Settimana della 2 domenica di Pasqua – giovedì
La spiritualità di questo giorno
Storie di dubbi. Credo che tutte e due le Scritture di oggi, in forma molto diversa, ci presentino due storie di dubbi diversi.
La Parola di questo giorno
LETTURA At 4, 13-21
Lettura degli Atti degli Apostoli
In quei giorni. I capi del popolo e gli anziani, vedendo la franchezza di Pietro e di Giovanni e rendendosi conto che erano persone semplici e senza istruzione, rimanevano stupiti e li riconoscevano come quelli che erano stati con Gesù. Vedendo poi in piedi, vicino a loro, l’uomo che era stato guarito, non sapevano che cosa replicare. Li fecero uscire dal sinedrio e si misero a consultarsi fra loro dicendo: «Che cosa dobbiamo fare a questi uomini? Un segno evidente è avvenuto per opera loro; esso è diventato talmente noto a tutti gli abitanti di Gerusalemme che non possiamo negarlo. Ma perché non si divulghi maggiormente tra il popolo, proibiamo loro con minacce di parlare ancora ad alcuno in quel nome». Li richiamarono e ordinarono loro di non parlare in alcun modo né di insegnare nel nome di Gesù. Ma Pietro e Giovanni replicarono: «Se sia giusto dinanzi a Dio obbedire a voi invece che a Dio, giudicatelo voi. Noi non possiamo tacere quello che abbiamo visto e ascoltato». Quelli allora, dopo averli ulteriormente minacciati, non trovando in che modo poterli punire, li lasciarono andare a causa del popolo, perché tutti glorificavano Dio per l’accaduto.
SALMO Sal 92 (93)
Regna il Signore, glorioso in mezzo a noi.
oppure
Alleluia, alleluia, alleluia.
Il Signore regna, si riveste di maestà:
si riveste il Signore, si cinge di forza.
È stabile il mondo, non potrà vacillare.
Stabile è il tuo trono da sempre,
dall’eternità tu sei. R
Alzarono i fiumi, Signore,
alzarono i fiumi la loro voce,
alzarono i fiumi il loro fragore.
Più del fragore di acque impetuose,
più potente dei flutti del mare,
potente nell’alto è il Signore. R
Davvero degni di fede i tuoi insegnamenti!
La santità si addice alla tua casa
per la durata dei giorni, Signore. R
VANGELO Gv 3, 7b-15
Lettura del Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo. Il Signore Gesù disse a Nicodèmo: «Dovete nascere dall’alto. Il vento soffia dove vuole e ne senti la voce, ma non sai da dove viene né dove va: così è chiunque è nato dallo Spirito». Gli replicò Nicodèmo: «Come può accadere questo?». Gli rispose Gesù: «Tu sei maestro d’Israele e non conosci queste cose? In verità, in verità io ti dico: noi parliamo di ciò che sappiamo e testimoniamo ciò che abbiamo veduto; ma voi non accogliete la nostra testimonianza. Se vi ho parlato di cose della terra e non credete, come crederete se vi parlerò di cose del cielo? Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».
Vangelo
La prima storia è quella di Nicodemo. I suoi dubbi sono tutti molto profondi e sinceri e nascono dal non capire cosa il Signore stia dicendo. Gesù allude ad una rinascita che deve avvenire nel sacramento del Battesimo ad opera dello Spirito Santo. Ma, al momento della rivelazione in cui ci troviamo, Gesù non ha ancora parlato dello Spirito e nemmeno lo ha ancora effuso. Non c’è nemmeno il Battesimo sacramento nel senso in cui noi lo intendiamo. L’unico Battesimo a cui si può fare riferimento ora è quello di Giovanni il Battista, il Battesimo per la remissione dei peccati. Certo non ci stupiamo per i dubbi di Nicodemo che capiamo in tutta la loro fondatezza. Credo però che tutti rimaniamo molto stupiti di fronte alla saggezza e alla profondità di quest’uomo. Nicodemo è un uomo che pensa le cose della fede, è un uomo che approfondisce le cose del suo credo, è un uomo molto serio. Un esempio, perché la vera testimonianza di Nicodemo è proprio questa: la fede cresce dove ci sono cuori che coltivano il senso di Dio.
Atti
La seconda storia è quella narrata dagli Atti degli Apostoli. Siamo di fronte a uomini di grandissima fede che, tuttavia, hanno un grosso problema nel capire cosa il Signore abbia insegnato e cosa, ora, gli apostoli stanno cercando di insegnare a loro volta. Non sanno cosa dire, non sanno cosa fare, non sanno come regolarsi e questo genera in loro smarrimento, indecisione, senso di inadeguatezza rispetto alla situazione. Tuttavia prendono una via di uscita dalla situazione molto diversa da quella di Nicodemo. Invece di uno studio maggiore, invece di un interrogarsi sincero, essi prendono la scorciatoia della chiusura. Meglio chiudersi nei confronti di questi uomini, meglio cercare un modo per farli stare zitti, meglio cercare un modo per punirli. Meglio, insomma, cercare di negare il problema e trovare una via di uscita che non metta in discussione la loro autorità.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Quante volte anche noi assomigliamo a questi uomini e non a Nicodemo! Spesso sento parlare molta gente di difficoltà nel credere o di dubbi di fede. Quando sorge un dubbio, quando sorge una difficoltà, il più delle volte vedo gente che si stacca prima dalla Chiesa, poi dalla fede. Si incomincia a non venire più in chiesa, poi a non pregare più, poi non ci si pone nemmeno più la domanda su Dio e sulla sua presenza all’interno dei nostri giorni. Meno che mai vedo persone che, in momenti di crisi e dubbi determinati, vengono a chiedere consiglio su cosa leggere o su come rifugiarsi in quella che dovrebbe essere la prima fonte alla quale abbeverarsi, specialmente nei momenti di difficoltà e di buio, ovvero la Sacra Scrittura.
Mi pare, poi, che ci si rifugi più spesso nelle formule fatte, nelle espressioni dell’autorità, pur di non svolgere la fatica del cercare. Questo atteggiamento si impossessa anche di noi, se noi non vigiliamo sul nostro mondo di dubbi che è all’interno della nostra coscienza. Anche se cerchiamo di negare i dubbi, questi sono e saranno sempre presenti nelle nostre coscienze. È un fatto naturale, è un fatto che accompagna la nostra vita sempre. Non dovremmo temere che i dubbi sorgano. Piuttosto dovremmo capire che è necessario risolverli, ricorrendo anzitutto alla Parola di Dio e, poi, alla tradizione della Chiesa. Nicodemo ci insegna questo. La storia della Chiesa ci insegna questo. Non è quando le cose sono state sotterrate o maldestramente risolte che si sono fatti passi avanti. È solo quando ci si è messi a confronto con la Parola di Dio e con la sapienza della Chiesa che si è stati in grado di trovare soluzioni ai problemi e ai dubbi che sorgono nelle anime.
Chiediamo, quindi, insieme questa grazia, per non cadere nella tentazione di risolvere le cose maldestramente o, peggio, di lasciare cadere la nostra fede senza avere nessun desiderio di approfondire il nostro rapporto con Dio.