Settimana della 4 domenica di Pasqua – martedì
La spiritualità di questo giorno
Anche oggi le due Scritture ci aiutano a illuminare la figura di Santa Gianna Beretta Molla, santa milanese, santa madre, santo medico, santa della Chiesa.
La Parola di questo giorno
LETTURA At 10, 1-23a
Lettura degli Atti degli Apostoli
In quei giorni. Vi era a Cesarèa un uomo di nome Cornelio, centurione della coorte detta Italica. Era religioso e timorato di Dio con tutta la sua famiglia; faceva molte elemosine al popolo e pregava sempre Dio. Un giorno, verso le tre del pomeriggio, vide chiaramente in visione un angelo di Dio venirgli incontro e chiamarlo: «Cornelio!». Egli lo guardò e preso da timore disse: «Che c’è, Signore?». Gli rispose: «Le tue preghiere e le tue elemosine sono salite dinanzi a Dio ed egli si è ricordato di te. Ora manda degli uomini a Giaffa e fa’ venire un certo Simone, detto Pietro. Egli è ospite presso un tale Simone, conciatore di pelli, che abita vicino al mare». Quando l’angelo che gli parlava se ne fu andato, Cornelio chiamò due dei suoi servitori e un soldato, uomo religioso, che era ai suoi ordini; spiegò loro ogni cosa e li mandò a Giaffa. Il giorno dopo, mentre quelli erano in cammino e si avvicinavano alla città, Pietro, verso mezzogiorno, salì sulla terrazza a pregare. Gli venne fame e voleva prendere cibo. Mentre glielo preparavano, fu rapito in estasi: vide il cielo aperto e un oggetto che scendeva, simile a una grande tovaglia, calata a terra per i quattro capi. In essa c’era ogni sorta di quadrupedi, rettili della terra e uccelli del cielo. Allora risuonò una voce che gli diceva: «Coraggio, Pietro, uccidi e mangia!». Ma Pietro rispose: «Non sia mai, Signore, perché io non ho mai mangiato nulla di profano o di impuro». E la voce di nuovo a lui: «Ciò che Dio ha purificato, tu non chiamarlo profano». Questo accadde per tre volte; poi d’un tratto quell’oggetto fu risollevato nel cielo. Mentre Pietro si domandava perplesso, tra sé e sé, che cosa significasse ciò che aveva visto, ecco gli uomini inviati da Cornelio: dopo aver domandato della casa di Simone, si presentarono all’ingresso, chiamarono e chiesero se Simone, detto Pietro, fosse ospite lì. Pietro stava ancora ripensando alla visione, quando lo Spirito gli disse: «Ecco, tre uomini ti cercano; àlzati, scendi e va’ con loro senza esitare, perché sono io che li ho mandati». Pietro scese incontro a quegli uomini e disse: «Eccomi, sono io quello che cercate. Qual è il motivo per cui siete venuti?». Risposero: «Il centurione Cornelio, uomo giusto e timorato di Dio, stimato da tutta la nazione dei Giudei, ha ricevuto da un angelo santo l’ordine di farti venire in casa sua per ascoltare ciò che hai da dirgli». Pietro allora li fece entrare e li ospitò.
SALMO Sal 86 (87)
Popoli tutti, lodate il Signore, alleluia.
oppure
Alleluia, alleluia, alleluia.
Sui monti santi egli l’ha fondata;
il Signore ama le porte di Sion
più di tutte le dimore di Giacobbe.
Di te si dicono cose gloriose, città di Dio! R
Iscriverò Raab e Babilonia
fra quelli che mi riconoscono;
ecco Filistea, Tiro ed Etiopia: là costui è nato.
Si dirà di Sion: «L’uno e l’altro in essa sono nati
e lui, l’Altissimo, la mantiene salda». R
Il Signore registrerà nel libro dei popoli:
«Là costui è nato».
E danzando canteranno:
«Sono in te tutte le mie sorgenti». R
VANGELO Gv 6, 60-69
Lettura del Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo. Molti dei discepoli del Signore Gesù, dopo aver ascoltato, dissero: «Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?». Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: «Questo vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dell’uomo salire là dov’era prima? È lo Spirito che dà la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credono». Gesù infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno può venire a me, se non gli è concesso dal Padre». Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui. Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?». Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».
Vangelo
La predicazione del Signore è tutta centrata sul tema dello Spirito, Colui che dona la vita. È lo Spirito di Dio che dona la vita ad ogni cosa e ad ogni realtà. Gesù dice questo in riferimento alla moltiplicazione dei pani che ha appena fatto, mettendo questa opera sotto la protezione dello Spirito stesso. Non solo. Gesù ricorda anche che tutta la Parola che egli rivela viene dallo Spirito di Dio ed è fortificata proprio dalla presenza dello Spirito di amore che parla in lui. Non solo. Gesù insegna anche che l’opera dello Spirito è per la vita delle persone, è per la vita degli uomini, è per la vita della Chiesa. Nell’Eucarestia, cui la moltiplicazione dei pani e dei pesci rimanda, si vive tutto questo. È nel Sacramento dell’Eucarestia che passano le medesime dinamiche. L’Eucarestia è operata dallo Spirito di Amore del Padre che, attraverso il Figlio e la sua presenza nelle specie eucaristiche, raggiunge ogni uomo che abbia il desiderio di credere.
Pietro percepisce la verità di questa parola, tanto che, alla domanda del Signore, risponde in modo molto netto e preciso: lontano da questa parola non c’è niente che possa assicurare all’uomo pace, benedizione, sicurezza.
Atti
Anche la pagina degli Atti ci mostra come lo Spirito dà vita. Lo Spirito dà vita al desiderio di fede di Cornelio che, pur provenendo da un ambiente pagano, ha un vivo desiderio nel cuore di conoscere Dio e di sapere ciò che è retto e ciò che non lo è. Cornelio ha una visione nella quale trova appagamento la sua sete di verità e il suo desiderio di essere pronto a fare tutto ciò che è possibile per avere una fede sempre più coinvolgente. Lo Spirito di Dio dà vita a questo desiderio del centurione ed anche darà corpo a questo desiderio che si realizzerà.
Lo Spirito dà vita anche alla preghiera di San Pietro, che, pur nella distrazione della fame, comprende che Dio gli sta rivelando qualcosa per sé e per il suo ministero. Così lo Spirito darà vita anche a quell’incontro che la provvidenza stessa mette a disposizione di Pietro, facendo così rendere santa ed utile la sua stessa azione apostolica.
Lo Spirito di Dio dà anche vita alla fede di chi si trova con Cornelio, come sentiremo domani: la fede non è solo di un singolo personaggio, ma di una piccola comunità che si trova nella sua casa.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Sulla scorta di queste letture possiamo anche comprendere e rileggere la situazione di fede di Gianna Beretta Molla. Potremmo dire che lo Spirito le ha permesso di conoscere e di comprendere le Scritture in un momento storico nel quale la Bibbia non era così studiata e letta. Lo Spirito ha dato vita al suo amore per la Chiesa, che ella ha sempre vissuto all’interno dell’Azione Cattolica. Lo Spirito ha dato vita anche alla sua professione, svolta sempre con il desiderio di curare le persone non solo dal punto di vista fisico, bensì da quello globale, generale e, quindi, anche della fede. Lo Spirito di amore è quello che ha permesso anche che Gianna vivesse una reale apertura alla vita, attraverso la maternità vissuta con dignità e con impegno. Vissuta fino alla fine, perché, come sappiamo, ella morì proprio mentre dava alla luce la sua ultima figlia. Una vita tutta piena di amore, una vita tutta sostenuta dallo Spirito di amore, una vita tutta piena delle cose dello Spirito. La fede personale, la vita comunitaria, la missione di Gianna sono state tutte sostenute dallo Spirito di Dio che, in lei, ha permesso doni così eccelsi. Gianna ha vissuto anche con incredibile dedizione ed impegno la professione medica, alimentandola proprio con i valori del Vangelo, così che la sua professione fu tutta un servizio alla vita e per il bene delle persone.
Dunque sia le Scritture che la personale testimonianza di Gianna Beretta Molla ci rendono edotti del fatto che è dallo Spirito di Dio che viene ogni bene. Invocare lo Spirito di amore perché renda anche le nostre parole e le nostre opere piene di amore è quanto dobbiamo fare per vivere pienamente questo giorno.