Giovedì 30 ottobre

Settimana della 1 domenica dopo la dedicazione – Giovedì

La spiritualità di questo giorno

Anche oggi ci mettiamo in ascolto della Parola di Dio prevista per questa settimana che ci aiuta a continuare la preparazione alla festa di tutti i Santi che è ormai imminente.

La Parola di questo giorno

LETTURA Ap 6, 12 – 7, 3
Lettura del libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

In quel giorno. Vidi, quando l’Agnello aprì il sesto sigillo, e vi fu un violento terremoto. Il sole divenne nero come un sacco di crine, la luna diventò tutta simile a sangue, le stelle del cielo si abbatterono sopra la terra, come un albero di fichi, sbattuto dalla bufera, lascia cadere i frutti non ancora maturi. Il cielo si ritirò come un rotolo che si avvolge, e tutti i monti e le isole furono smossi dal loro posto. Allora i re della terra e i grandi, i comandanti, i ricchi e i potenti, e infine ogni uomo, schiavo o libero, si nascosero tutti nelle caverne e fra le rupi dei monti; e dicevano ai monti e alle rupi: «Cadete sopra di noi e nascondeteci dalla faccia di Colui che siede sul trono e dall’ira dell’Agnello, perché è venuto il grande giorno della loro ira, e chi può resistervi?». Dopo questo vidi quattro angeli, che stavano ai quattro angoli della terra e trattenevano i quattro venti, perché non soffiasse vento sulla terra, né sul mare, né su alcuna pianta. E vidi salire dall’oriente un altro angelo, con il sigillo del Dio vivente. E gridò a gran voce ai quattro angeli, ai quali era stato concesso di devastare la terra e il mare: «Non devastate la terra né il mare né le piante, finché non avremo impresso il sigillo sulla fronte dei servi del nostro Dio».

SALMO Sal 67 (68)

Il nostro Dio è un Dio che salva.

Sorga Dio e siano dispersi i suoi nemici
e fuggano davanti a lui quelli che lo odiano.
Come si dissolve il fumo, tu li dissolvi;
come si scioglie la cera di fronte al fuoco,
periscono i malvagi davanti a Dio. R

I giusti invece si rallegrano,
esultano davanti a Dio e cantano di gioia.
Di giorno in giorno benedetto il Signore:
a noi Dio porta la salvezza. R

Il nostro Dio è un Dio che salva;
al Signore Dio appartengono le porte della morte.
Regni della terra, cantate a Dio,
cantate inni al Signore,
a colui che cavalca nei cieli, nei cieli eterni. R

Ecco, fa sentire la sua voce, una voce potente!
Riconoscete a Dio la sua potenza,
la sua maestà sopra Israele,
la sua potenza sopra le nubi. R

VANGELO Mt 19, 27-29
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Pietro disse al Signore Gesù: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna».

Apocalisse

Quando sentiamo parlare di “sigilli svelati”, quando sentiamo dire “giorno dell’ira di Dio”, quando sentiamo parlare di “cose che devono accadere”, tutti incominciamo a temere che, davvero, “quel giorno”, sia giorno da rimandare il più possibile. Soprattutto credo che il tema dell’“ira di Dio” ci spaventi non poco. Ci spaventa perché abbiamo in mente la nostra ira, cioè quei momenti, quelle occasioni della vita nelle quali perdiamo l’ordine delle cose e diciamo cose che non vorremmo dire, facciamo cose che non vorremmo fare, magari anche offendendo o comunque mettendo a repentaglio quelle relazioni che, poi, dovremo in qualche modo ricostruire. Non è questo il concetto da applicare a Dio. “Ira di Dio” sta a significare che “quel giorno” emergerà il suo amore che sarà anche giudizio chiaro, pieno, definitivo sulle cose, sul tempo, sul mondo, sulla vita, sugli uomini. Sarà il suo amore a trasformare ciò che è sfuggito, ciò che non è stato fatto in modo conforme al suo volere ma per cause non gravi e, invece a respingere da sé tutto il male fatto deliberatamente, scientemente, volontariamente. Dal contesto dell’Apocalisse si capisce molto bene che il gruppo dei salvati è numeroso e che Dio stesso pone coloro che si sono sforzati di vivere cercando il suo mistero in una situazione di consolazione e di pace che saranno per l’eternità.

Vangelo

Tra questi, sicuramente, un posto di onore è dato agli apostoli che hanno seguito il Signore, lo hanno accompagnato, lo hanno servito e, dopo la Pasqua, lo hanno annunciato e testimoniato spesso anche offrendo a Dio la loro stessa vita. La domanda di Pietro non è banale. È quasi normale che chi si dispone a seguire il Signore chieda: cosa ne avremo in cambio? Non già perché la fede sia, in qualche modo, merce di scambio, ma piuttosto perché è tipico di ogni uomo di fede chiedere cosa avrà per il suo impegno. Questa domanda, in fondo, riguarda anche noi. Pietro pone questa domanda al Signore non solo a titolo personale ma quasi a titolo di tutta la Chiesa. Anche noi, dunque, che ci disponiamo a celebrare la festa di tutti i Santi, siamo invitati a credere che il Signore associa a sé nel suo mistero tutti coloro che hanno cercato il suo volto ed hanno imitato il suo amore.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Già domani sarà giorno di vigilia per la festa dei Santi. Come vivremo questa festa? Suggerisco di vederla così, come la festa che ci ricorda che c’è un posto presso il Signore per tutti, per tutti coloro che lo hanno cercato, per tutti coloro che lo hanno amato, per tutti coloro che si sono fatti carico della sua Parola. C’è un posto per noi, se avremo vissuto in questo modo. Ecco allora perché non occorre temere il giorno del giudizio, il giorno dell’“ira di Dio”, e nemmeno ciò che lo rappresenta e lo raffigura, i sigilli, la tromba e tutti gli altri simboli che stiamo vedendo in questi giorni che dedichiamo alla lettura dell’Apocalisse. Non sono da temere perché essi vogliono solo ricordare che la vita cristiana è fatta di attenzioni, di ordine interiore, di avvicinamento costante, di sforzo, se vogliamo, ma sforzo e fatica che vengono ricompensati. Anche a noi, come a Pietro, è detto di non temere. Il Signore non lascia cadere il desiderio che esprimono i suoi. Il Signore non lascia vacillare il passo di coloro che si dispongono a cercarlo. Il Signore è il sostegno stesso di tutti coloro che lo cercano.

2025-10-24T14:24:20+02:00