Settimana della 7 domenica di Pasqua – giovedì
La spiritualità di questo giorno
Quarto giorno della settimana che ci prepara a Pentecoste e, quindi, quarto dono da chiedere a Dio perché l’effusione dello Spirito ci rinnovi.
La Parola di questo giorno
LETTURA Ct 6, 1-2; 8, 13
Lettura del Cantico dei Cantici
Dov’è andato il tuo amato, tu che sei bellissima tra le donne? Dove ha diretto i suoi passi il tuo amato, perché lo cerchiamo con te? L’amato mio è sceso nel suo giardino fra le aiuole di balsamo, a pascolare nei giardini e a cogliere gigli. Tu che abiti nei giardini, i compagni ascoltano la tua voce: fammela sentire.
SALMO Sal 44 (45)
Tu sei il più bello tra i figli dell’uomo.
oppure
Alleluia, alleluia, alleluia.
Liete parole mi sgorgano dal cuore:
io proclamo al re il mio poema,
la mia lingua è come stilo di scriba veloce. R
Tu sei il più bello tra i figli dell’uomo,
sulle tue labbra è diffusa la grazia,
perciò Dio ti ha benedetto per sempre. R
Avanza trionfante.
Cavalca per la causa della verità,
della mitezza e della giustizia.
Dio, il tuo Dio, ti ha consacrato
con olio di letizia. R
EPISTOLA Rm 5, 1-5
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani
Fratelli, giustificati dunque per fede, noi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo. Per mezzo di lui abbiamo anche, mediante la fede, l’accesso a questa grazia nella quale ci troviamo e ci vantiamo, saldi nella speranza della gloria di Dio. E non solo: ci vantiamo anche nelle tribolazioni, sapendo che la tribolazione produce pazienza, la pazienza una virtù provata e la virtù provata la speranza. La speranza poi non delude, perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato.
VANGELO Gv 15, 18-21
Lettura del Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».
Vangelo
Il quarto dono da chiedere è la pazienza nelle tribolazioni. Il Vangelo è molto chiaro. Gesù, nel suo ministero, ha subito più volte l’ostilità della gente. Molte pagine ci dicono che tante persone avrebbero voluto uccidere Gesù, o che Gesù ha dovuto fuggire dai luoghi dove si trovava, per cercare in qualche modo di cavarsela. Gesù che ha sperimentato odio e persecuzione avverte anche i discepoli, i dodici, ma in fondo, i discepoli di tutti i tempi. Sarà possibile che anch’essi sperimentino la persecuzione, il dolore, la sofferenza a causa della fede. È per questo che Egli dona il suo Spirito, perché si possa sopportare l’odio, la persecuzione, la sofferenza. Gesù pone come modello sé stesso. Come Lui è stato capace di sopportare tutto fino alla morte di croce perché non era abbandonato dal Padre, così i discepoli perseguitati avranno l’occasione di vivere una particolare esperienza di forza e di assistenza dello Spirito Santo proprio nell’ora della massima persecuzione. Quello che agli occhi degli uomini è il trionfo della violenza contro la fede, per Dio è l’occasione di una straordinaria prova di amore.
Romani
San Paolo ha vissuto sulla sua pelle tutto questo. Anche a San Paolo non è stata risparmiata nessuna sofferenza. Anzi la sua predicazione è stata spesso avversata e il suo ministero, spesso, attaccato. San Paolo nelle sue lettere enumera tutte le volte in cui è stato accusato, arrestato, torturato. Non lo dice per vanto, non lo dice per mostrarsi un super uomo, un super credente. Ricorda questi fatti della sua vita per dire, anzitutto, che ha avuto una misura abbondante dello Spirito Santo. Proprio per questo egli si comporta da testimone della fede, per dire a tutti che è possibile affrontare qualsiasi difficoltà perché lo Spirito dona una forza che, umanamente, non sarebbe possibile avere. Questa forza è proprio uno dei doni primari dello Spirito di Dio, che permette di affrontare, in ogni tempo, qualsiasi forma di difficoltà, tentazioni, persecuzioni. È lo Spirito della fortezza, che si ottiene con la preghiera, a donare questo possibile risultato alla vita dell’uomo.
Cantico
Con le solite immagini difficili e lontane dal nostro modo di ragionare anche il Cantico ci ha detto che l’anima che si affida a Dio è come se fosse sempre immersa in un giardino nel quale si colgono i gigli. I gigli sono proprio il frutto della perseveranza, della resistenza nelle persecuzioni, nelle contrarietà della vita. L’anima che sta sempre presso Dio non si accorge di tutto questo. Per l’anima che si affida a Dio tutto è come se fosse un giardino fiorito. Qualsiasi valle desolata è cambiata in giardino rigoglioso proprio dalla forza dello Spirito.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Credo che la virtù della fortezza, come anche quella della costanza, non siano molto in voga ai nostri tempi. Anzi, mi pare proprio che oggi nessuno abbia a cuore il dono della fortezza. Tutti siamo un po’ sballottati da varie cose da una parte o dall’altra. Tutti siamo un po’ come immersi in mille cose che non ci danno quasi mai tregua. Essere forti e non soccombere sotto il peso di queste realtà, rimanere saldi e desti anche nelle cose della fede, non interessa poi a molti!
Ecco perché oggi chiedere il dono della fortezza, della resistenza nei momenti difficili, nelle persecuzioni che la vita può incontrare. Chiediamo questo dono perché ci è necessario; chiediamo questo dono per dare testimonianza che è possibile rimanere saldi anche quando le cose vanno male e sono avverse; chiediamo questo dono per dimostrare a tutti che lo Spirito di Dio, se crediamo, davvero ci sostiene in tutto.
Chiediamo anche oggi questo dono per intercessione di Maria. Anche lei, che è stata forte nei momenti difficili della sua esistenza, ci aiuterà a rimanere saldi nei nostri propositi e nelle nostre convinzioni, fino all’incontro con Cristo Risorto.