Sabato 11 aprile

Ottava di Pasqua – Sabato

Per introdurci

Definirei questo giorno il giorno della fine, la fine della settimana in albis, infatti come avete notato, il titolo proprio di questo giorno è “in albis depositis”, ovvero “ormai tolte le vesti bianche”. Il ricordo è al fatto che, in questo giorno, i battezzati che, come segno distintivo, avevano tenuto per tutta la settimana la veste bianca, la deponevano tornando alla vita comune, alla vita feriale, alle occupazioni consuete.

La Parola di questo giorno

LETTURA At 3, 12b-16
Lettura degli Atti degli Apostoli

In quei giorni. Pietro disse al popolo: «Uomini d’Israele, perché vi meravigliate di questo e perché continuate a fissarci come se per nostro potere o per la nostra religiosità avessimo fatto camminare quest’uomo? Il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe, il Dio dei nostri padri ha glorificato il suo servo Gesù, che voi avete consegnato e rinnegato di fronte a Pilato, mentre egli aveva deciso di liberarlo; voi invece avete rinnegato il Santo e il Giusto, e avete chiesto che vi fosse graziato un assassino. Avete ucciso l’autore della vita, ma Dio l’ha risuscitato dai morti: noi ne siamo testimoni. E per la fede riposta in lui, il nome di Gesù ha dato vigore a quest’uomo che voi vedete e conoscete; la fede che viene da lui ha dato a quest’uomo la perfetta guarigione alla presenza di tutti voi».

SALMO Sal 64 (65)

A te si deve lode, o Dio, in Sion.

oppure

Alleluia, alleluia, alleluia.

Per te il silenzio è lode, o Dio, in Sion,
a te si sciolgono i voti.
A te, che ascolti la preghiera,
viene ogni mortale. R

Beato chi hai scelto perché ti stia vicino:
abiterà nei tuoi atri.
Ci sazieremo dei beni della tua casa,
delle cose sacre del tuo tempio.
Con i prodigi della tua giustizia,
tu ci rispondi, o Dio, nostra salvezza. R

Gli abitanti degli estremi confini
sono presi da timore davanti ai tuoi segni:
tu fai gridare di gioia
le soglie dell’oriente e dell’occidente. R

EPISTOLA 1Tm 2, 1-7
Prima lettera di san Paolo apostolo a Timòteo

Carissimo, raccomando, prima di tutto, che si facciano domande, suppliche, preghiere e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che stanno al potere, perché possiamo condurre una vita calma e tranquilla, dignitosa e dedicata a Dio. Questa è cosa bella e gradita al cospetto di Dio, nostro salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati e giungano alla conoscenza della verità. Uno solo, infatti, è Dio e uno solo anche il mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù, che ha dato se stesso in riscatto per tutti. Questa testimonianza egli l’ha data nei tempi stabiliti, e di essa io sono stato fatto messaggero e apostolo – dico la verità, non mentisco –, maestro dei pagani nella fede e nella verità.

VANGELO Gv 21, 1-14
Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli sul mare di Tiberìade. E si manifestò così: si trovavano insieme Simon Pietro, Tommaso detto Dìdimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di Zebedeo e altri due discepoli. Disse loro Simon Pietro: «Io vado a pescare». Gli dissero: «Veniamo anche noi con te». Allora uscirono e salirono sulla barca; ma quella notte non presero nulla. Quando già era l’alba, Gesù stette sulla riva, ma i discepoli non si erano accorti che era Gesù. Gesù disse loro: «Figlioli, non avete nulla da mangiare?». Gli risposero: «No». Allora egli disse loro: «Gettate la rete dalla parte destra della barca e troverete». La gettarono e non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci. Allora quel discepolo che Gesù amava disse a Pietro: «È il Signore!». Simon Pietro, appena udì che era il Signore, si strinse la veste attorno ai fianchi, perché era svestito, e si gettò in mare. Gli altri discepoli invece vennero con la barca, trascinando la rete piena di pesci: non erano infatti lontani da terra se non un centinaio di metri. Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. E benché fossero tanti, la rete non si squarciò. Gesù disse loro: «Venite a mangiare». E nessuno dei discepoli osava domandargli: «Chi sei?», perché sapevano bene che era il Signore. Gesù si avvicinò, prese il pane e lo diede loro, e così pure il pesce. Era la terza volta che Gesù si manifestava ai discepoli, dopo essere risorto dai morti.

La scrittura

Non riuscivano più a tirarla su per la grande quantità di pesci…

Ti raccomando che si facciano suppliche per condurre una vita calma e tranquilla…

Il Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe ha glorificato il suo servo Gesù Cristo…

Come è il ritorno alla vita normale di un battezzato? Non dovrebbe essere il ritorno alla vita di prima. Non se consideriamo il fatto che, nel cuore e nell’anima del battezzato è stata operata una vera e propria trasformazione. La trasformazione del cuore che è diventato un cuore credente. Ecco perché il ritorno alla vita normale dovrebbe assomigliare alla pesca miracolosa. C’è un ritorno alle cose di sempre, c’è un ritorno alla ferialità dei giorni, ma questo ritorno è vissuto con grande abbondanza di grazia. Quella grazia che i discepoli hanno sperimentato accanto al Signore risorto, quella grazia che è stata confermata sulle rive del lago di Tiberiade, quella grazia che è venuta loro dal mangiare di nuovo con il Signore è ciò che ha infuso nei loro cuori un modo nuovo e diverso di vedere le cose. È in questo episodio del Vangelo che il discepolo riceve quella trasformazione interiore che permetterà a ciascuno di vivere, ora, la missione secondo quello che lo Spirito di Dio renderà possibile. La pesca miracolosa ricorda a tutti che tutto diventa possibile ove il Signore è presente, dove ci sono cuori che si convertono, dove ci sono cuori che sanno attendere il suo ritorno nella gioia, nella pace, nella speranza.

Come ha fatto Pietro che, poco dopo, avrebbe iniziato la sua predicazione, portando non solo conforto fisico, ma, soprattutto, illuminazione spirituale in tutti coloro che lo cercavano. Questa trasformazione del discepolo, ci diceva anche l’Epistola, non riguarda mai soltanto le singole persone, ma anche la società intera. Infatti, come ci ha detto San Paolo, quando è il cuore di molti che si trasforma, quando è il cuore di tutti che diventa capace di trasformazione nel perdono e nella grazia di Dio, si plasma per molti un diverso modo di vivere. I cristiani sono come l’anima del mondo e pregano Dio perché la vita possa procedere sicura, tranquilla, attaccata a Dio che di ogni cosa è l’origine e l’artefice. Una trasformazione che, per il credente, ha inizio nel Battesimo e nella ricezione dei sacramenti dell’iniziazione cristiana che è davvero ciò che plasma la vita in modo diverso.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Come finiamo questa settimana in albis?

Anche noi finiamo la settimana in albis che è il coronamento di tutto l’itinerario spirituale che abbiamo fatto fin dal primo giorno di Quaresima, prima nella preparazione e, ora, nel vivere questo tempo di Pasqua che è appena iniziato. Come finiamo questa settimana? Credo che le risposte siano diverse e personali. Suggerirei a tutti di verificare il cuore, per vedere se, davvero, siamo in grado di vivere questa settimana in modo autentico, singolare, profondo, concreto. La Pasqua non è solo un ricordo e non deve essere nemmeno lo spazio di una celebrazione. La Pasqua deve far iniziare per tutti un modo di pensare diverso, un modo di vivere diverso. Ecco perché, anche per noi, non ci dovrebbe essere un ritorno alle cose di sempre, alla normalità “come prima”. Se abbiamo celebrato veramente la Pasqua, qualcosa nel nostro cuore si deve essere trasformato. Se abbiamo celebrato la Pasqua con verità, ci deve essere anche un piccolo segno di trasformazione dentro di noi, un segno che non solo dobbiamo sapere noi, ma che anche altri devono poter vedere. Chi celebra la Pasqua e rende la sua fede più vera, profonda e forte, deve testimoniare ad altri il suo modo di vivere nuovo, diverso dal solito, soprattutto diverso da prima.

Chiediamoci se siamo in grado di fare tutto questo. Chiediamoci se realmente siamo in grado di vivere in questo modo. Soprattutto cerchiamo di vivere così anche le prossime settimane del tempo pasquale, perché continui la nostra immersione in quel mistero di gioia che rende la vita diversa e piena di senso.

Ci aiuti il Risorto stesso, con la sua grazia e con il suo spirito, a vivere in questo modo la vita di tutti i giorni.

2026-04-14T23:44:44+02:00