Settimana della 9 domenica dopo Pentecoste – Sabato
La spiritualità di questo giorno
Dopo la solennità dell’Assunta, vogliamo ricordare San Rocco, a motivo della cappella votiva che abbiamo nella nostra comunità.
Rocco è uomo di speranza. È un pellegrino e come tutti i pellegrini antichi ha deciso nel suo cuore il “santo viaggio”, raggiungere Roma, pregare sulla tomba di Pietro, proprio e solo per un motivo di fede.
Rocco è uomo di speranza perché, come ci dice la sua storia, è uomo che ha saputo fare grandi opere di carità. La carità è il concretizzarsi della speranza. Rocco, sapendo che le sue opere sarebbero state ricompensate da Cristo, nell’attesa del giorno dell’incontro con Dio, ha vissuto con operosità, con laboriosità, con attenzione grande agli altri, perché non perdesse la ricompensa promessa dal Signore. Rocco traduce la sua speranza nelle opere di carità che ha vissuto in mezzo agli uomini.
Rocco è uomo di speranza perché non ha mai perso la fiducia in Dio. Arrestato ingiustamente, condannato ingiustamente, Rocco non si è mai perso d’animo, ma ha sempre vissuto alla luce della speranza cristiana. La speranza in Dio che conforta i suoi. La speranza che le ingiustizie, prima o poi, terminano. La speranza che tutto è nelle mani di Dio. La speranza di Rocco è una speranza umile, concreta, e, tuttavia, unica. È la speranza di chi non si ritiene mai proprietario nella vita, ma, appunto, sempre pellegrino e viandante.
La Parola di questo giorno
LETTURA Nm 22, 41 – 23, 10
Lettura del libro dei Numeri
In quei giorni. La mattina Balak prese Balaam e lo fece salire a Bamòt-Baal, e di là vide un’estremità del popolo accampato. Balaam disse a Balak: «Costruiscimi qui sette altari e preparami qui sette giovenchi e sette arieti». Balak fece come Balaam aveva detto; Balak e Balaam offrirono un giovenco e un ariete su ciascun altare. Balaam disse a Balak: «Fèrmati presso il tuo olocausto e io andrò. Forse il Signore mi verrà incontro; quel che mi mostrerà io te lo riferirò». Andò su di un’altura brulla. Dio andò incontro a Balaam e Balaam gli disse: «Ho preparato i sette altari e ho offerto un giovenco e un ariete su ciascun altare». Allora il Signore mise una parola in bocca a Balaam e gli disse: «Torna da Balak e parla così». Balaam tornò da Balak che stava presso il suo olocausto: egli e tutti i prìncipi di Moab. Allora Balaam pronunciò il suo poema e disse: «Da Aram mi fa venire Balak, il re di Moab dalle montagne d’oriente: “Vieni, maledici per me Giacobbe; vieni, minaccia Israele!”. Come maledirò quel che Dio non ha maledetto? Come minaccerò quel che il Signore non ha minacciato? Perché dalla vetta delle rupi io lo vedo e dalle alture lo contemplo: ecco un popolo che dimora in disparte e tra le nazioni non si annovera. Chi può contare la polvere di Giacobbe? O chi può calcolare un solo quarto d’Israele? Possa io morire della morte dei giusti e sia la mia fine come la loro».
SALMO Sal 97 (98)
Cantate al Signore, perché ha compiuto meraviglie.
Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo. R
Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d’Israele. R
Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni! R
EPISTOLA Gal 3, 13-14
Lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati
Fratelli, Cristo ci ha riscattati dalla maledizione della Legge, diventando lui stesso maledizione per noi, poiché sta scritto: «Maledetto chi è appeso al legno», perché in Cristo Gesù la benedizione di Abramo passasse ai pagani e noi, mediante la fede, ricevessimo la promessa dello Spirito.
VANGELO Mt 15, 21-28
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Partito di là, il Signore Gesù si ritirò verso la zona di Tiro e di Sidone. Ed ecco, una donna cananea, che veniva da quella regione, si mise a gridare: «Pietà di me, Signore, figlio di Davide! Mia figlia è molto tormentata da un demonio». Ma egli non le rivolse neppure una parola. Allora i suoi discepoli gli si avvicinarono e lo implorarono: «Esaudiscila, perché ci viene dietro gridando!». Egli rispose: «Non sono stato mandato se non alle pecore perdute della casa d’Israele». Ma quella si avvicinò e si prostrò dinanzi a lui, dicendo: «Signore, aiutami!». Ed egli rispose: «Non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». «È vero, Signore – disse la donna –, eppure i cagnolini mangiano le briciole che cadono dalla tavola dei loro padroni». Allora Gesù le replicò: «Donna, grande è la tua fede! Avvenga per te come desideri». E da quell’istante sua figlia fu guarita.
Vangelo
In questi brevi tratti della vita di Rocco, noi vediamo il concretizzarsi del Vangelo. Il Cristo pellegrino è l’esempio che Rocco intende imitare.
Il Cristo che sembra quasi mutare il suo atteggiamento e cambiare da un approccio brusco con la donna del Vangelo, alla più grande misericordia, è la guida di Rocco che, come abbiamo detto, si è lasciato impietosire da tutti, specie dai più diseredati.
Rocco si è sentito “pecora perduta” perché ha saputo capire che il suo peccato era ciò che lo allontanava da Dio. L’essere pellegrino, il cercare continuamente attestati di misericordia, hanno fatto sì che il suo modo di vivere fosse una ripresentazione della vita evangelica insegnata dal Signore. È per questo che Rocco divenne subito uno dei santi più invocati, specie nelle campagne.
Rocco imita, in fondo, l’atteggiamento di quella donna di cui ci parlava il Vangelo. La preghiera insistente di quella donna è stata certamente modello per San Rocco. Lui che non ha mai voluto sottrarsi alla ricerca di Dio nell’orazione, Lui che ha sempre cercato, in ogni modo, di essere capace di riferire a Dio tutto ciò che avveniva nella sua tormentata esistenza. Rocco vive tutte le sottolineature del Vangelo che la Chiesa ci dona di leggere oggi.
Galati
Rocco ha vissuto anche ciò che la lettera ai Galati riproponeva. Egli è stato ritenuto come un maledetto. Egli è stato capace di vivere la sua condizione, che era ritenuta la condizione dei maledetti, come condizione per vivere, invece, la sua vita cristiana e la sua vocazione. Ben sapendo che, un giorno, il Signore era stato ritenuto maledetto proprio perché appeso alla Croce, Rocco ha cercato di fare di tutto per accettare la contrarietà del suo tempo e per capire che quella che altri chiamavano maledizione diventava, per lui, condizione di santità. Rocco ha imitato il Signore “maledetto” che pende dal legno nella prigionia, nella povertà più estrema, nello scherno. Rocco è stato, per tutti, un uomo che ha saputo vivere anche questa dimensione senza recriminare, senza lamentarsi, accettando solo ciò che il Signore ha voluto fargli vivere. Ecco la beatitudine segreta di Rocco.
Per noi e per il nostro cammino di fede
- Cosa imparare da San Rocco?
- Come onorare il luogo di preghiera a lui dedicato presso di noi?
Credo che sia fondamentale, per noi, capire che l’esempio di San Rocco è un esempio grande, profondo ma, in fondo, del tutto imitabile. Se accetteremo anche noi le contrarietà della nostra vita, anche noi avremo la speranza di crescere nella virtù, come San Rocco. Se anche noi faremo della nostra fede una costante attenzione al mistero di Dio e se cercheremo anche noi ogni modo per stare vicini al Signore, anche noi vivremo la fede di Rocco. Se anche noi sapremo servire i poveri, in tutti i modi in cui ci è possibile, ecco, anche noi saremo pieni di speranza come San Rocco.
L’esempio di Rocco non ci sembri, quindi, irraggiungibile. È un esempio che parla ancora a ciascuno di noi e che dice a tutti noi che, in fondo, è possibile vivere con la medesima fede. Basta affidarsi a Dio, autore di ogni bene e di ogni bontà d’animo.