Giovedì 31 luglio

Settimana della 7 domenica dopo Pentecoste – Giovedì 

La spiritualità di questo giorno

Sant’Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù, oggi rallegra questo giorno e ci aiuta a rileggere la Parola di Dio sempre al centro della sua meditazione e della sua preghiera. Credo che le due Scritture di oggi ci aiutino a riflettere sulle esigenze della vocazione cristiana.

La Parola di questo giorno

LETTURA Gdc 6, 1-16
Lettura del libro dei Giudici

In quei giorni. Gli Israeliti fecero ciò che è male agli occhi del Signore e il Signore li consegnò nelle mani di Madian per sette anni. La mano di Madian si fece pesante contro Israele; per la paura dei Madianiti gli Israeliti adattarono per sé gli antri dei monti, le caverne e le cime scoscese. Ogni volta che Israele aveva seminato, i Madianiti con i figli di Amalèk e i figli dell’oriente venivano contro di lui, si accampavano sul territorio degli Israeliti, distruggevano tutti i prodotti della terra fino alle vicinanze di Gaza e non lasciavano in Israele mezzi di sussistenza: né pecore né buoi né asini. Venivano, infatti, con i loro armenti e con le loro tende e arrivavano numerosi come le cavallette – essi e i loro cammelli erano senza numero – e venivano nella terra per devastarla. Israele fu ridotto in grande miseria a causa di Madian e gli Israeliti gridarono al Signore. Quando gli Israeliti ebbero gridato al Signore a causa di Madian, il Signore mandò loro un profeta che disse: «Dice il Signore, Dio d’Israele: Io vi ho fatto salire dall’Egitto e vi ho fatto uscire dalla condizione servile. Vi ho strappato dalla mano degli Egiziani e dalla mano di quanti vi opprimevano; li ho scacciati davanti a voi, vi ho dato la loro terra e vi ho detto: “Io sono il Signore, vostro Dio; non venerate gli dèi degli Amorrei, nella terra dei quali abitate”. Ma voi non avete ascoltato la mia voce». Ora l’angelo del Signore venne a sedere sotto il terebinto di Ofra, che apparteneva a Ioas, Abiezerita. Gedeone, figlio di Ioas, batteva il grano nel frantoio per sottrarlo ai Madianiti. L’angelo del Signore gli apparve e gli disse: «Il Signore è con te, uomo forte e valoroso!». Gedeone gli rispose: «Perdona, mio signore: se il Signore è con noi, perché ci è capitato tutto questo? Dove sono tutti i suoi prodigi che i nostri padri ci hanno narrato, dicendo: “Il Signore non ci ha fatto forse salire dall’Egitto?”. Ma ora il Signore ci ha abbandonato e ci ha consegnato nelle mani di Madian». Allora il Signore si volse a lui e gli disse: «Va’ con questa tua forza e salva Israele dalla mano di Madian; non ti mando forse io?». Gli rispose: «Perdona, mio signore: come salverò Israele? Ecco, la mia famiglia è la più povera di Manasse e io sono il più piccolo nella casa di mio padre». Il Signore gli disse: «Io sarò con te e tu sconfiggerai i Madianiti come se fossero un uomo solo».

SALMO Sal 105 (106)

Renderò grazie, Signore, al tuo santo nome.

I nostri padri si contaminarono con le loro opere,
si prostituirono con le loro azioni.
L’ira del Signore si accese contro il suo popolo
ed egli ebbe in orrore la sua eredità. R

Li consegnò in mano alle genti,
li dominarono quelli che li odiavano.
Li oppressero i loro nemici
essi dovettero piegarsi sotto la loro mano. R

Salvaci, Signore Dio nostro:
radunaci dalle genti,
perché ringraziamo il tuo nome santo:
lodarti sarà la nostra gloria. R

VANGELO Lc 9, 57-62
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Mentre camminavano per la strada, un tale disse al Signore Gesù: «Ti seguirò dovunque tu vada». E Gesù gli rispose: «Le volpi hanno le loro tane e gli uccelli del cielo i loro nidi, ma il Figlio dell’uomo non ha dove posare il capo». A un altro disse: «Seguimi». E costui rispose: «Signore, permettimi di andare prima a seppellire mio padre». Gli replicò: «Lascia che i morti seppelliscano i loro morti; tu invece va’ e annuncia il regno di Dio». Un altro disse: «Ti seguirò, Signore; prima però lascia che io mi congedi da quelli di casa mia». Ma Gesù gli rispose: «Nessuno che mette mano all’aratro e poi si volge indietro è adatto per il regno di Dio».

Giudici

Il primo caso di vocazione è quello di Gedeone, di cui abbiamo sentito nella prima lettura. Sembra un ragazzo buono, sembra anche un ragazzo forte, almeno da come viene salutato. In fondo, però, ci sembra anche un ragazzo sfiduciato, uno ripiegato su sé stesso. La situazione politica è molto grave, come abbiamo sentito. Madian, ovvero un popolo straniero rispetto ad Israele, sta schiacciando Israele, non gli permette di vivere perché continuano le razzie, continuano tutte le devastazioni che, come vediamo ancora oggi, avvengono quando due popoli si affrontano e si combattono. Ecco che Gedeone si trova schiacciato da questa situazione, non crede che ci sia una possibilità di riuscita né personale né di popolo. Se vogliamo Gedeone ci sembra un uomo che accetta passivamente una situazione senza sapere bene che cosa fare. Eppure è proprio a quest’uomo che viene rivolta la Parola di Dio ed è a partire dalla storia di quest’uomo che nascerà un riscatto non solo personale ma sociale.

Vangelo

Altri tre casi di vocazione nel Vangelo. Il primo è un ragazzo che si propone di seguire il Signore e a questo primo uomo è Gesù che raccomanda le istanze della povertà evangelica in favore della libertà. Essere poco possidenti per essere liberi, non legati a niente. Al secondo è Gesù che chiede di seguirlo, ma costui ci sembra essere molto attaccato alla propria famiglia, alle relazioni parentali, almeno per quello che dice Gesù. Il terzo appare un uomo pure generoso, dal momento che anche lui si propone di seguire il Signore. Sappiamo bene che a lui Gesù ricorda il dovere della fedeltà. Come dire: la vocazione non può essere passeggera, ma chiede radicalità in Cristo, radicalità nel proposito di sequela.

Sant’Ignazio

A questi si aggiunge l’esempio di Sant’Ignazio di Loyola. Era partito come “uomo di mondo”, come uomo che voleva far capire il suo valore, la sua ambizione, la sua idea a cominciare dalle sue prestazioni fisiche nell’esercito. È un ambizioso, uno che punta al massimo. Ecco che sarà un episodio di guerra, una grave ferita che comporterà molteplici interventi, a fermarlo. Sarà proprio in quella condizione, quando non è più nessuno, quando dovrà rivedere tutti i suoi progetti, che realizzerà, invece, il progetto di Dio: essere al suo servizio, fondare un nuovo ordine religioso che risponda ai bisogni della Chiesa di quel momento. Una vocazione che nasce un po’ come quella di Gedeone, quando tutte le cose vanno male, che chiede libertà, come lui stesso sottolineerà nei suoi scritti, non meno che dedizione sincera e forte radicamento in Cristo.

A questi si aggiunge l’esempio di Sant’Ignazio di Loyola. Era partito come “uomo di mondo”, come uomo che voleva far capire il suo valore, la sua ambizione, la sua idea a cominciare dalle sue prestazioni fisiche nell’esercito. È un ambizioso, uno che punta al massimo. Ecco che sarà un episodio di guerra, una grave ferita che comporterà molteplici interventi, a fermarlo. Sarà proprio in quella condizione, quando non è più nessuno, quando dovrà rivedere tutti i suoi progetti, che realizzerà, invece, il progetto di Dio: essere al suo servizio, fondare un nuovo ordine religioso che risponda ai bisogni della Chiesa di quel momento. Una vocazione che nasce un po’ come quella di Gedeone, quando tutte le cose vanno male, che chiede libertà, come lui stesso sottolineerà nei suoi scritti, non meno che dedizione sincera e forte radicamento in Cristo.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Cosa dicono a noi queste indicazioni?
  • Avvertiamo la loro importanza anche nel nostro cammino?

Le indicazioni della Parola di Dio, come sempre, valgono per tutti. Non solo per qualcuno. Non solo per una stagione. Anche noi, in qualsiasi stato di vita ci troviamo e in qualsiasi via vocazionale stiamo camminando, siamo chiamati ad essere attenti a ciò che il Signore ci chiede, a superare le difficoltà che capitano, ad essere fedeli, a vivere una forte appartenenza a Cristo e alla Chiesa, esprimendo così il nostro essere radicati in Lui. Queste realtà si addicono sia alla via vocazionale di consacrazione, sia alla via del matrimonio, sia alla scelta della consacrazione laicale o missionaria, che di qualsiasi altro stato di vita. Ecco perché tutti dovremmo cercare di applicarle a noi, anche ora, anche in mezzo all’estate, per capire come stiamo vivendo la nostra vocazione. Anzi, il tempo estivo potrebbe essere ancora più propizio per qualche pausa di riflessione e per capire, ora, in questo preciso momento storico della nostra vita e della nostra fede, come le stiamo vivendo. Suggerirei di chiedere a Sant’Ignazio un aiuto, una benedizione, perché tutti possiamo capire bene a cosa siamo chiamati e cosa stiamo facendo per radicare sempre più la nostra vita in Cristo.

2025-07-24T15:52:27+02:00