Sabato 17 gennaio

Settimana della 1 domenica dopo l’Epifania – Sabato

La spiritualità di questo giorno

La fede, la santità, la storia di Sant’Antonio sono note a tutti. Lui, l’uomo che ascolta il Vangelo e il suo affascinante richiamo alla povertà e decide di lasciare tutto per amore del Signore. Lui, l’uomo che si sente toccare il cuore dalla Parola di Dio e continua a rendersi discepolo di quella Parola che lo ha toccato. Lui, l’uomo santo che vorrebbe vivere in solitudine ma che viene raggiunto da frotte di discepoli che vogliono prenderlo come maestro ed imitare la sua immacolata condotta di vita. Lui, l’uomo della sapienza, l’uomo che combatte con le tentazioni, l’uomo che combatte con il demonio e lo vince. Anche noi tutti siamo affascinati da una storia di santità antica che, però, è sempre moderna. Anche noi siamo affascinati da una figura di uomo che si dà tutto a Dio e che, per questo, diventa interprete dei bisogni di tutti gli uomini. Un uomo saldo nella fede e capace di grandissima carità. Un uomo dal grande cuore e dalla fede intemerata.

La Parola di questo giorno

LETTURA Es 6, 1-13
Lettura del libro dell’Esodo

In quei giorni. Il Signore disse a Mosè: «Ora vedrai quello che sto per fare al faraone: con mano potente li lascerà andare, anzi con mano potente li scaccerà dalla sua terra!». Dio parlò a Mosè e gli disse: «Io sono il Signore! Mi sono manifestato ad Abramo, a Isacco, a Giacobbe come Dio l’Onnipotente, ma non ho fatto conoscere loro il mio nome di Signore. Ho anche stabilito la mia alleanza con loro, per dar loro la terra di Canaan, la terra delle loro migrazioni, nella quale furono forestieri. Io stesso ho udito il lamento degli Israeliti, che gli Egiziani resero loro schiavi, e mi sono ricordato della mia alleanza. Pertanto di’ agli Israeliti: “Io sono il Signore! Vi sottrarrò ai lavori forzati degli Egiziani, vi libererò dalla loro schiavitù e vi riscatterò con braccio teso e con grandi castighi. Vi prenderò come mio popolo e diventerò il vostro Dio. Saprete che io sono il Signore, il vostro Dio, che vi sottrae ai lavori forzati degli Egiziani. Vi farò entrare nella terra che ho giurato a mano alzata di dare ad Abramo, a Isacco e a Giacobbe; ve la darò in possesso: io sono il Signore!”». Mosè parlò così agli Israeliti, ma essi non lo ascoltarono, perché erano stremati dalla dura schiavitù. Il Signore disse a Mosè: «Va’ e parla al faraone, re d’Egitto, perché lasci partire dalla sua terra gli Israeliti!». Mosè disse alla presenza del Signore: «Ecco, gli Israeliti non mi hanno ascoltato: come vorrà ascoltarmi il faraone, mentre io ho le labbra incirconcise?». Il Signore parlò a Mosè e ad Aronne e diede loro ordini per gli Israeliti e per il faraone, re d’Egitto, allo scopo di far uscire gli Israeliti dalla terra d’Egitto.

SALMO Sal 92 (93)

Il Signore regna, saldo è il suo trono per sempre.

Il Signore regna, si riveste di maestà:
si riveste il Signore, si cinge di forza.
È stabile il mondo, non potrà vacillare. R

Stabile è il tuo trono da sempre,
dall’eternità tu sei.
Più del fragore di acque impetuose,
più potente dei flutti del mare,
potente nell’alto è il Signore. R

Davvero degni di fede i tuoi insegnamenti!
La santità si addice alla tua casa
per la durata dei giorni, Signore. R

EPISTOLA Rm 9, 1-5
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, dico la verità in Cristo, non mento, e la mia coscienza me ne dà testimonianza nello Spirito Santo: ho nel cuore un grande dolore e una sofferenza continua. Vorrei infatti essere io stesso anàtema, separato da Cristo a vantaggio dei miei fratelli, miei consanguinei secondo la carne. Essi sono Israeliti e hanno l’adozione a figli, la gloria, le alleanze, la legislazione, il culto, le promesse; a loro appartengono i patriarchi e da loro proviene Cristo secondo la carne, egli che è sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli. Amen.

VANGELO Mt 5, 17-19
Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Non crediate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto ad abolire, ma a dare pieno compimento. In verità io vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà un solo iota o un solo trattino della Legge, senza che tutto sia avvenuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei cieli».

Esodo

Possiamo rivedere dei tratti della vita di Antonio anche nelle Scritture che abbiamo ascoltato. Antonio è davvero l’uomo che si lascia illuminare da Dio, l’uomo che sa ascoltare la Parola e che sa viverla, l’uomo che sa stare accanto al suo Dio in un modo del tutto eccezionale. Come Mosè. Mosè, affascinato dalla voce del roveto, si dispone a compiere la sua opera di liberatore; Antonio, affascinato dalla Parola di Dio che legge e rilegge continuamente, diventa capace di liberarsi da tutte le passioni e diventa capace di additare agli uomini la vera via di Dio.

Romani

Anche Antonio avrebbe dato tutto sé stesso, come Paolo, per la salvezza di altri uomini. È quello che ha fatto con il suo esempio e anche con la dottrina espressa nei suoi scritti, nelle sue parole che sono giunte fino a noi. Possiamo dire che Antonio non si isola per fuggire l’uomo, anzi, se si isola è per stare più vicino a Dio e, nel suo nome, per stare più vicino agli uomini. Anche Antonio ha provato dolore nel sapere che molti uomini non si sentivano affatto attratti da Dio, chiamati da Dio, illuminati dalla fede. Il suo ministero è servito proprio come richiamo per tutti, perché anche Antonio ha provato dolore nel vedere tanti figli di Dio lontani da Lui.

Vangelo

Anche nel Vangelo troviamo qualcosa che si addice alla vita di Antonio. Antonio si è sentito davvero come un uomo tutto preso da un fuoco interiore, come un uomo divorato dalla presenza di Dio che lo aveva attratto a sé. Anche Antonio è un uomo che ha preso sul serio le cose della fede, che ha saputo dare valore anche alle cose minime, che ha saputo dire a tutti come si deve vivere la fede rendendo lode a Dio e apprezzando ciò che, nella Chiesa, è dato di vivere e di compiere. Antonio si è giocato per tutte queste cose e, per questo, noi ora lo vediamo come un faro luminoso e lo lodiamo per questa luce di salvezza eterna che egli ha voluto donare a ciascuno di noi.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Al termine di questa settimana incontrare un santo così grande ci fa davvero bene. Credo che sia molto bello lasciare che la luce di Antonio brilli dentro di noi e ci guidi. Anche noi tutti dovremmo sentire il richiamo ad una solitudine da coltivare nel cuore perché Dio vi prenda casa. Credo che questo è ciò che ci è più necessario. Vediamo bene, oggi, come vivono molti uomini, ovvero senza Dio. Vediamo bene anche i bisogni che una vita senza Dio genera. Anzitutto il bisogno di amore, poi il bisogno di verità, poi il bisogno di un centro che dia senso ai giorni. Vediamo bene, infatti, come chi vive senza Dio viva una vita decentrata da ogni cosa ma, spesso, anche una vita senza senso compiuto. Ecco, credo che il nostro compito, proprio in nome e sull’esempio di Antonio, sia quello di cercare sempre più il mistero di Dio presente nelle nostre vite. Quando avremo cercato questo mistero con gioia e serietà, quando avremo cercato di fare di tutto per conoscerlo, per amarlo, per servirlo, allora parteciperemo di questa immensa santità che ci porrà anche a servizio degli uomini e dei loro bisogni. Cerchiamo per primi noi di essere tra coloro che, come Antonio, abitano una solitudine volontaria illuminata dalla Parola. Questo ci basterà per comprendere gli uomini di oggi e per servirli. Nel nome di Dio, nel nome di Cristo, perché tutti comprendano l’alleanza e la salvezza alla quale sono chiamati.

2026-01-15T22:49:47+01:00