venerdì 10 aprile

Ottava di Pasqua – Venerdì

Introduzione

Definirei questo giorno il giorno della vicinanza.

La Parola di Dio 

LETTURA At 10, 34-43
Lettura degli Atti degli Apostoli

In quei giorni. Pietro prese la parola e disse: «In verità sto rendendomi conto che Dio non fa preferenza di persone, ma accoglie chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque nazione appartenga. Questa è la Parola che egli ha inviato ai figli d’Israele, annunciando la pace per mezzo di Gesù Cristo: questi è il Signore di tutti. Voi sapete ciò che è accaduto in tutta la Giudea, cominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; cioè come Dio consacrò in Spirito Santo e potenza Gesù di Nàzaret, il quale passò beneficando e risanando tutti coloro che stavano sotto il potere del diavolo, perché Dio era con lui. E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nella regione dei Giudei e in Gerusalemme. Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno e volle che si manifestasse, non a tutto il popolo, ma a testimoni prescelti da Dio, a noi che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. E ci ha ordinato di annunciare al popolo e di testimoniare che egli è il giudice dei vivi e dei morti, costituito da Dio. A lui tutti i profeti danno questa testimonianza: chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati per mezzo del suo nome».

SALMO Sal 95 (96)

Annunciate a tutti i popoli le opere di Dio.

oppure

Alleluia, alleluia, alleluia.

Cantate al Signore un canto nuovo,
cantate al Signore, uomini di tutta la terra.
Cantate al Signore, benedite il suo nome,
annunciate di giorno in giorno la sua salvezza. R

In mezzo alle genti narrate la sua gloria,
a tutti i popoli dite le sue meraviglie.
Date al Signore, o famiglie dei popoli,
date al Signore gloria e potenza,
date al Signore la gloria del suo nome. R

Portate offerte ed entrate nei suoi atri.
Tremi davanti a lui tutta la terra.
Dite tra le genti: «Il Signore regna!».
Egli giudica i popoli con rettitudine. R

EPISTOLA Fil 2, 5-11
Lettera di san Paolo apostolo ai Filippesi

Fratelli, abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù: egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l’essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall’aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: «Gesù Cristo è Signore!», a gloria di Dio Padre.

VANGELO Mc 16, 1-7
Lettura del Vangelo secondo Marco

In quel tempo. Passato il sabato, Maria di Màgdala, Maria madre di Giacomo e Salome comprarono oli aromatici per andare a ungere il corpo di Gesù. Di buon mattino, il primo giorno della settimana, vennero al sepolcro al levare del sole. Dicevano tra loro: «Chi ci farà rotolare via la pietra dall’ingresso del sepolcro?». Alzando lo sguardo, osservarono che la pietra era già stata fatta rotolare, benché fosse molto grande. Entrate nel sepolcro, videro un giovane, seduto sulla destra, vestito d’una veste bianca, ed ebbero paura. Ma egli disse loro: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui. Ecco il luogo dove l’avevano posto. Ma andate, dite ai suoi discepoli e a Pietro: “Egli vi precede in Galilea. Là lo vedrete, come vi ha detto”».

La scrittura

Egli vi precede…

Spogliò se stesso…

Passò beneficando e salvando…

Oggi è il giorno nel quale possiamo riflettere, alla luce della Pasqua, sulla vicinanza di Cristo. Vicinanza che è espressa in modi diversi in tutte e tre le Scritture.

Anzitutto nel Vangelo. Abbiamo sentito come Cristo risorto dica esplicitamente che Egli “precede in Galilea”. Gesù risorto, come sappiamo, rimanda i suoi lì dove tutto era iniziato, perché ci sia un tempo in cui riprendere in mano quanto accaduto e la propria vicenda di fede. Un tempo di pace, di silenzio, di contemplazione nel quale comprendere come Dio si fa vicino, si fa presente, si mette lui per primo a guidare il cammino dei suoi. Questa verità non riguarda solo i discepoli e non riguarda solo quei giorni. Piuttosto è una verità che riguarda tutti. Dio si mette sempre al fianco di ogni persona e conduce, pian piano, il cammino di ciascuno alla meta che Lui ha fissato.

Se Cristo fa questo, come abbiamo sentito nell’epistola, è perché il cuore della missione di Cristo consiste proprio nel suo abbassamento fino ad assumere la nostra natura. Questo è il modo con cui Dio si fa vicino ad ogni uomo. Non è una vicinanza spirituale, non è una vicinanza teorica, ma è una vicinanza vera, reale, concreta, significativa. Cristo, incarnandosi, ha deciso di stare vicino all’uomo facendosi uomo. Sopportando il dolore e la morte, egli si è messo in comunione con tutti gli uomini. Una volta per sempre e in modo insuperabile. Ecco perché tutti possono dire di poter sperimentare e di poter contare sulla vicinanza di Cristo. Egli si è abbassato per questo.

Infine nella prima lettura abbiamo sentito la predicazione di Pietro che ci ha ricordato che il Signore si è abbassato proprio per questo, per passare tra gli uomini beneficando tutti. Qui potremmo tutti farci venire in mente qualsiasi episodio del Vangelo per capire come lo sguardo buono del Signore si è posato su tutti coloro che ha fisicamente incontrato per insegnare che tutti gli uomini si devono sentire guardati con il medesimo sguardo e con la medesima attenzione di amore.

Ecco perché le tre Scritture, nel loro insieme, ci stanno dicendo che tutti siamo invitati a considerare come la presenza di Cristo interagisca sempre con le nostre esistenze.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Cerchiamo questa presenza?

Anche noi siamo invitati sempre, ma più che mai in questi giorni pasquali, a cercare la presenza del Signore, presenza reale, viva in mezzo a noi. Anche il Vangelo ce lo ha ricordato: noi non dobbiamo cercare Cristo come un morto, ma come il vivente. Non come uno che va cercato in una tomba, ma come uno che va cercato nelle cose di ogni giorno, nelle relazioni di ogni giorno, nei momenti normali di ogni giornata. Vivere la Pasqua non a livello teorico, non mentalmente, non in modo superficiale, chiede a ciascuno di noi di saper vivere con questa consapevolezza. Talvolta sarà facile sperimentare e, in qualche modo “sentire” la presenza del Signore. Altre volte non sarà per nulla facile e anzi sarà difficilissimo capire la sua presenza, cercare la sua presenza, comprendere come egli si fa vicino a ciascuno di noi. Se vogliamo è un compito. È un compito, è un impegno cercare la presenza del Signore. Se sta la sua promessa, quella di essere con noi fino alla fine del mondo, allora deve diventare per noi un impegno cercarlo veramente, cercare quali sono i segni e le manifestazioni della sua presenza sia nel mondo in generale che nella nostra vita in modo personale. Mai, però, dubitando della sua presenza, del suo coinvolgimento, della sua reale vicinanza.

Chiediamo questa grazia al Signore, mentre sta per terminare questa settimana in albis. Così non vivremo la Pasqua solo da un punto di vista interiore, intimistico, intellettuale, ma sapremo sempre relazionarci al Signore vivo, risorto, presente. Certezza che, comunque, non dobbiamo mai lasciare. Il Signore ci guidi e ci aiuti a comprendere il suo essere al nostro fianco oggi e sempre.

2026-04-14T23:44:37+02:00