Mercoledì 27 agosto

Settimana della domenica che precede il martirio – Mercoledì 

La spiritualità di questo giorno

Come richiamavo all’inizio della settimana, il libro dei Maccabei è come una miniera di tesori inesauribili. Anche oggi non manca di stupirci e di provocarci.

La Parola di questo giorno

LETTURA 2Mac 6, 1-17a
Lettura del secondo libro dei Maccabei

In quei giorni. Non molto tempo dopo, il re inviò un vecchio ateniese per costringere i Giudei ad allontanarsi dalle leggi dei padri e a non governarsi più secondo le leggi di Dio, e inoltre per profanare il tempio di Gerusalemme e dedicare questo a Giove Olimpio e quello sul Garizìm a Giove Ospitale, come si confaceva agli abitanti del luogo. Grave e intollerabile per tutti era il dilagare del male. Il tempio infatti era pieno delle dissolutezze e delle gozzoviglie dei pagani, che si divertivano con le prostitute ed entro i sacri portici si univano a donne, introducendovi pratiche sconvenienti. L’altare era colmo di cose detestabili, vietate dalle leggi. Non era più possibile né osservare il sabato né celebrare le feste dei padri né semplicemente dichiarare di essere giudeo. Si era trascinati con aspra violenza ogni mese, nel giorno natalizio del re, ad assistere al sacrificio e, quando giungevano le feste dionisiache, si era costretti a sfilare in onore di Diòniso coronati di edera. Su istigazione dei cittadini di Tolemàide, fu poi emanato un decreto per le vicine città ellenistiche, perché anch’esse seguissero le stesse disposizioni contro i Giudei, li costringessero a mangiare le carni dei sacrifici e mettessero a morte quanti non accettavano di aderire alle usanze greche. Si poteva allora capire quale tribolazione incombesse. Furono denunciate, per esempio, due donne che avevano circonciso i figli: appesero i bambini alle loro mammelle, e dopo averle condotte in giro pubblicamente per la città, le precipitarono dalle mura. Altri che si erano raccolti insieme nelle vicine caverne per celebrare il sabato, denunciati a Filippo, vi furono bruciati dentro, perché essi avevano riluttanza a difendersi per il rispetto di quel giorno santissimo. Io prego coloro che avranno in mano questo libro di non turbarsi per queste disgrazie e di pensare che i castighi non vengono per la distruzione, ma per la correzione del nostro popolo. Quindi è veramente segno di grande benevolenza il fatto che agli empi non è data libertà per molto tempo, ma subito incappano nei castighi. Poiché il Signore non si propone di agire con noi come fa con le altre nazioni, attendendo pazientemente il tempo di punirle, quando siano giunte al colmo dei loro peccati; e questo per non doverci punire alla fine, quando fossimo giunti all’estremo delle nostre colpe. Perciò egli non ci toglie mai la sua misericordia, ma, correggendoci con le sventure, non abbandona il suo popolo. Ciò sia detto da noi solo per ricordare questa verità.

SALMO Sal 78 (79)

Risveglia la tua potenza, Signore,
e vieni in nostro aiuto.

O Dio, nella tua eredità sono entrate le genti:
hanno profanato il tuo santo tempio,
hanno ridotto Gerusalemme in macerie.
Siamo divenuti il disprezzo dei nostri vicini,
lo scherno e la derisione di chi ci sta intorno. R

Riversa il tuo sdegno sulle genti che non ti riconoscono
e sui regni che non invocano il tuo nome,
perché hanno divorato Giacobbe,
hanno devastato la sua dimora. R

Non imputare a noi le colpe dei nostri antenati:
presto ci venga incontro la tua misericordia,
perché siamo così poveri! R

Aiutaci, o Dio, nostra salvezza,
per la gloria del tuo nome;
liberaci e perdona i nostri peccati
a motivo del tuo nome. R

VANGELO Lc 7, 24b-27
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù si mise a parlare di Giovanni alle folle: «Che cosa siete andati a vedere nel deserto? Una canna sbattuta dal vento? Allora, che cosa siete andati a vedere? Un uomo vestito con abiti di lusso? Ecco, quelli che portano vesti sontuose e vivono nel lusso stanno nei palazzi dei re. Ebbene, che cosa siete andati a vedere? Un profeta? Sì, io vi dico, anzi, più che un profeta. Egli è colui del quale sta scritto: “Ecco, dinanzi a te mando il mio messaggero, davanti a te egli preparerà la tua via”».

Vangelo

Per la meditazione di oggi vi propongo di partire però dal Vangelo. La domanda di Gesù: “Cosa siete andati a vedere?” vale anche per noi. Certo, il riferimento storico è alle folle che erano andate nel deserto a vedere Giovanni Battista. Noi, però, potremmo tradurla in altro modo. Cosa vogliamo vedere quando andiamo in chiesa? Cosa andiamo a vedere quando partecipiamo ai grandi raduni diocesani o della Chiesa universale? Cosa andiamo a vedere quando ci muoviamo per un pellegrinaggio, una sacra rappresentazione, un evento di fede? Certo le risposte potrebbero essere differenziate in base al nostro percorso, o a quello che stiamo facendo nella vita di ogni giorno. La domanda, però, deve essere conservata. Si può rispondere in vario modo. Ma occorre vedere se sappiamo rispondere in modo da conservare e preservare sempre la nostra fede.

Maccabei

È quello che emerge dalla prima lettura, profondissima, bellissima, di grande stupore e anche di grande effetto. La scena è raccapricciante perché gli ellenisti obbligano gli ebrei a fare ciò che è vietato dalla loro fede. Le punizioni per chi non si adegua sono terribili. Pensate a quegli uomini arsi vivi dentro la caverna. Pensate a quelle donne portate in giro per scherno nella città, con i figli attaccati alle loro mammelle e poi scaraventati giù dalle mura. Davvero una cosa terrificante. Una scena raccapricciante. Dovremmo però chiederci: quante volte è avvenuta nella storia questa scena? Quante altre volte è successo qualcosa del genere? Credo che sia impossibile contarle. Anche nel nostro mondo cose di questo genere continuano ad avvenire. Magari non lo sappiamo, magari non conosciamo queste cose, eppure ci sono. Ma non mi interessa tanto questo, che continuerà ad avvenire perché il cuore dell’uomo non muta mai. Mi interessa farvi notare come reagiscono i Maccabei. Essi vedono, partecipano a queste scene e capiscono che vanno rilette con fede. Non si lamentano, non parlano della nequizia dei loro tempi né maledicono il tempo in cui vivono. Piuttosto comprendono che queste cose avvengono per colpa di uomini iniqui, ma sono un richiamo di Dio. Sono un modo con cui Dio richiama i suoi ad avere fede, a tornare alla fede. L’autore sacro, lo abbiamo sentito, insegna che non viene mai meno la misericordia di Dio. Ammiro e spero ammiriate tutti la forza di fede di quest’uomo che vede queste scene e parla della misericordia di Dio. Vede questo dolore e insegna che Dio non abbandona mai. Ci sarebbe da perdere la fede in un contesto del genere! Invece accade il contrario. Chi ha fede non dubita mai della presenza, della benevolenza, della ricchezza e della vicinanza di Dio.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Come giudichiamo queste cose?
  • Che richiamo fa Dio al nostro tempo?

Penso che tutti ci sentiamo un po’ fuori posto di fronte a queste Scritture. Fuori posto perché non agiremmo mai così. Fuori posto perché sappiamo che noi faremmo in modo diverso. Fuori posto perché sappiamo che la nostra fede è tutt’altro che questa. Mi piacerebbe molto che queste letture fossero per noi tutti spunto di confronto e di conversione. Conversione dal nostro peccato, che è quello di farci pensare che Dio sia lontano. Conversione rispetto a quello che pensiamo, ovvero che Dio non è presente accanto a noi. Conversione rispetto al fatto che riteniamo che Dio non ci cerca più e non ci educa più. La Scrittura è concorde nel dire che Dio ci cerca sempre, anzi, proprio i momenti difficili e le cose negative che accadono sono uno dei modi più belli, più forti, più chiari con i quali Dio ci cerca. Credo che siamo sempre tutti cercati da Dio. Occorre però capirlo e occorre smettere di pensare che le negatività della vita sono sintomo del fatto che Dio non ci cerca, non ci ama, non ci sprona. Se fosse proprio il contrario? Chiediamo, oggi, a Dio questa grazia: la grazia di capire che Dio ci richiama sempre, anche attraverso le cose negative che accadono nel tempo. Chiediamo di capire che questi eventi non ci devono portare a pensare che Dio non c’è, non si interessa di noi, ci ha abbandonato… Piuttosto pensiamo che siamo stati noi ad abbandonare Dio e che questi richiami sono in ordine alla nostra salvezza. Preghiamo con fede perché la nostra conversione possa mutare davvero il nostro cuore.

2025-08-23T11:01:00+02:00