mercoledì 08 aprile

Ottava di Pasqua – mercoledì

Introduzione

Definirei questo giorno il giorno della partecipazione.

La Parola di Dio 

LETTURA At 5, 12-21a
Lettura degli Atti degli Apostoli

In quei giorni. Molti segni e prodigi avvenivano fra il popolo per opera degli apostoli. Tutti erano soliti stare insieme nel portico di Salomone; nessuno degli altri osava associarsi a loro, ma il popolo li esaltava. Sempre più, però, venivano aggiunti credenti al Signore, una moltitudine di uomini e di donne, tanto che portavano gli ammalati persino nelle piazze, ponendoli su lettucci e barelle, perché, quando Pietro passava, almeno la sua ombra coprisse qualcuno di loro. Anche la folla delle città vicine a Gerusalemme accorreva, portando malati e persone tormentate da spiriti impuri, e tutti venivano guariti. Si levò allora il sommo sacerdote con tutti quelli della sua parte, cioè la setta dei sadducei, pieni di gelosia, e, presi gli apostoli, li gettarono nella prigione pubblica. Ma, durante la notte, un angelo del Signore aprì le porte del carcere, li condusse fuori e disse: «Andate e proclamate al popolo, nel tempio, tutte queste parole di vita». Udito questo, entrarono nel tempio sul far del giorno e si misero a insegnare.

SALMO Sal 33 (34)

Liberaci, Signore, da ogni paura.
oppure
Alleluia, alleluia, alleluia.

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino. R

Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato. R

L’angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.
Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia. R

EPISTOLA Rm 6, 3-11
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? Per mezzo del battesimo dunque siamo stati sepolti insieme a lui nella morte affinché, come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova. Se infatti siamo stati intimamente uniti a lui a somiglianza della sua morte, lo saremo anche a somiglianza della sua risurrezione. Lo sappiamo: l’uomo vecchio che è in noi è stato crocifisso con lui, affinché fosse reso inefficace questo corpo di peccato, e noi non fossimo più schiavi del peccato. Infatti chi è morto, è liberato dal peccato. Ma se siamo morti con Cristo, crediamo che anche vivremo con lui, sapendo che Cristo, risorto dai morti, non muore più; la morte non ha più potere su di lui. Infatti egli morì, e morì per il peccato una volta per tutte; ora invece vive, e vive per Dio. Così anche voi consideratevi morti al peccato, ma viventi per Dio, in Cristo Gesù.

VANGELO Lc 24, 13-35
Lettura del Vangelo secondo Luca

In quello stesso giorno due discepoli del Signore Gesù erano in cammino per un villaggio di nome Èmmaus, distante circa undici chilometri da Gerusalemme, e conversavano tra loro di tutto quello che era accaduto. Mentre conversavano e discutevano insieme, Gesù in persona si avvicinò e camminava con loro. Ma i loro occhi erano impediti a riconoscerlo. Ed egli disse loro: «Che cosa sono questi discorsi che state facendo tra voi lungo il cammino?». Si fermarono, col volto triste; uno di loro, di nome Clèopa, gli rispose: «Solo tu sei forestiero a Gerusalemme! Non sai ciò che vi è accaduto in questi giorni?». Domandò loro: «Che cosa?». Gli risposero: «Ciò che riguarda Gesù, il Nazareno, che fu profeta potente in opere e in parole, davanti a Dio e a tutto il popolo; come i capi dei sacerdoti e le nostre autorità lo hanno consegnato per farlo condannare a morte e lo hanno crocifisso. Noi speravamo che egli fosse colui che avrebbe liberato Israele; con tutto ciò, sono passati tre giorni da quando queste cose sono accadute. Ma alcune donne, delle nostre, ci hanno sconvolti; si sono recate al mattino alla tomba e, non avendo trovato il suo corpo, sono venute a dirci di aver avuto anche una visione di angeli, i quali affermano che egli è vivo. Alcuni dei nostri sono andati alla tomba e hanno trovato come avevano detto le donne, ma lui non l’hanno visto». Disse loro: «Stolti e lenti di cuore a credere in tutto ciò che hanno detto i profeti! Non bisognava che il Cristo patisse queste sofferenze per entrare nella sua gloria?». E, cominciando da Mosè e da tutti i profeti, spiegò loro in tutte le Scritture ciò che si riferiva a lui. Quando furono vicini al villaggio dove erano diretti, egli fece come se dovesse andare più lontano. Ma essi insistettero: «Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai al tramonto». Egli entrò per rimanere con loro. Quando fu a tavola con loro, prese il pane, recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo riconobbero. Ma egli sparì dalla loro vista. Ed essi dissero l’un l’altro: «Non ardeva forse in noi il nostro cuore mentre egli conversava con noi lungo la via, quando ci spiegava le Scritture?». Partirono senza indugio e fecero ritorno a Gerusalemme, dove trovarono riuniti gli Undici e gli altri che erano con loro, i quali dicevano: «Davvero il Signore è risorto ed è apparso a Simone!». Ed essi narravano ciò che era accaduto lungo la via e come l’avevano riconosciuto nello spezzare il pane.

La Parola di Dio

Non ardeva il nostro cuore…

Non sapete che quanti siamo stati battezzati in Cristo Gesù siamo stati battezzati nella sua morte?…

Perché quando Pietro passava anche solo la sua ombra…

Oggi è il giorno della partecipazione al mistero di Dio che si compie nella Pasqua. Tutte le letture ce lo segnalano. Anzitutto il Vangelo, che ci mostra come il Signore Gesù abbia cercato di associare sempre i suoi alla sua opera. Già dai primissimi momenti dopo la risurrezione, il Signore apparendo ai discepoli li sprona a continuare la sua opera a prendere parte all’annuncio del Vangelo, a collaborare perché, riformata la loro comunità e rasserenati dalla costante presenza del Signore, potessero annunciare a tutti la risurrezione di Cristo. Questo carisma passa attraverso San Pietro, come ci ha ben ricordato la prima lettura. Pietro è il vero erede del carisma e la vera espressione di unità della Chiesa. La sua autorità viene subito riconosciuta. Essa si afferma non per ingegno, non per qualche strategia umana, ma perché anche solo il passaggio della sua ombra sana i malati. Il che fa dire a tutti che lo spirito del Risorto è veramente presente in quell’uomo e nella sua opera. Ed ecco perché è cercato. Da questa ricerca molto pratica, molto interessata, nasce, poi, l’interesse per il messaggio che porta. Ecco la sua predicazione, il suo annuncio che cominciano ad interessare la città di Gerusalemme e poi pian piano si espandono ad ogni territorio. San Paolo comprende che non solo a loro, non solo agli apostoli, è data questa straordinaria possibilità di partecipazione all’opera di Dio. Essa, in realtà, è data ad ogni battezzato. Tutti i battezzati sono sepolti con Cristo nella sua morte. Tutti i battezzati sono risorti con Cristo nella sua risurrezione. Nell’attesa della partecipazione alla vita eterna di cui Cristo riapre la via, qualsiasi opera dei battezzati che sarà fatta nel nome del Signore, diventerà reale partecipazione alla sua opera. Ecco, dunque, l’invito di Paolo a non sentirsi mai soli, a proseguire l’opera di Cristo nelle diverse attività ecclesiali, nelle diverse forme di evangelizzazione, nei diversi modi con i quali è possibile realizzare l’opera di Dio.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Viviamo anche noi questa partecipazione?

Anche noi siamo partecipi della vita della Chiesa. Anche noi siamo parte di essa, lo siamo diventati con il Battesimo. Anche noi partecipiamo all’opera di Dio, in vario modo, in varie forme, in tutti i modi nei quali è possibile partecipare all’opera di Dio. Ne siamo consapevoli? Credo che questo giorno della settimana in albis voglia proprio farci riflettere sull’importanza della nostra partecipazione all’opera di Dio. Tutti i battezzati partecipano alla sua opera! Certo, ci sono diversi modi, ci sono diverse forme. Lo vediamo tutti molto bene che ci sono laici più impegnati e laici meno impegnati. Ma al di là del proprio compito, al di là della propria partecipazione all’opera della salvezza realizzata in Cristo, rimane vero e fondamentale che tutti i battezzati, partecipi dell’unica vita nella Chiesa, sono anche partecipi dell’opera di Cristo. Oggi dovremmo tutti interrogarci:

  • Come partecipo a quest’opera?
  • Che consapevolezza ho io di questa partecipazione?

I giorni della Pasqua servono a sentire che la risurrezione di Cristo non è un evento lontano nel tempo di cui noi facciamo memoria come possiamo fare rispetto a qualsiasi evento del passato. Noi facciamo memoria della Pasqua perché vogliamo lasciarci conquistare da essa. Noi facciamo memoria della Pasqua perché vogliamo non solo dire la nostra personale partecipazione a questo evento, ma vogliamo anche rinnovare la nostra partecipazione all’opera di Dio che si esprime attraverso l’opera della Chiesa. Chiediamo al Signore questa grazia ma, soprattutto, disponiamo i nostri cuori, perché possiamo davvero esprimere tutta la nostra partecipazione all’opera della salvezza. Il Signore ci benedica e guidi i nostri passi, le nostre riflessioni, le nostre decisioni, perché possiamo essere sempre più consapevoli della nostra partecipazione all’opera della salvezza del mondo attuata da Cristo e presente nel mondo fino alla fine dei tempi.

Così sia.

Perchè la Parola dimori in noi

  • Come interpreto il mio rapporto con Dio?
  • La mia storia di fede con Dio è seria e produttiva?
2026-04-14T23:44:22+02:00