Settimana della 5 domenica dopo il martirio – Martedì
La spiritualità di questo giorno
La memoria di San Girolamo deve essere cara a noi tutti perché Girolamo ha tradotto la Bibbia in latino. Può sembrare un’opera grande ma, in fondo, scontata! Non è così! La grande intuizione di Girolamo è quella che la Scrittura deve essere conosciuta da tutti perché possa guidare la vita di ciascuno. Ecco il valore della sua intuizione e il merito del suo lavoro. Credo che sia molto bello ed anche molto utile che noi tutti lo ricordiamo, perché deve essere così anche nelle nostre vite. Noi dobbiamo amare la Scrittura, conoscere la Scrittura, essere attenti a calarla nelle nostre vite perché essa possa parlare al cuore di ciascuno di noi. Questa grazia è da chiedere non solo oggi, ma tutti i giorni. È l’esercizio che vi consiglio di fare ogni giorno, chiedendo al Signore di illuminare la vostra attenzione perché la Parola parli alla vostra esistenza, in qualsiasi momento di essa siate. Con questa preghiera rileggiamo le Scritture di oggi
La Parola di questo giorno
LETTURA Gd 1, 17-25
Lettura della lettera di san Giuda apostolo
Carissimi, ricordatevi delle cose che furono predette dagli apostoli del Signore nostro Gesù Cristo. Essi vi dicevano: «Alla fine dei tempi vi saranno impostori, che si comporteranno secondo le loro empie passioni». Tali sono quelli che provocano divisioni, gente che vive di istinti, ma non ha lo Spirito. Voi invece, carissimi, costruite voi stessi sopra la vostra santissima fede, pregate nello Spirito Santo, conservatevi nell’amore di Dio, attendendo la misericordia del Signore nostro Gesù Cristo per la vita eterna. Siate misericordiosi verso quelli che sono indecisi e salvateli strappandoli dal fuoco; di altri infine abbiate compassione con timore, stando lontani perfino dai vestiti, contaminati dal loro corpo. A colui che può preservarvi da ogni caduta e farvi comparire davanti alla sua gloria senza difetti e colmi di gioia, all’unico Dio, nostro salvatore, per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore, gloria, maestà, forza e potenza prima di ogni tempo, ora e per sempre. Amen.
SALMO Sal 124 (125)
L’amore del Signore circonda il suo popolo.
Chi confida nel Signore è come il monte Sion:
non vacilla, è stabile per sempre.
I monti circondano Gerusalemme:
il Signore circonda il suo popolo,
da ora e per sempre. R
Non resterà lo scettro dei malvagi
sull’eredità dei giusti,
perché i giusti non tendano le mani
a compiere il male. R
Sii buono, Signore, con i buoni
e con i retti di cuore.
Ma quelli che deviano per sentieri tortuosi
il Signore li associ ai malfattori.
Pace su Israele! R
VANGELO Lc 20, 20-26
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Gli scribi e i capi dei sacerdoti si misero a spiare il Signore Gesù e mandarono informatori, che si fingessero persone giuste, per coglierlo in fallo nel parlare e poi consegnarlo all’autorità e al potere del governatore. Costoro lo interrogarono: «Maestro, sappiamo che parli e insegni con rettitudine e non guardi in faccia a nessuno, ma insegni qual è la via di Dio secondo verità. È lecito, o no, che noi paghiamo la tassa a Cesare?». Rendendosi conto della loro malizia, disse: «Mostratemi un denaro: di chi porta l’immagine e l’iscrizione?». Risposero: «Di Cesare». Ed egli disse: «Rendete dunque quello che è di Cesare a Cesare e quello che è di Dio a Dio». Così non riuscirono a coglierlo in fallo nelle sue parole di fronte al popolo e, meravigliati della sua risposta, tacquero.
Giuda
Tra gli scritti del Nuovo Testamento che questo tempo liturgico prevede nel rito ambrosiano, ci viene ora donata la lettera di Giuda. Credo che colpisca tutti l’espressione che utilizza l’apostolo: “Alla fine dei tempi vi saranno impostori che si comporteranno secondo le loro empie passioni. Tali sono quelli che provocano divisioni, vivono di istinti ma non hanno lo Spirito”. Credo che ci colpisca questa espressione perché noi tutti vediamo che il nostro tempo è così. Noi siamo immersi in un tempo in cui tutti provocano qualche divisione. C’è chi lo fa consciamente, c’è chi lo fa inconsciamente, ma praticamente tutti siamo un po’ dei divisori. Qualche volta anche per motivi che non dovrebbero avere a che fare con la nostra fede. E, invece, ci caschiamo!
Che dire poi di coloro che vivono di passioni? Penso che qualsiasi racconto della cronaca di oggi, ci parla di gente che vive di passioni disordinate, non regolari, non controllate. Insomma, spesso la cronaca ci parla di chi vive di istinti. Vediamo molti uomini e molte donne che hanno una vita davvero abbruttita, perché sono completamente immersi nel dominio di queste passioni che, però, essendo cosa comune, non vengono nemmeno percepite come qualcosa di peccaminoso.
La constatazione che dovremmo fare, senza voler essere presuntuosi, è che certamente chi vive immerso nelle passioni non ha lo spirito di Dio. Non dovremmo essere presuntuosi nel pensare, però, di averlo noi, perché il rischio di vivere nelle passioni che sono state ricordate, lo abbiamo proprio tutti.
Vangelo
Ci aiuta il Vangelo. Quando non si corre questo rischio? Quando non si incorre in questa presunzione? Quando c’è attenzione a che la propria anima torni a Dio. Quando c’è questo desiderio, quando c’è questa attenzione, quando c’è questo lavoro dell’anima, allora non si cade nella presunzione di possedere qualche riverbero dello Spirito senza, di fatto, averlo. Quando si cerca di “rendere a Dio quello che è di Dio”, allora si riesce a capire quali possono essere le tentazioni da isolare e si riesce a fare quel percorso che aiuta a non essere immersi nelle presunzioni che condividono molti. Quando si cerca di rendere la propria anima a Dio si accetta anche di essere attenti alle passioni che si muovono dentro l’anima e, arginandole, si è più attenti a quello che il Signore comunica nel segreto a ciascuno.
Per noi e per il nostro cammino di fede
La Scrittura è davvero provocatoria per la nostra vita, perché oltre ad illuminare la lettura di quello che capita nel nostro tempo, siamo tutti resi edotti di quello che non deve capitare in noi. Non possiamo criticare chi vive di passioni per poi essere noi immersi in esse. Non possiamo dire che quello che stiamo vivendo è un momento difficile se, poi, siamo noi i primi che ci lasciamo incatenare in questo genere di cose che portano l’anima alla chiusura in sé stessa invece che all’apertura verso Dio. Il tema è delicatissimo, perché una vera e propria vigilanza sulle passioni si può ottenere non con un vago pensiero alla fede, ma con un lavoro costante su di noi. Il che suppone non solo una coscienza di quello che c’è da fare, ma anche una fatica da voler compiere. Non esiste lavoro spirituale senza fatica! Non esiste vigilanza su noi stessi senza cammino in salita! Credo che sia proprio San Girolamo a spronarci e a sostenerci in questo compito ed anche in questa fatica. La Scrittura illumina, non impone mai! Ecco perché ci è di aiuto e di conforto. Chiediamo, quindi, questa grazia al Signore, lasciando che la sua parola illumini la nostra coscienza e ci tolga da quella forza che le passioni hanno, perché, liberi da esse, possiamo essere noi tutti pronti a vivere con fede un cammino di ordine interiore che ci dia quel tanto di luce che basta per il nostro cammino e per illuminare, per quanto possibile, anche quello degli altri.