Settimana della prima domenica di Quaresima – lunedì
La spiritualità di questo giorno
Anche quest’anno, per i giorni feriali della Quaresima, vorrei che rileggessimo insieme le tre Scritture che ci vengono proposte, da un punto di vista unitario e con una luce particolare sul tema delle relazioni.
La Parola di questo giorno
GENESI 2, 18-25
Inizia la lettura del libro della Genesi
In quei giorni. Il Signore Dio disse: «Non è bene che l’uomo sia solo: voglio fargli un aiuto che gli corrisponda». Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di animali selvatici e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all’uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. Così l’uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli animali selvatici, ma per l’uomo non trovò un aiuto che gli corrispondesse. Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull’uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e richiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio formò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo. Allora l’uomo disse: «Questa volta è osso dalle mie ossa, carne dalla mia carne. La si chiamerà donna, perché dall’uomo è stata tolta». Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e i due saranno un’unica carne. Ora tutti e due erano nudi, l’uomo e sua moglie, e non provavano vergogna.
SALMO Sal 1
Chi segue il Signore avrà la luce della vita.
Beato l’uomo che non entra nel consiglio dei malvagi,
non resta nella via dei peccatori
e non siede in compagnia degli arroganti,
ma nella legge del Signore trova la sua gioia,
la sua legge medita giorno e notte. R
È come albero piantato lungo corsi d’acqua,
che dà frutto a suo tempo:
le sue foglie non appassiscono
e tutto quello che fa, riesce bene. R
Non così, non così i malvagi,
ma come pula che il vento disperde;
perciò non si alzeranno i malvagi nel giudizio
né i peccatori nell’assemblea dei giusti,
poiché il Signore veglia sul cammino dei giusti,
mentre la via dei malvagi va in rovina. R
PROVERBI 1, 1a. 20-33
Inizia la lettura del libro dei Proverbi
Proverbi di Salomone. La sapienza grida per le strade, nelle piazze fa udire la voce; nei clamori della città essa chiama, pronuncia i suoi detti alle porte della città: «Fino a quando, o inesperti, amerete l’inesperienza e gli spavaldi si compiaceranno delle loro spavalderie e gli stolti avranno in odio la scienza? Tornate alle mie esortazioni: ecco, io effonderò il mio spirito su di voi e vi manifesterò le mie parole. Perché vi ho chiamati ma avete rifiutato, ho steso la mano e nessuno se ne è accorto. Avete trascurato ogni mio consiglio e i miei rimproveri non li avete accolti; anch’io riderò delle vostre sventure, mi farò beffe quando su di voi verrà la paura, quando come una tempesta vi piomberà addosso il terrore, quando la disgrazia vi raggiungerà come un uragano, quando vi colpiranno angoscia e tribolazione. Allora mi invocheranno, ma io non risponderò, mi cercheranno, ma non mi troveranno. Perché hanno odiato la sapienza e non hanno preferito il timore del Signore, non hanno accettato il mio consiglio e hanno disprezzato ogni mio rimprovero; mangeranno perciò il frutto della loro condotta e si sazieranno delle loro trame. Sì, lo smarrimento degli inesperti li ucciderà e la spensieratezza degli sciocchi li farà perire; ma chi ascolta me vivrà in pace e sarà sicuro senza temere alcun male».
VANGELO Mt 5, 1-12a
Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Vedendo le folle, il Signore Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo: «Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati. Beati i miti, perché avranno in eredità la terra. Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per la giustizia, perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
La Scrittura
Il Signore Dio plasmò con la costola che aveva tolta una donna…
Tornate alle mie esortazioni…
Beati i miti, i misericordiosi, gli operatori di pace…
Il testo principale per capire qualcosa di più sul tema delle relazioni è, oggi, il testo della Genesi. Dalla narrazione comprendiamo tutti bene che Adamo, cioè l’uomo, è al centro di una serie di relazioni del tutto fondamentali per la sua vita. La prima relazione è quella con il creato. Adamo è messo al centro del creato che è dono di Dio perché egli sia l’apice, il vertice di tutta la creazione. Se tutto è buono, perché viene da Dio, se tutto il creato è manifestazione del suo amore e della sua infinita fantasia, è altrettanto vero che l’uomo è la sola immagine e somiglianza di Dio nel creato. Tutto è per l’uomo, il quale, però, deve adorare l’impronta del creatore in ogni cosa creata e servirsi del creato senza deturparlo, senza rovinarlo, senza usarne a piacimento indiscriminato. Il progetto di Dio ci ricorda che se è vero che tutto è per l’uomo, è altrettanto vero che l’uomo deve passare attraverso i tempi con quell’attenzione e quel rispetto che nascono da un cuore che sa vedere in ogni cosa il volto di Dio. In secondo luogo, il testo ci lascia capire che l’uomo è al centro di una serie di relazioni fondamentali per la sua vita con i suoi simili e, anzitutto e soprattutto, quelle che segnano la reciprocità del dono tra uomo e donna. Questa relazione deve essere fatta di stupore: Dio crea gli uomini e le donne per un mutuo sostegno e per una compagnia di vita che è ineguagliabile. Dio crea l’uomo e la donna nella loro differenza perché essi, vivendo la dinamica dell’amore, assomiglino, pur nelle loro imperfezioni, a Dio stesso. Dio crea la dinamica uomo-donna perché il cosmo intero sia equilibrato e l’uomo sappia sempre trovare nell’altro uomo un aiuto, un sostegno, un punto di riferimento per la vita. Sulla dinamica uomo – donna la Scrittura è chiarissima nel dire la loro uguaglianza di fronte a Dio, la comune loro dignità, il rispetto reciproco che essi si devono portare mentre si cercano come compagni di vita nelle cose del tempo. Un insegnamento chiaro e preciso.
Perdere questo insegnamento, ci diceva il libro dei Proverbi, è perdere la vita stessa, è incamminarsi verso il male, è perdere la propria dignità, è smarrirsi nelle cose del tempo.
Ecco perché il Signore ha poi donato la legge delle Beatitudini. Credo che siano almeno tre gli insegnamenti fondamentali da questo punto di vista. Il richiamo alla mitezza, come virtù base, virtù cardine che deve reggere anche questo aspetto della vita. Il cristiano si comporta in modo mite verso tutti gli uomini, ben sapendo che ciascuno custodisce e rinnova nel mondo qualcosa di quell’essere immagine e somiglianza di Dio di cui parla la Genesi. La virtù della misericordia. Il Signore sa bene che le relazioni sono difficili, che si è tutti sempre in grado di trovare ciò che divide più che ciò che unisce, di allontanarsi piuttosto che avvicinarsi. Ecco perché richiama tutti alla misericordia e al perdono. L’uomo che non vive la misericordia, l’uomo che non sa portare misericordia non potrà mai vivere l’esistenza e l’esperienza cristiana che è sempre esperienza di relazione di amicizia con gli altri, ma anche di perdono e di riconciliazione. Infine l’essere operatori di pace. Proprio perché il credente sa bene che la dinamica di vita comune agli uomini è più improntata alla divisione che alla vicinanza, alla dispersione che alla riconciliazione, il credente diventa operatore di pace. Con il suo modo di vivere, di pensare, di agire nella storia, il credente si colloca tra gli uomini come colui che porta questo messaggio assolutamente singolare ed unico. In sintesi potremmo dire che il cristiano ha un modo del tutto singolare e particolare di relazionarsi con gli altri. Egli vede nelle relazioni il cuore, il fulcro della sua vita e si appresta anche ad andare controcorrente pur di testimoniare i valori del Vangelo.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Rispetto, dignità, reciprocità, aiuto, misericordia…
Conosciamo bene queste parole chiave della riflessione cristiana, eppure vediamo altrettanto bene come queste parole siano calpestate tutti i giorni. Nella cronaca di tutti i giorni noi vediamo bene come tutti siamo in crisi su queste cose ed anzi, credo che tutti capiamo che molti di coloro che compiono le azioni efferate e ignominiose di cui si parla sempre più spesso, sono proprio dei cristiani, dei battezzati, delle persone che sarebbero dovute crescere nella conoscenza di tutti questi insegnamenti della Scrittura e, soprattutto, del Vangelo. Credo che la Quaresima ci debba proporre due diverse piste di riflessione. Una più personale, che deve ricordare a ciascuno di noi che siamo tutti sempre chiamati a convertirci. Poiché tutti non siamo sempre in grado di rispettare la dignità dell’uomo e della donna, di valorizzarla, di rendere a ciascuno secondo quanto è giusto, tutti siamo sempre chiamati a convertirci. Poiché non sempre siamo in grado di contemplare il creato e di utilizzare di esso secondo quanto il Signore ha prescritto, tutti siamo sempre chiamati a convertirci. Poiché vediamo che non regna la pace, a partire dal nostro cuore, tutti siamo chiamati a convertirci.
In secondo luogo, tutti siamo chiamati ad intercedere per gli altri, perché ciascuno sappia riconoscere la verità e la bellezza di questo insegnamento e sappia comportarsi di conseguenza.
Chiediamo al Signore entrambe queste cose, cerchiamo di cimentarci in entrambi questi orizzonti. Allora avremo fatto qualche passo in più verso quella conversione del cuore che Dio si attende da noi e che ci potrà portare verso un modo sempre più serio, consapevole e vero di vedere la storia, le relazioni, le cose che accadono. Maria, che in questa Quaresima ci è madre e maestra, ci aiuti a vivere bene questo itinerario di conversione interiore alla ricerca continua della custodia delle relazioni.
Perché la Parola rimanga in noi
- Come vivrò questi insegnamenti?
- Quale beatitudine cercare di raggiungere in questo primo giorno feriale di Quaresima?