Settimana della 1 domenica dopo il martirio – Sabato
La spiritualità di questo giorno
Il tema delle Scritture di oggi è tutt’altro che scontato.
La Parola di questo giorno
LETTURA Dt 11, 7-15
Lettura del libro del Deuteronomio
In quei giorni. Mosè disse a tutto Israele: «Davvero i vostri occhi hanno visto le grandi cose che il Signore ha operato. Osserverete dunque tutti i comandi che oggi vi do, perché siate forti e possiate conquistare la terra che state per invadere al fine di possederla, e perché restiate a lungo nel paese che il Signore ha giurato di dare ai vostri padri e alla loro discendenza: terra dove scorrono latte e miele. Certamente la terra in cui stai per entrare per prenderne possesso non è come la terra d’Egitto, da cui siete usciti e dove gettavi il tuo seme e poi lo irrigavi con il tuo piede, come fosse un orto di erbaggi; ma la terra che andate a prendere in possesso è una terra di monti e di valli, beve l’acqua della pioggia che viene dal cielo: è una terra della quale il Signore, tuo Dio, ha cura e sulla quale si posano sempre gli occhi del Signore, tuo Dio, dal principio dell’anno sino alla fine. Ora, se obbedirete diligentemente ai comandi che oggi vi do, amando il Signore, vostro Dio, e servendolo con tutto il cuore e con tutta l’anima, io darò alla vostra terra la pioggia al suo tempo: la pioggia d’autunno e la pioggia di primavera, perché tu possa raccogliere il tuo frumento, il tuo vino e il tuo olio. Darò anche erba al tuo campo per il tuo bestiame. Tu mangerai e ti sazierai».
SALMO Sal 94 (95)
Venite, acclamiamo al Signore.
Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia. R
Perché grande Dio è il Signore,
grande re sopra tutti gli dèi.
Nella sua mano sono gli abissi della terra,
sono sue le vette dei monti. R
Suo è il mare, è lui che l’ha fatto;
le sue mani hanno plasmato la terra.
Acclamiamo la roccia della nostra salvezza,
a lui acclamiamo con canti di gioia. R
EPISTOLA Fil 2, 12-18
Lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi
Miei cari, voi che siete stati sempre obbedienti, non solo quando ero presente ma molto più ora che sono lontano, dedicatevi alla vostra salvezza con rispetto e timore. È Dio infatti che suscita in voi il volere e l’operare secondo il suo disegno d’amore. Fate tutto senza mormorare e senza esitare, per essere irreprensibili e puri, figli di Dio innocenti in mezzo a una generazione malvagia e perversa. In mezzo a loro voi risplendete come astri nel mondo, tenendo salda la parola di vita. Così nel giorno di Cristo io potrò vantarmi di non aver corso invano, né invano aver faticato. Ma, anche se io devo essere versato sul sacrificio e sull’offerta della vostra fede, sono contento e ne godo con tutti voi. Allo stesso modo anche voi godetene e rallegratevi con me.
VANGELO Mt 19, 27-28
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Pietro disse al Signore Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele».
Deuteronomio
Il primo richiamo è quello che viene dal Deuteronomio che parte con un’affermazione centrale: “Davvero i vostri occhi hanno visto tutte le grandi cose che il Signore ha operato”. Mosè sta riferendosi all’Esodo e a come il Signore ha custodito il cammino del suo popolo. Di per sè, però, questa frase si può estendere a tutte le epoche, come è di ogni parola di Dio. Così che, a diverso titolo, ciascuno può rileggerla rispetto alla propria situazione umana e spirituale. Tutti noi abbiamo visto come il Signore ha custodito il nostro cammino. Tutti noi abbiamo visto cosa il Signore ha fatto per noi. Credo che qualsiasi anima, noi tutti compresi, in qualsiasi epoca della storia, possa dire che il Signore ha fatto grandi cose per noi. Magari anche nella piccolezza della nostra esperienza, eppure il Signore ha fatto grandi cose per noi! Perché non conta tanto la grandezza oggettiva, ma l’importanza che quella cosa ha nel cammino di fede di chi la riceve. Ecco perché tutti possono dire che il Signore opera prodigi e meraviglie. Ve ne sono alcuni di particolare intensità e splendore rivolti a tutti, ma vi sono anche piccoli prodigi che solo la singola anima conosce e che, tuttavia, non sono meno grandi o importanti di grandi miracoli.
Vangelo
È sempre difficile conoscere nell’anima i prodigi creati da Dio. È successo anche agli apostoli ed è successo anche a Pietro, che ha chiesto cosa avrebbe avuto in cambio della sua disponibilità a seguire il Signore, giacché non vedeva i grandi prodigi che si aspettava. Gesù ha risposto. C’è un centuplo già nelle cose della terra ma, soprattutto, c’è la vita eterna, che deve aspettare, che deve attendere con fede chiunque si mette alla sequela di Cristo. È un richiamo davvero molto bello e molto importante che ci riporta, se vogliamo, alle parole del Primo Testamento. Pietro è invitato a guardare ai grandi prodigi che Dio stava operando dentro di lui. Invito a rileggere i grandi prodigi che Dio crea sempre in coloro che si fidano di Lui e a Lui si affidano.
Filippesi
“Dedicatevi alla vostra salvezza con rispetto e timore”. Possiamo così capire anche l’invito e il richiamo di San Paolo. Chi vive guardando alle grandi cose che Dio opera, chi vive conservando nel cuore il desiderio di conoscere ciò che Dio fa nelle singole anime, a partire dalla propria, capisce che occorre dedicarsi con rispetto e con timore alla propria salvezza, alla propria vita interiore, alla propria anima. È un richiamo molto forte quello di San Paolo, che è anche un invito a rileggere ciò che avviene dentro di sé, alla luce della Parola di Dio che si riceve. Solo chi ha questa capacità riesce ad essere santo, puro, dentro una generazione perversa, cioè dentro una generazione di senza Dio. Paolo lo dice in riferimento alla sua società che non è cristiana, ma il richiamo può essere tranquillamente riletto in ogni epoca storica rispetto alla situazione che ciascuno vive.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Siamo alla vigilia dell’avvio del nuovo anno pastorale. Questa settimana abbiamo ricevuto non pochi richiami dalla lettura della Parola che ha accompagnato questi primi giorni di settembre. Credo sia bello, per noi, prima di entrare nel clima spirituale di questa domenica e, poi, nell’avvio del prossimo anno pastorale, perché possiamo incamminarci verso la vita eterna, sorretti dalla consapevolezza che il Signore ha già fatto grandi cose per noi e sorretti dal pensiero che noi non possiamo sprecare tutto e nemmeno possiamo e dobbiamo trasformarci in “anticristi”, cioè in persone che ignorano i benefici ricevuti e i richiami che Dio dona a ciascuno. In questo anno pastorale vivremo anche la fine del Giubileo. I prossimi mesi saranno ancora di cammino giubilare. Ecco perché trovo bello sentire vivo dentro di noi un richiamo alla speranza. La speranza della salvezza eterna, la speranza dell’incontro con Dio, la speranza che tutto ciò che avviene in questa vita non avviene a caso, ma è tutto volto al bene di coloro che amano Dio, come dice sempre San Paolo. Ecco, concluderei così questa prima settimana di settembre, ringraziando il Signore per quanto già ci ha donato e attendendo l’avvio ufficiale dell’anno pastorale come ulteriore momento nel quale vivere bene la fede che possediamo. Maria, da sempre patrona del cammino che la nostra Diocesi si propone di fare, ci aiuti e ci guidi a vivere bene tutti i prodigi che il Signore crea per ciascuno di noi.
Così sia!