lunedì 30 marzo

Settimana Autentica – lunedì

La spiritualità di questo giorno

Iniziamo i giorni feriali della settimana autentica che, da oggi a mercoledì, ci fanno leggere due grandi storie del Primo Testamento: Giobbe e Tobia.

La Parola di questo giorno

GIOBBE 2, 1-10
Inizia la lettura del libro di Giobbe

Accadde, un giorno, che i figli di Dio andarono a presentarsi al Signore, e anche Satana andò in mezzo a loro a presentarsi al Signore. Il Signore chiese a Satana: «Da dove vieni?». Satana rispose al Signore: «Dalla terra, che ho percorso in lungo e in largo». Il Signore disse a Satana: «Hai posto attenzione al mio servo Giobbe? Nessuno è come lui sulla terra: uomo integro e retto, timorato di Dio e lontano dal male. Egli è ancora saldo nella sua integrità; tu mi hai spinto contro di lui per rovinarlo, senza ragione». Satana rispose al Signore: «Pelle per pelle; tutto quello che possiede, l’uomo è pronto a darlo per la sua vita. Ma stendi un poco la mano e colpiscilo nelle ossa e nella carne e vedrai come ti maledirà apertamente!». Il Signore disse a Satana: «Eccolo nelle tue mani! Soltanto risparmia la sua vita». Satana si ritirò dalla presenza del Signore e colpì Giobbe con una piaga maligna, dalla pianta dei piedi alla cima del capo. Giobbe prese un coccio per grattarsi e stava seduto in mezzo alla cenere. Allora sua moglie disse: «Rimani ancora saldo nella tua integrità? Maledici Dio e muori!». Ma egli le rispose: «Tu parli come parlerebbe una stolta! Se da Dio accettiamo il bene, perché non dovremmo accettare il male?». In tutto questo Giobbe non peccò con le sue labbra.

SALMO Sal 118 (119), 153-160

La tua legge, Signore, è fonte di pace.

Vedi la mia miseria e liberami,
perché non ho dimenticato la tua legge.
Difendi la mia causa e riscattami,
secondo la tua promessa fammi vivere. R

Lontana dai malvagi è la salvezza,
perché essi non ricercano i tuoi decreti.
Grande è la tua tenerezza, Signore:
fammi vivere secondo i tuoi giudizi. R

Molti mi perseguitano e mi affliggono,
ma io non abbandono i tuoi insegnamenti.
Ho visto i traditori e ne ho provato ribrezzo,
perché non osservano la tua promessa. R

Vedi che io amo i tuoi precetti:
Signore, secondo il tuo amore dammi vita.
La verità è fondamento della tua parola,
ogni tuo giusto giudizio dura in eterno. R

TOBIA 2, 1b-10d
Inizia la lettura del libro di Tobia

In quei giorni. Per la nostra festa di Pentecoste, cioè la festa delle Settimane, avevo fatto preparare un buon pranzo e mi posi a tavola: la tavola era imbandita di molte vivande. Dissi al figlio Tobia: «Figlio mio, va’, e se trovi tra i nostri fratelli deportati a Ninive qualche povero, che sia però di cuore fedele, portalo a pranzo insieme con noi. Io resto ad aspettare che tu ritorni, figlio mio». Tobia uscì in cerca di un povero tra i nostri fratelli. Di ritorno disse: «Padre!». Gli risposi: «Ebbene, figlio mio?». «Padre – riprese – uno della nostra gente è stato ucciso e gettato nella piazza; l’hanno strangolato un momento fa». Io allora mi alzai, lasciando intatto il pranzo; tolsi l’uomo dalla piazza e lo posi in una camera in attesa del tramonto del sole, per poterlo seppellire. Ritornai, mi lavai e mangiai con tristezza, ricordando le parole del profeta Amos su Betel: «Si cambieranno le vostre feste in lutto, tutti i vostri canti in lamento». E piansi. Quando poi calò il sole, andai a scavare una fossa e ve lo seppellii. I miei vicini mi deridevano dicendo: «Non ha più paura! Proprio per questo motivo lo hanno già ricercato per ucciderlo. È dovuto fuggire e ora eccolo di nuovo a seppellire i morti». Quella notte, dopo aver seppellito il morto, mi lavai, entrai nel mio cortile e mi addormentai sotto il muro del cortile. Per il caldo che c’era tenevo la faccia scoperta, ignorando che sopra di me, nel muro, stavano dei passeri. Caddero sui miei occhi i loro escrementi ancora caldi, che mi produssero macchie bianche, e dovetti andare dai medici per la cura. Più essi però mi applicavano farmaci, più mi si oscuravano gli occhi, a causa delle macchie bianche, finché divenni cieco del tutto. Per quattro anni rimasi cieco e ne soffrirono tutti i miei fratelli.

VANGELO Lc 21, 34-36
Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù diceva ai suoi discepoli: «State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita e che quel giorno non vi piombi addosso all’improvviso; come un laccio infatti esso si abbatterà sopra tutti coloro che abitano sulla faccia di tutta la terra. Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio dell’uomo».

La Scrittura

Maledici Dio e muori…

Non ha più paura! Proprio per questo motivo lo hanno già cercato per ucciderlo…

State attenti a voi stessi…

Sono molte le relazioni di cui si potrebbe parlare rileggendo questi due testi. Questa prima feria della settimana mi pare che metta bene in luce il rapporto tra Giobbe e sua moglie, tra Tobi e i suoi detrattori e ci aiuta a riflettere sul tema della incomprensione nelle relazioni.

Anzitutto Giobbe e sua moglie. Giobbe si è ammalato, si trova in una situazione difficilissima, sta perdendo tutti i suoi beni e sta perdendo tutti i suoi affetti. Si trova in una situazione diversissima da quella dei giorni favorevoli della vita, quando l’accumulo delle cose e gli affetti nutriti erano all’ordine del giorno. Ecco che la moglie interviene in questa situazione, dicendo quelle parole che rimangono scolpite nell’opera: “Maledici Dio e muori!”. La moglie di Giobbe invita il marito a maledire Dio per i giorni difficili, per i giorni in cui ha perso il suo patrimonio e i suoi affetti. La vita si dovrebbe concludere così, con una maledizione! Maledizione rivolta a Dio, causa di tutto! Giobbe reagisce a questa visione della vita. Con grande sapienza Giobbe dice che la vita è fatta di giorni felici e di giorni difficili, di giorni buoni e di giorni cattivi. L’unica cosa che veramente occorre è sentire la presenza di Dio, tanto negli uni quanto negli altri. Accettare ciò che capita ed accompagnarlo con la fede è l’atteggiamento credente che salva.

Molto simile l’atteggiamento descritto nel libro di Tobia. Tobi raccoglie i corpi dei morti che vengono lasciati per strada. Siamo in un contesto molto particolare, Israele si trova ad essere oppresso e c’è un clima intimidatorio che ogni giorno si rafforza. Gli ebrei vengono uccisi per nulla e i loro corpi vengono lasciati per strada come monito. Tobi ha compassione per questi morti, vuole dare loro una onesta sepoltura, cambia perfino i suoi giorni, per cui invece delle feste celebra sempre il lutto. Il lutto per Israele, il lutto per un popolo oppresso, il lutto perché manca quella libertà che permette di rendere lode a Dio. In tutto questo, in questa generale tristezza, non viene meno il suo desiderio di vivere l’opera di misericordia che si è proposto. Continua a raccogliere i morti anche se viene guardato con sospetto. La sua determinazione è inscalfibile! Egli continua ad operare il bene nonostante le minacce, le intimidazioni, gli avvertimenti. È così determinato che continua ad associare a sé il giovane figlio. Tutto serve per stare vicino ad un popolo oppresso, senza scuse, senza defezioni di sorta. Anche Tobi si mostra come uomo di fede che non viene meno nel suo proposito. In questo Giobbe e Tobi si somigliano moltissimo.

Sia Tobi che Giobbe vivono quella situazione spirituale descritta nel Vangelo, perché vigilano su loro stessi. Vigilano sul loro comportamento, sulle loro parole, non desiderando altro che dare lode a Dio con quello che fanno. I due uomini sanno opporsi con forza e con coraggio ma anche con rispetto a chi la pensa in modo diverso da loro. A chi è senza fede, a chi vede l’esteriorità di comportamenti provocatori, essi reagiscono con tutta la loro fede, con tutto il loro desiderio di rivolgersi a Dio, l’unico che tiene in mano le sorti di tutti e l’unico che li può ascoltare. Essi hanno la forte convinzione che la loro sorte non è dimenticata, la loro sorte è custodita da Colui che tutto vede e che tutto accompagna con la sua forza e con il suo amore. Essi non vengono meno alla loro capacità di relazione e, proprio nelle relazioni più provocatorie, con pacatezza, con attenzione, mostrano ciò che più conta: essere fedeli a Dio.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Credo che la situazione descritta dai due libri sacri sia molto vicina a noi. In quante famiglie si vive il confronto con un coniuge senza fede o, per lo meno, con un modo di vivere la fede diverso. In quanti contesti di amicizia o di lavoro ci si confronta ogni giorno con persone che non capiscono un determinato modo di comportarsi ed anzi scherniscono o mettono in crisi il comportamento del cristiano. Cosa fare? Non certo occorre ritirarsi da queste relazioni che anzi devono essere vissute con una fede ancora maggiore, con una determinazione ancora più forte. I due testi sacri ci stanno dicendo questo. Se tu vivi con determinazione la tua fede, affrontando anche il confronto con persone che ami e che la pensano in modo diverso da te; se tu vivi le tue relazioni significative senza temere chi critica, chi insulta, chi vive in modo diverso provocatoriamente, ecco che farai di queste relazioni un’occasione per dire quali sono i tuoi convincimenti interiori e sarai in grado di dimostrare quello che hai nel cuore. Giobbe e Tobi non sono venuti meno nella loro capacità relazionale, nonostante le difficoltà che hanno incontrato. Non hanno cancellato le loro relazioni difficili. Sono stati in grado di viverle con ancora maggiore attenzione e determinazione, convinti che quello era il modo per attestare ciò che avevano nel cuore. Anche noi cerchiamo di vivere con questa determinazione le nostre relazioni difficili. Sarà occasione di testimoniare la fede che, in questi giorni, siamo chiamati a edificare con ancora maggiore cura.

Anche noi, dunque, impariamo a tenere presente il monito del Vangelo: vigiliamo su noi stessi! Dalla vigilanza del cuore dipende, infatti, la custodia delle relazioni.

Perché la Parola rimanga in noi

  • Come vivo la mia testimonianza nelle relazioni difficili?
  • Guardo con speranza a questa possibile testimonianza?
2026-03-27T21:59:17+01:00