Settimana della 7 domenica dopo il martirio – Sabato
La spiritualità di questo giorno
Concludiamo la settimana con la festa di San Luca. Evangelista, uomo di fede, autore del Vangelo ma anche degli Atti degli Apostoli, la figura di Luca è un punto di riferimento specie per noi fedeli ambrosiani. Le sue pagine sono quelle che accompagnano la vita spirituale del tempo dopo Pentecoste. Credo che noi tutti che veniamo con frequenza a Messa e che leggiamo il Vangelo con assiduità, sentiremo anche oggi la familiarità e la vicinanza di questo apostolo ed evangelista che ci introduce nel mistero di Dio con calma e grazia.
La Parola di questo giorno
EPISTOLA 1Tm 6, 11-16
Prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo
Carissimo, tu, uomo di Dio, evita queste cose; tendi invece alla giustizia, alla pietà, alla fede, alla carità, alla pazienza, alla mitezza. Combatti la buona battaglia della fede, cerca di raggiungere la vita eterna alla quale sei stato chiamato e per la quale hai fatto la tua bella professione di fede davanti a molti testimoni. Davanti a Dio, che dà vita a tutte le cose, e a Gesù Cristo, che ha dato la sua bella testimonianza davanti a Ponzio Pilato, ti ordino di conservare senza macchia e in modo irreprensibile il comandamento, fino alla manifestazione del Signore nostro Gesù Cristo, che al tempo stabilito sarà a noi mostrata da Dio, il beato e unico Sovrano, il Re dei re e Signore dei signori, il solo che possiede l’immortalità e abita una luce inaccessibile: nessuno fra gli uomini lo ha mai visto né può vederlo. A lui onore e potenza per sempre. Amen.
SALMO Sal 26 (27)
Non nascondermi il tuo volto, Signore.
Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura? R
Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario. R
Ascolta, Signore, la mia voce.
Io grido: abbi pietà di me, rispondimi!
Il mio cuore ripete il tuo invito:
«Cercate il mio volto!».
Il tuo volto, Signore, io cerco.
Non nascondermi il tuo volto. R
Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore. R
VANGELO Lc 22, 31-33
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Pietro: «Simone, Simone, ecco: Satana vi ha cercati per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te, perché la tua fede non venga meno. E tu, una volta convertito, conferma i tuoi fratelli». E Pietro gli disse: «Signore, con te sono pronto ad andare anche in prigione e alla morte».
Vangelo
La grazia di non essere il primo! Direi così per rileggere il Vangelo di oggi. Luca non ha avuto la grazia di essere tra i 12 discepoli del Signore, non ha avuto la chiamata a seguire il Signore nel suo ministero. È arrivato dopo. È di una generazione successiva. È stata una grazia per San Luca. Nato in una famiglia che era diventata credente, è stato un uomo di studio, un uomo che, già allora, ha avuto la possibilità di diventare medico. Ed è proprio con questo carisma e dentro questa professione che San Luca ha anche trovato la sua fede. Una fede profonda e sincera. Una fede che, proprio perché figlio di una generazione successiva a quella del Signore, ha sentito il bisogno di dare fondamento a ciò che veniva detto e tramandato. Luca, forse anche per i suoi studi, forse anche per la sua passione storica, non si è accontentato di trattenere quello che gli altri dicevano. Ha voluto approfondire, ha voluto ricercare, ha voluto essere sempre immerso in quel contesto di fede che gli ha permesso di dare solide fondamenta non solo alla sua fede ma alla fede di tutti. Del resto Luca sapeva molto bene, come lui stesso ci ha anche tramandato, che il Signore non ha costituito solo il gruppo degli apostoli, ma anche quello dei 72, cioè altri discepoli, altri uomini che hanno saputo affiancare il gruppo dei 12 ma con un ministero diverso. Luca ha interpretato così anche per sé la chiamata dei 72 ed ha compreso che il suo compito non era quello di imitare gli altri, ma di camminare su un’altra strada.
Quella strada che emergeva anche molto bene nell’epistola. La strada di chi, abbiamo detto, crede, ricerca, approfondisce ma anche si mette a servizio della Chiesa. Nel caso San Luca si è messo al servizio di Paolo e noi abbiamo sentito proprio la voce di Paolo che ringrazia Luca perché nella sua prigionia non è venuto meno. È stato con lui, è rimasto accanto a lui, come conforto di amicizia, come sostegno per la vita spirituale, come uomo che ha aiutato l’amico carcerato per tutte le cose pratiche della vita. Luca emerge come uno che non tradisce, uno che sa essere fedele anche nelle sventure degli altri. Un uomo che, quindi, noi tutti dobbiamo apprezzare particolarmente. Con la sua forza, con la sua intelligenza, con la sua vicinanza a Paolo, egli ci ha dato prova del fatto che non occorre primeggiare, non occorre essere sempre dei numeri 1! Anche su altre strade, anche in altri modi si può servire la Chiesa, anche in altri modi si può seguire il Signore: ciascuno deve trovare il suo!
Per noi e per il nostro cammino di fede
La grazia di non essere il primo! Direi così per rileggere il Vangelo di oggi. Luca non ha avuto la grazia di essere tra i 12 discepoli del Signore, non ha avuto la chiamata a seguire il Signore nel suo ministero. È arrivato dopo. È di una generazione successiva. È stata una grazia per San Luca. Nato in una famiglia che era diventata credente, è stato un uomo di studio, un uomo che, già allora, ha avuto la possibilità di diventare medico. Ed è proprio con questo carisma e dentro questa professione che San Luca ha anche trovato la sua fede. Una fede profonda e sincera. Una fede che, proprio perché figlio di una generazione successiva a quella del Signore, ha sentito il bisogno di dare fondamento a ciò che veniva detto e tramandato. Luca, forse anche per i suoi studi, forse anche per la sua passione storica, non si è accontentato di trattenere quello che gli altri dicevano. Ha voluto approfondire, ha voluto ricercare, ha voluto essere sempre immerso in quel contesto di fede che gli ha permesso di dare solide fondamenta non solo alla sua fede ma alla fede di tutti. Del resto Luca sapeva molto bene, come lui stesso ci ha anche tramandato, che il Signore non ha costituito solo il gruppo degli apostoli, ma anche quello dei 72, cioè altri discepoli, altri uomini che hanno saputo affiancare il gruppo dei 12 ma con un ministero diverso. Luca ha interpretato così anche per sé la chiamata dei 72 ed ha compreso che il suo compito non era quello di imitare gli altri, ma di camminare su un’altra strada.
Quella strada che emergeva anche molto bene nell’epistola. La strada di chi, abbiamo detto, crede, ricerca, approfondisce ma anche si mette a servizio della Chiesa. Nel caso San Luca si è messo al servizio di Paolo e noi abbiamo sentito proprio la voce di Paolo che ringrazia Luca perché nella sua prigionia non è venuto meno. È stato con lui, è rimasto accanto a lui, come conforto di amicizia, come sostegno per la vita spirituale, come uomo che ha aiutato l’amico carcerato per tutte le cose pratiche della vita. Luca emerge come uno che non tradisce, uno che sa essere fedele anche nelle sventure degli altri. Un uomo che, quindi, noi tutti dobbiamo apprezzare particolarmente. Con la sua forza, con la sua intelligenza, con la sua vicinanza a Paolo, egli ci ha dato prova del fatto che non occorre primeggiare, non occorre essere sempre dei numeri 1! Anche su altre strade, anche in altri modi si può servire la Chiesa, anche in altri modi si può seguire il Signore: ciascuno deve trovare il suo!