Settimana della 1 domenica dopo il martirio – Giovedì
La spiritualità di questo giorno
Anche oggi vogliamo metterci alla scuola di questa Parola di Dio che è luce per i nostri cuori.
La Parola di questo giorno
LETTURA 1Gv 2, 12-17
Lettura della prima lettera di san Giovanni apostolo
Scrivo a voi, figlioli, perché vi sono stati perdonati i peccati in virtù del suo nome. Scrivo a voi, padri, perché avete conosciuto colui che è da principio. Scrivo a voi, giovani, perché avete vinto il Maligno. Ho scritto a voi, figlioli, perché avete conosciuto il Padre. Ho scritto a voi, padri, perché avete conosciuto colui che è da principio. Ho scritto a voi, giovani, perché siete forti e la parola di Dio rimane in voi e avete vinto il Maligno. Non amate il mondo, né le cose del mondo! Se uno ama il mondo, l’amore del Padre non è in lui; perché tutto quello che è nel mondo – la concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi e la superbia della vita – non viene dal Padre, ma viene dal mondo. E il mondo passa con la sua concupiscenza; ma chi fa la volontà di Dio rimane in eterno!
SALMO Sal 35 (36)
Quanto è prezioso il tuo amore, o Dio!
Signore, il tuo amore è nel cielo,
la tua fedeltà fino alle nubi,
la tua giustizia è come le più alte montagne,
il tuo giudizio come l’abisso profondo. R
Quanto è prezioso il tuo amore, o Dio!
Si rifugiano gli uomini all’ombra delle tue ali,
si saziano dell’abbondanza della tua casa:
tu li disseti al torrente delle tue delizie. R
È in te la sorgente della vita,
alla tua luce vediamo la luce.
Riversa il tuo amore su chi ti riconosce,
la tua giustizia sui retti di cuore. R
VANGELO Lc 16, 16-18
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «La Legge e i Profeti fino a Giovanni: da allora in poi viene annunciato il regno di Dio e ognuno si sforza di entrarvi. È più facile che passino il cielo e la terra, anziché cada un solo trattino della Legge. Chiunque ripudia la propria moglie e ne sposa un’altra, commette adulterio; chi sposa una donna ripudiata dal marito, commette adulterio».
1 Giovanni
nzitutto la prima lettera di Giovanni che ci ha offerto uno dei suoi brani più classici e conosciuti. San Giovanni ricorda sia ai giovani che agli anziani della comunità che il vero cammino di fede è quello di chi sa concentrarsi sulle cose di Dio lasciando perdere la “concupiscenza” del mondo. Il termine è molto ampio e, in sostanza, indica tutto ciò che si oppone alla fede, al modo di pensare di Dio. San Giovanni sta dunque dicendo che chi vuole fare la sua stessa esperienza, l’esperienza di chi ha incontrato Cristo e porta sempre nel cuore questo incontro, deve, pian piano, ripudiare ogni cosa che si oppone alla fede. Se vogliamo potremmo dire che San Giovanni sta invitando tutti ad una certa radicalità della fede. È un richiamo a prendere sul serio il cammino. Per questo il richiamo è fatto ai giovani, che devono crescere nella radicalità e nella stabilità. Il richiamo, però, è anche agli anziani, perché sappiano realmente essere di esempio a coloro che iniziano il cammino di fede. Senza questo esempio, infatti, sarebbe quasi impossibile un vero cammino di sequela, dal momento che la fede nasce dalla testimonianza.
Vangelo
Anche il Vangelo è un richiamo a questa radicalità e al dovere della testimonianza. Il Signore, come ha fatto spesso, è entrato in questo tema parlando del matrimonio. È dal modo con cui si vivono gli affetti che si può vedere il tenore spirituale di una persona. È dal modo con cui una persona vive le relazioni affettive che si capisce ciò che ha nel cuore. Ecco, quindi, il richiamo urgente a tutti, perché ciascuno impari a gestire il proprio mondo delle relazioni e degli affetti. Come oggi, anche allora il tema era molto delicato e, se vogliamo, scivoloso. C’erano maestri più rigoristi ma non mancavano i lassisti e, soprattutto, non mancava la pratica del ripudio, che ha creato non pochi problemi e squilibri anche nella società di allora. Si capisce bene, allora, il richiamo alla radicalità che il Signore, attraverso questo esempio, vuole compiere e, al tempo stesso, donare. È bene ricordare che nel regno dei cieli si entra con un vero e proprio sforzo. Uno sforzo della volontà, anche se la fede non è volontarismo. Uno sforzo dell’intelligenza e della razionalità, anche se la fede è oltre la razionalità pura. Il richiamo è a lasciarsi guidare da Dio, accogliendo, però, i richiami e le indicazioni del Signore. Parole che possono sembrare anche dure ma che dicono una verità grande: la fede richiede un certo impegno, senza il quale non solo è impossibile credere ma anche salvare la propria anima. Anche se la salvezza è dono di Dio, non bisogna mai trascurare il richiamo alla dimensione della volontà.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Il richiamo alla radicalità della fede potrebbe essere frainteso, dal momento che non solo non siamo abituati a parlarne, ma anche perché c’è una certa allergia, una certa avversione a questo genere di richiami. In fondo, quando parliamo di cose del mondo della fede, tutti riteniamo che debbano essere un po’ spontanee, che non occorrano poi troppe regole, che il Signore passa anche attraverso le cose che non vogliamo rimediare noi… tutte cose che possono anche essere vere. Tuttavia credo che il richiamo del Vangelo e di San Giovanni debba essere preso molto sul serio. La fede non è uno spontaneismo puro, la fede non è un mondo nel quale basta lasciar accadere le cose che tutto va bene. La fede richiede anche un certo ordine e una dose di disciplina. Questa è anche l’unanime testimonianza della storia della fede, così come ci è stato dato di conoscerla, così come si è sviluppata nel corso dei secoli. Disciplina dei sentimenti, disciplina dei pensieri che non significa censura, ma dare il giusto ordine anche a quelle cose che avvertiamo spontanee dentro di noi, anche a quelle realtà che sorgono un po’ da sé nel nostro cuore. Questa è la sapienza della fede. Questa è la sapienza del credere. Questa è anche la sapienza di chi si mette in umiltà dietro il grande esempio di molti che hanno davvero avuto a cuore il proprio cammino di fede. In questa prima settimana del mese di settembre, mentre attendiamo l’inizio del nuovo anno pastorale, proviamo seriamente a pensarci. Anche dal tenore delle cose che sappiamo fare, anche dal tenore della disciplina, si capisce il grado di serietà con il quale vogliamo vivere la nostra fede.
- Che disciplina, che ordine, che serietà viviamo nel nostro modo di approcciare le realtà della fede?