venerdì 22 maggio

Settimana della 7 domenica di Pasqua – venerdì

La spiritualità di questo giorno

Siamo ormai prossimi alla festa della Pentecoste e spero che tutti stiamo avvertendone l’importanza. Anche oggi ci lasciamo coinvolgere nelle Scritture per capire quale dono chiedere allo Spirito di Dio.

La Parola di questo giorno

LETTURA Ct 7, 13a-d. 14; 8, 10c-d
Lettura del Cantico dei Cantici
Di buon mattino andremo nelle vigne; vedremo se germoglia la vite, se le gemme si schiudono, se fioriscono i melograni. Le mandragore mandano profumo; alle nostre porte c’è ogni specie di frutti squisiti, freschi e secchi: amato mio, li ho conservati per te. Così io sono ai suoi occhi come colei che procura pace!

SALMO Sal 44 (45)

La figlia del re è tutta splendore.

oppure

Alleluia, alleluia, alleluia.

Ascolta, figlia, guarda, porgi l’orecchio:
dimentica il tuo popolo e la casa di tuo padre;
il re è invaghito della tua bellezza.
È lui il tuo signore: rendigli omaggio. R

Entra la figlia del re: è tutta splendore,
tessuto d’oro è il suo vestito.
È condotta al re in broccati preziosi;
dietro a lei le vergini, sue compagne,
a te sono presentate. R

Ai tuoi padri succederanno i tuoi figli;
li farai prìncipi di tutta la terra.
Il tuo nome voglio far ricordare per tutte le generazioni;
così i popoli ti loderanno in eterno, per sempre. R

EPISTOLA Rm 8, 24-27
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, nella speranza siamo stati salvati. Ora, ciò che si spera, se è visto, non è più oggetto di speranza; infatti, ciò che uno già vede, come potrebbe sperarlo? Ma, se speriamo quello che non vediamo, lo attendiamo con perseveranza. Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza; non sappiamo infatti come pregare in modo conveniente, ma lo Spirito stesso intercede con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa che cosa desidera lo Spirito, perché egli intercede per i santi secondo i disegni di Dio.

VANGELO Gv 16, 5-11
Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi. E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato».

Vangelo

L’ultimo dono da chiedere allo Spirito di Dio che stiamo per rinnovare nella sua discesa sulla Chiesa e in noi è il dono della speranza. Ne abbiamo parlato molto lo scorso anno, vivendo le varie manifestazioni del Giubileo della speranza. Il Vangelo di oggi, con una certa forza, ci ricorda ancora che la speranza contraddistingue il comportamento del cristiano. Non esiste un cristiano senza speranza. La disperazione non è un sentimento che il cristiano può conservare dentro di sé. Magari capitano cose che spengono la speranza. Magari anche il credente è immerso in realtà che non gli permettono di avere grandi slanci di speranza. Eppure il cristiano non si dispera mai. Non dispera mai perché può sempre contare sull’aiuto di Dio. Non si dispera mai perché il cristiano sa sempre bene come invocare quel nome benedetto di Dio da cui proviene ogni grazia, ogni pace e ogni bene. La speranza, dunque, è il compimento in noi di ogni opera dello Spirito di Dio.

Romani

Più volte abbiamo già riflettuto su questo brano di San Paolo che è una delle pagine più belle della lettera ai Romani. È stato anche il brano al centro del Giubileo che abbiamo vissuto con intensità e con vero trasporto del cuore. L’Apostolo ci insegna che è lo Spirito di Dio che “deposita” la speranza nei nostri cuori. Quando c’è questo sentimento depositato nel cuore, quando questa virtù trova albergo nell’anima dell’uomo, allora, davvero, non c’è niente che possa far disperare. Non c’è niente che possa distogliere l’uomo dal cercare di vivere quel cammino di fede che altro non è che il riconoscimento di quanto Dio ci ami. Proprio perché Dio ci ama, Egli deposita nel cuore dell’uomo il dono del suo Spirito. Proprio per questo motivo Dio non ci lascia mai soli, perché vuole che il nostro esempio sia anche fertile per altri e richiamo a quella vita eterna alla quale nessuno o quasi finge di pensare più.

Cantico

Il Cantico ci suggerisce di chiedere anche un altro dono connesso a questo: il dono della pace. La pace, che è simboleggiata anche dall’abbondanza dei frutti che lo Spirito e la sposa hanno a disposizione, è il dono che viene dallo Spirito di Dio. La pace del cuore, la pace dell’anima, la pace nella quale si sente sprofondata l’anima di chi invoca il Signore. Questo è il dono a cui sta pensando l’autore sacro. Anche noi cerchiamo di fare tutto questo. Anche noi cerchiamo di vivere con questa pace nel cuore i nostri giorni, certi che questo dono verrà depositato dentro di noi ogni volta che noi sapremo chiederlo a Dio.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Con questi due doni si chiude la novena della Pentecoste. Domani è giorno di vigilia. Celebreremo ugualmente la Messa del mattino, ma la vera Messa di domani è la solenne Messa vigiliare della sera, con la quale entreremo nel giorno di Pentecoste. Con questa solenne veglia capiremo di più come lo Spirito opera dentro di noi. Lasciamoci conquistare dalle Scritture di questi giorni e scopriremo la bellezza di questa festa.

Lasciamoci conquistare dalla loro guida: rinnoveremo in noi i doni di Dio.

Lasciamoci conquistare dalla pace del cuore, dalla pace dell’anima che è promessa a chi si affida a Dio. Forse è proprio di questo dono che abbiamo bisogno per avere poi possesso anche degli altri.

Anche oggi, mentre siamo proprio sul finire del mese di maggio, cerchiamo di invocare il nome santo e benedetto di Maria. Lei, che ha ricevuto questo dono con gli altri apostoli nel cenacolo, lo doni anche a noi con la sua preziosa intercessione. Allora sapremo come vivere la vita e dove dirigere la nostra Chiesa.

2026-05-14T18:45:59+02:00