Settimana della 1 domenica dopo il martirio – venerdì
La spiritualità di questo giorno
Il tema delle Scritture di oggi è tutt’altro che semplice.
La Parola di questo giorno
LETTURA 1Gv 2, 18-29
Lettura della prima lettera di san Giovanni apostolo
Figlioli miei, è giunta l’ultima ora. Come avete sentito dire che l’anticristo deve venire, di fatto molti anticristi sono già venuti. Da questo conosciamo che è l’ultima ora. Sono usciti da noi, ma non erano dei nostri; se fossero stati dei nostri, sarebbero rimasti con noi; sono usciti perché fosse manifesto che non tutti sono dei nostri. Ora voi avete ricevuto l’unzione dal Santo, e tutti avete la conoscenza. Non vi ho scritto perché non conoscete la verità, ma perché la conoscete e perché nessuna menzogna viene dalla verità. Chi è il bugiardo se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L’anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio. Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre. Quanto a voi, quello che avete udito da principio rimanga in voi. Se rimane in voi quello che avete udito da principio, anche voi rimarrete nel Figlio e nel Padre. E questa è la promessa che egli ci ha fatto: la vita eterna. Questo vi ho scritto riguardo a coloro che cercano di ingannarvi. E quanto a voi, l’unzione che avete ricevuto da lui rimane in voi e non avete bisogno che qualcuno vi istruisca. Ma, come la sua unzione vi insegna ogni cosa ed è veritiera e non mentisce, così voi rimanete in lui come essa vi ha istruito. E ora, figlioli, rimanete in lui, perché possiamo avere fiducia quando egli si manifesterà e non veniamo da lui svergognati alla sua venuta. Se sapete che egli è giusto, sappiate anche che chiunque opera la giustizia, è stato generato da lui.
SALMO Sal 143 (144)
Beato il popolo che ha il Signore come Dio.
Signore, abbassa il tuo cielo e discendi,
tocca i monti ed essi fumeranno.
Lancia folgori e disperdili,
scaglia le tue saette e sconfiggili.
La loro bocca dice cose false
e la loro è una destra di menzogna. R
O Dio, ti canterò un canto nuovo,
inneggerò a te con l’arpa a dieci corde,
a te, che dai vittoria ai re,
che scampi Davide, tuo servo, dalla spada iniqua. R
I nostri figli siano come piante,
cresciute bene fin dalla loro giovinezza;
le nostre figlie come colonne d’angolo,
scolpite per adornare un palazzo.
Beato il popolo che possiede questi beni:
beato il popolo che ha il Signore come Dio. R
VANGELO Lc 16, 19-31
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «C’era un uomo ricco, che indossava vestiti di porpora e di lino finissimo, e ogni giorno si dava a lauti banchetti. Un povero, di nome Lazzaro, stava alla sua porta, coperto di piaghe, bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; ma erano i cani che venivano a leccare le sue piaghe. Un giorno il povero morì e fu portato dagli angeli accanto ad Abramo. Morì anche il ricco e fu sepolto. Stando negli inferi fra i tormenti, alzò gli occhi e vide di lontano Abramo, e Lazzaro accanto a lui. Allora gridando disse: “Padre Abramo, abbi pietà di me e manda Lazzaro a intingere nell’acqua la punta del dito e a bagnarmi la lingua, perché soffro terribilmente in questa fiamma”. Ma Abramo rispose: “Figlio, ricòrdati che, nella vita, tu hai ricevuto i tuoi beni, e Lazzaro i suoi mali; ma ora in questo modo lui è consolato, tu invece sei in mezzo ai tormenti. Per di più, tra noi e voi è stato fissato un grande abisso: coloro che di qui vogliono passare da voi, non possono, né di lì possono giungere fino a noi”. E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti”».
1 Giovanni
San Giovanni interviene con forza su un tema che ha sempre destato interesse e curiosità, il tema dell’anticristo. È un tema sul quale Giovanni torna anche nel suo ultimo scritto: l’Apocalisse. Chi è, dunque, l’anticristo? Non è una realtà sola e nemmeno una persona sola. Oltre alle forze del male, che sono tipicamente anti Cristo, ci sono molte persone che hanno iniziato una vita di fede, che hanno, magari, anche chiesto il Battesimo e, quindi, sono di fatto entrate nella Chiesa che però, poi, hanno pervertito il loro cammino, deviando dalla via della rettitudine e della verità che avevano iniziato a seguire. Quando si spegne il desiderio di ascolto di Cristo, quando si spegne il desiderio di seguire Cristo, è facile diventare presto degli anti Cristo, ovvero persone che, con il proprio modo di dire, di fare, di riflettere, di interpretare la storia, vanno contro quello che è il deposito della fede. Questo problema attanagliava anche la prima comunità cristiana e, di fatto, si è presentato molte volte, in molte forme diverse, nelle diverse epoche storiche che la Chiesa ha vissuto. Anticristo è, propriamente, chi si è messo contro Cristo e attira a sé altri uomini, magari più deboli nella comunità, non così forti nel cammino di sequela. Succedeva allora e succede anche oggi. Il tempo dell’anticristo è sempre attivo, è sempre attuale. Certo, poi, anticristo per eccellenza è il demonio che, con le sue seduzioni, con mille tentazioni diverse, cerca di strappare le anime a Dio. Chi si presta a dire cose false sulla fede, chi si impegna a denigrare la Chiesa e, in generale, l’impegno della comunità cristiana, favorisce il lavoro dell’anticristo.
Vangelo
Se vogliamo possiamo anche interpretare la parabola del Signore con questa luce. C’è un uomo, un uomo che si è arricchito molto. Evidentemente deve essere intelligente, abile negli affari, pieno, insomma, di buone qualità. Deve essere anche un uomo che ha faticato per mettere da parte una ingente fortuna. Nulla da dire sul piano umano. Eppure quest’uomo ha perso la bussola della vita, ha perso la fede. Ha pensato che fosse sufficiente essere “figlio di Abramo” per salvare l’anima. Qualcuno è stato per lui un maestro anti Dio e quest’uomo si è trasformato in anti Dio lui stesso. Tanto che non ha saputo nemmeno vedere le esigenze di un povero che avrebbe dovuto conoscere bene, visto che stava alla sua porta e che si cibava delle cose che rimanevano indietro dalla sua tavola. Eppure nulla. Quest’uomo non ha mai visto il povero Lazzaro. Ancor di più: non sono bastati i richiami degli uomini di Dio, non sono bastati i diversi richiami di chi ha custodito la fede. “Il ricco epulone”, come dice il titolo vecchio ma sempre affascinante della parabola, non ha voluto sentire ragioni e, quasi senza accorgersene, si è trasformato in un uomo che ha curato molto la sua vita ma ha perso la fede. Per questo ha perso la Vita, quella con la “V”, quella che Dio dona dopo la morte. Si accorge solo quando è già nell’aldilà di quanto ha fatto. Rilegge solo allora il suo essere stato anti Dio. Vorrebbe tornare indietro, ma è troppo tardi. Vorrebbe fare qualcosa per i suoi fratelli, ma non può più fare nulla. Anzi, non si può più fare nulla, perché quando non si ascoltano i maestri della fede, quindi si denigrano i maestri della fede, di fatto, si è già nel mondo degli anticristi.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Le due Scritture di oggi mi piacciono molto, perché ci dicono che, invece di destare curiosità, il concetto di “Anticristo” dovrebbe accendere in noi il desiderio di una verifica. Una verifica personale, per vedere se non siamo noi, per caso, ad esserci trasformati in anticristo. Se è vero che anche il battezzato, se è vero che anche chi appartiene alla Chiesa può diventare un anticristo, perché non potrebbe accadere a noi tutto questo? Nessuno ce lo può assicurare, se non il nostro desiderio e il nostro darci da fare per non rimanere imbrigliati in tante cose della vita perdendo l’essenziale. L’essenziale che è la relazione con Dio, con la Verità che illumina tutto. L’essenziale che è la relazione con gli altri, con gli altri uomini, specie con i poveri, che dicono, con verità, come occorre procedere se non si vuole perdere il gusto della rotta verso Dio. Credo che, invece di interrogarsi su chi sia l’anticristo nei nostri giorni e prima di rimanere scandalizzati dal comportamento di uomini potenti, dovremmo guardare a noi stessi, per verificare se il nostro modo di dire, di fare, di parlare non sia già sulla linea dell’anticristo. Chiediamo questa forza a Maria, che ci apprestiamo a onorare nella sua Natività, perché possiamo avere dentro di noi la forza e il gusto di una revisione del nostro modo di vivere. Solo così, solo con questa attenzione, potremo cercare di non fallire quell’approdo nella vita eterna al quale dovremmo tenere sopra ogni cosa.