Settimana della 10 domenica dopo Pentecoste – Lunedì
La spiritualità di questo giorno
San Bernardo, San Pio X, la Madonna Regina, Santa Rosa da Lima sono i santi che, per così dire, ci terranno compagnia in questa settimana che ci porta verso la fine dell’estate o, per lo meno, per la maggior parte dei cassanesi, verso la fine del tempo estivo o di vacanza. La prima lettura propria di questo tempo sarà tratta dal libro dei Re.
La Parola di questo giorno
LETTURA 1Re 3, 16-28
Lettura del primo libro dei Re
In quei giorni. Vennero dal re due prostitute e si presentarono innanzi a lui. Una delle due disse: «Perdona, mio signore! Io e questa donna abitiamo nella stessa casa; io ho partorito mentre lei era in casa. Tre giorni dopo il mio parto, anche questa donna ha partorito; noi stiamo insieme e non c’è nessun estraneo in casa fuori di noi due. Il figlio di questa donna è morto durante la notte, perché lei gli si era coricata sopra. Ella si è alzata nel cuore della notte, ha preso il mio figlio dal mio fianco, mentre la tua schiava dormiva, e se lo è messo in seno e sul mio seno ha messo il suo figlio morto. Al mattino mi sono alzata per allattare mio figlio, ma ecco, era morto. L’ho osservato bene al mattino; ecco, non era il figlio che avevo partorito io». L’altra donna disse: «Non è così! Mio figlio è quello vivo, il tuo è quello morto». E quella, al contrario, diceva: «Non è così! Quello morto è tuo figlio, il mio è quello vivo». Discutevano così alla presenza del re. Il re disse: «Costei dice: “Mio figlio è quello vivo, il tuo è quello morto”, mentre quella dice: “Non è così! Tuo figlio è quello morto e il mio è quello vivo”». Allora il re ordinò: «Andate a prendermi una spada!». Portarono una spada davanti al re. Quindi il re aggiunse: «Tagliate in due il bambino vivo e datene una metà all’una e una metà all’altra». La donna il cui figlio era vivo si rivolse al re, poiché le sue viscere si erano commosse per il suo figlio, e disse: «Perdona, mio signore! Date a lei il bimbo vivo; non dovete farlo morire!». L’altra disse: «Non sia né mio né tuo; tagliate!». Presa la parola, il re disse: «Date alla prima il bimbo vivo; non dovete farlo morire. Quella è sua madre». Tutti gli Israeliti seppero della sentenza pronunciata dal re e provarono un profondo rispetto per il re, perché avevano constatato che la sapienza di Dio era in lui per rendere giustizia.
SALMO Sal 71 (72)
Fiorisca, Signore, la tua giustizia e abbondi la pace.
O Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia;
egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo il diritto. R
Le montagne portino pace al popolo
e le colline giustizia.
Egli libererà il misero che invoca
e il povero che non trova aiuto. R
Abbia pietà del debole e del misero
e salvi la vita dei miseri.
Li riscatti dalla violenza e dal sopruso,
sia prezioso ai suoi occhi il loro sangue. R
Il suo nome duri in eterno,
davanti al sole germogli il suo nome.
Benedetto il Signore, Dio d’Israele:
egli solo compie meraviglie.
E benedetto il suo nome glorioso per sempre:
della sua gloria sia piena tutta la terra. R
VANGELO Lc 11, 27-28
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Mentre il Signore Gesù parlava, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!». Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!».
1 Re
Mi sorprende sempre molto questo racconto così pieno di umanità oltre che di saggezza. Le prostitute sono un protagonista fondamentale del Primo Testamento. Ovviamente rimaniamo basiti davanti ad un’affermazione del genere, ma questa è proprio la bellezza della Scrittura che ci racconta la vita così come avviene, senza censurare niente, senza nascondere niente. Così la Bibbia mette spesso in primo piano le storie di persone anche apparentemente lontane da Dio eppure, ci dicono i sacri testi, così partecipi della storia della salvezza.
Mi stupisce e credo stupisca anche voi, il fatto che uno come Re Salomone riceva delle prostitute. Un re del suo calibro, ormai in una corte affermata… non erano certo quelle le donne da portare alla corte! Eppure uno come Salomone si ferma e cerca di dare attenzione anche a loro, si appresta a conoscere la loro storia, si cala nel concreto di una situazione di povertà umana, spirituale, economica… lontana anni luce dalla corte.
Mi stupisce infine l’umanità di queste donne. Due donne che vivono insieme per sostenere le spese e per aiutarsi a vicenda. Una storia di povertà che ha tratti di umanità belli dentro una tragedia, la tragedia di una mamma che perde il suo figlio e dentro il dolore di una mamma che rischia di perdere il suo.
La sapienza di Salomone si incastra tra queste pieghe. Nelle pieghe di una storia che sa di immoralità, che odora di povertà, che trasuda di difficoltà, Salomone fa udire la sua voce e mette in luce tutta la sua sapienza, indicando così che il re di Israele deve saper fare anche questo, deve saper dare ascolto, attenzione anche al povero, al misero. Il tutto nel nome di Dio. Una caratteristica che è unicamente del re di Israele che sa sovvenire i poveri anche in questo modo.
Vangelo
Questa umanità bella, ricca, sensibile è quella che emerge anche dal Vangelo. Una donna, una della folla, un’anonima senza nome e senza volto, forse immedesimandosi nella Vergine Maria, ne proclama la beatitudine perché ha dato alla luce quel Figlio che lei stessa sta ascoltando durante una delle sue predicazioni. Una donna che pensa da donna, agisce da mamma, un esempio di rara umanità e di sottile partecipazione agli eventi della storia della salvezza.
Per noi e per il nostro cammino di fede
- Crediamo nella forza della vicinanza umana?
- Crescere in umanità ci sta avvicinando al Signore?
Forse siamo rimasti un po’ stupiti di fronte alla prima lettura di oggi. Credo però che sia davvero essenziale che noi impariamo a crescere in umanità, come questi grandi personaggi del Primo Testamento, per crescere anche nella fede. Senza questa crescita, infatti, non potremo né umanizzarci e nemmeno crescere nella fede. Trovo che sia davvero bello che la Scrittura ci raccomandi attenzione anche a coloro che considereremmo, di primo acchito, lontani da Dio. L’universalità della fede, il fatto che tutti siamo figli di Dio, da Lui amati, cercati, sorretti, ci aiuterà a guardare tutti con occhio diverso. Non conta ciò che appare o che può anche risultare al nostro sguardo immediato. Conta ciò che Dio pensa delle persone e conta solo il suo amore misericordioso e fedele. Chiediamo anche alla materna intercessione della Beata Vergine Maria perché anche lei ci aiuti a mantenere uno sguardo corretto sulle situazioni, sulle persone, sulla realtà delle cose, così da non estromettere nessuno dalla storia della salvezza. Consideriamoci sempre tutti inseriti in questo itinerario di salvezza che riguarda davvero l’umanità nel suo insieme. Impariamo ad essere misericordiosi. Come dice il discorso della montagna riceveremo misericordia e troveremo pace in Dio che dona, a chi diventa simile a Lui, la sua stessa dimora nell’eternità.