesù dice bene che, se fosse venuto qualsiasi altro con qualsiasi altro messaggio, sarebbe stato ascoltato! Il suo messaggio, così pieno di speranza ma difficile, non genera ascolto, attenzione, fiducia. Perché? Perché gli uomini, da sempre, fanno fatica a rivolgersi alla Parola della verità, mentre amano stare in compagnia di quegli uomini che propongono mete molto più basse e percorsi di vita molto più limitati nella speranza ma più immediati, meno difficili, più semplici e, quindi, più attraenti.
La parola di Gesù si fa anche giudizio: chi avrà seguito queste parole, chi avrà seguito gli uomini che richiamano a mete via via sempre più basse, riceverà un giudizio di condanna. Che non vuol dire esclusione dalla vita eterna – questo è un giudizio che spetta solo a Dio – ma che sarà, per lo meno, rimprovero. Rimprovero perché non si è scelta la via, più difficile ma nota, della fede. In fondo la parola di Gesù ha un tema molto semplice: l’accoglienza della Parola di Dio, l’accoglienza della fede è impegnativa, ma genera speranza. L’accoglienza di altre proposte di vita è certamente meno impegnativa, certamente più immediata, ma destinata ad un tempo molto breve e, soprattutto, destinata a finire. Qualsiasi speranza umana, infatti, prima o poi viene meno. Non così la speranza che nasce da Dio che, appunto, genera sempre eternità.
Atti
Si capisce bene, allora, la pagina degli Atti, nella quale San Luca mette sulla bocca di Gamaliele quello che, ai tempi, era noto a tutti. Era noto che, in Galilea specialmente, sorgevano predicatori di ogni tipo, i quali, con diverse promesse, con parole più o meno accattivanti, sapevano attirare attorno a sé un popolo. Tuttavia la loro proposta era destinata solo ad un certo tempo. Per un certo tempo essi acquistavano onore, prestigio, notorietà ma, poi, tutto questo veniva meno. Spesso poi, come ricorda San Luca, dopo la loro morte, veniva meno il gruppo dei simpatizzanti. Si sa: un leader carismatico dura per il tempo che dura. Poi, quando viene meno, ecco che si sfalda anche tutto l’entourage che lo segue. Ciò non accade con il Signore. Gamaliele lo aveva intuito. Ha compreso, pur essendo immerso nel sinedrio e, quindi, dentro un particolare gruppo di persone ed anche dentro un modo particolare di giudicare la storia, che la vicenda di Gesù poteva, per lo meno, essere diversa. Ecco perché ha chiesto tempo. Tempo per vedere cosa sarebbe successo dopo Gesù, dopo la sua morte, dopo la sua dipartita. In fondo è un principio di buon senso quello di Gamaliele, ma anche un principio di grande rispetto. È anche per questo genere di proposta che gli apostoli hanno potuto cavarsela e continuare la loro opera di predicazione del Vangelo e di testimonianza della speranza
Per noi e per il nostro cammino di fede
- Cosa vedo nel mio mondo?
- Qual è il mio compito di testimone della speranza per questo tempo?
Credo che sia il Vangelo sia la pagina degli Atti, abbiano ritratto molto bene il nostro tempo. Anche noi, lo vediamo continuamente, siamo attratti da qualsiasi genere di cosa, tranne che dalla fede. Lo vediamo molto bene rispetto ai nostri giovani: essi si lasciano attirare da qualsiasi proposta, da qualsiasi parola, senza però avere minimamente a che fare con quel Vangelo che pure hanno conosciuto, specie in Italia, dove il catechismo, in fondo, è ancora molto diffuso e mette tutti i ragazzi in stato di conoscenza di Cristo. Eppure questa parola non ha presa, mentre altre parole, altre proposte, hanno davvero facile presa su tutti. Il richiamo è forte anche per noi. Impariamo a discernere. Impariamo dove sta la vera felicità e la vera gioia. Impariamo dove possono essere quelle realtà che rendono piena la vita. Impariamo che, senza di esse, non c’è alcuna possibilità di speranza. Oggi la nostra preghiera dovrebbe essere non solo per noi ma, soprattutto, per i lontani, per chi è fuori dalla via della fede, per chi è lontano da quei richiami di gioia, di verità e di speranza che noi, invece, condividiamo molto spesso. Preghiamo intercedendo perché altri scoprano la bellezza e la verità di quanto viviamo nella via della fede.
Noi vediamo tutto questo brillare anche nella vita della Vergine Maria. Anche nel suo tempo ci saranno stati diversi richiami, diverse proposte di vita. Se la Vergine ha scelto quella di Dio, lo ha fatto perché ha sentito l’importanza di quel richiamo che dava speranza di vita eterna. Così come anche noi possiamo fare, seguendo il suo esempio.
Esercizio per questo giorno di gioia
Mi impegno nella preghiera di intercessione proposta, recitando una decina di Rosario.