sabato 06 giugno

Settimana della 1 domenica dopo Pentecoste – sabato

La spiritualità di questo giorno

Alla fine di questa settimana liturgica, leggiamo questi tre testi che sono tutti sulla purificazione rituale per la nascita di un bambino.

La Parola di questo giorno

LETTURA Lv 12, 1-8
Lettura del libro del Levitico

In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla agli Israeliti dicendo: “Se una donna sarà rimasta incinta e darà alla luce un maschio, sarà impura per sette giorni; sarà impura come nel tempo delle sue mestruazioni. L’ottavo giorno si circonciderà il prepuzio del bambino. Poi ella resterà ancora trentatré giorni a purificarsi dal suo sangue; non toccherà alcuna cosa santa e non entrerà nel santuario, finché non siano compiuti i giorni della sua purificazione. Ma se partorisce una femmina sarà impura due settimane come durante le sue mestruazioni; resterà sessantasei giorni a purificarsi del suo sangue. Quando i giorni della sua purificazione per un figlio o per una figlia saranno compiuti, porterà al sacerdote all’ingresso della tenda del convegno un agnello di un anno come olocausto e un colombo o una tortora in sacrificio per il peccato. Il sacerdote li offrirà davanti al Signore e farà il rito espiatorio per lei; ella sarà purificata dal flusso del suo sangue. Questa è la legge che riguarda la donna, quando partorisce un maschio o una femmina. Se non ha mezzi per offrire un agnello, prenderà due tortore o due colombi: uno per l’olocausto e l’altro per il sacrificio per il peccato. Il sacerdote compirà il rito espiatorio per lei ed ella sarà pura”».

SALMO Sal 94 (95)

Venite, adoriamo il Signore.

Entrate: prostràti, adoriamo,
in ginocchio davanti al Signore che ci ha fatti.
È lui il nostro Dio
e noi il popolo del suo pascolo,
il gregge che egli conduce. R

Se ascoltaste oggi la sua voce!
«Non indurite il cuore come a Merìba,
come nel giorno di Massa nel deserto,
dove mi tentarono i vostri padri:
mi misero alla prova
pur avendo visto le mie opere». R

Venite, cantiamo al Signore,
acclamiamo la roccia della nostra salvezza.
Accostiamoci a lui per rendergli grazie,
a lui acclamiamo con canti di gioia. R

EPISTOLA Gal 4, 1-5
Lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati

Fratelli, dico ancora: per tutto il tempo che l’erede è fanciullo, non è per nulla differente da uno schiavo, benché sia padrone di tutto, ma dipende da tutori e amministratori fino al termine prestabilito dal padre. Così anche noi, quando eravamo fanciulli, eravamo schiavi degli elementi del mondo. Ma quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l’adozione a figli.

VANGELO Lc 2, 22-32
Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Quando furono compiuti i giorni della loro purificazione rituale, secondo la legge di Mosè, portarono il bambino a Gerusalemme per presentarlo al Signore – come è scritto nella legge del Signore: «Ogni maschio primogenito sarà sacro al Signore» – e per offrire in sacrificio «una coppia di tortore o due giovani colombi», come prescrive la legge del Signore. Ora a Gerusalemme c’era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e pio, che aspettava la consolazione d’Israele, e lo Spirito Santo era su di lui. Lo Spirito Santo gli aveva preannunciato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Cristo del Signore. Mosso dallo Spirito, si recò al tempio e, mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per fare ciò che la Legge prescriveva a suo riguardo, anch’egli lo accolse tra le braccia e benedisse Dio, dicendo: «Ora puoi lasciare, o Signore, che il tuo servo vada in pace, secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli: luce per rivelarti alle genti e gloria del tuo popolo, Israele».

Levitico

Partiamo dal Levitico che ci ha ricordato la norma di Mosè, quella con la quale si prescriveva, con le differenze dei casi, cosa fare per ottenere di nuovo la purità rituale dopo la nascita di un bambino o di una bambina. Un modo per dire che la vita è sacra. Un modo per dire che tutto ciò che è legato alla trasmissione della vita è un po’ un mistero e, per questo, occorre ringraziare Dio per ogni vita che viene generata e per ogni vita che dona speranza all’uomo.

Vangelo

Il Vangelo ci ha mostrato come anche il Signore Gesù non si è sottratto a questa logica. Anche Maria e Giuseppe hanno vissuto quello che il Levitico prescriveva. Solo che, nella presentazione del Signore, non si vive solo quanto la legge prescrive, ma si ha anche questo incontro con Simeone ed Anna che parlano del Bambino e di quello che sarà di lui. Noi conosciamo molto bene questo episodio dal momento che, 40 giorni dopo il Natale, viviamo un’apposita festa dedicata a questo incontro di grazia nel tempio santo di Gerusalemme.

Galati

L’Epistola, piuttosto, ci ha ricordato che c’è anche una lettura spirituale di questi eventi. Noi tutti non troviamo grazia per il rispetto minuzioso delle norme della legge. Noi troviamo grazia nella fede che celebriamo in onore di Cristo. Noi troviamo grazia negli eventi della vita di Cristo che portano nella nostra anima quella benedizione di Dio che ci è necessaria non solo per vivere bene ma anche, ed anzi soprattutto, per santificarci. Noi abbiamo degli strumenti, come lo era la legge di Mosè, ma solo di strumenti si tratta. La grazia di Dio viene solo dalle realtà celesti alle quali noi tutti abbiamo accesso grazie a Cristo.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Può essere che anche noi siamo un po’ dubbiosi di fronte a testi del genere, può anche darsi che li capiamo poco, o che, addirittura, ci chiediamo se c’entrano poi qualcosa con noi, con il nostro modo di vivere, con il nostro modo di interpretare la fede. Credo che la domanda sia legittima, perché la distanza rispetto a queste prescrizioni della fede ebraica è davvero notevole. Credo però che ci siano due provocazioni per noi.

La prima: noi consideriamo ancora sacra la vita e lodiamo Dio per ogni volta che viene al mondo? Mi pare che nel contesto culturale odierno, non ci sia poi tanto rispetto e tanta riconoscenza per la vita, per la vita nascente ma anche per la vita dell’uomo in generale, tanto che facciamo di tutto per manipolare la vita, specie quando si tratta della vita nascente come pure, poi, non rispettiamo la vita dell’altro. Omicidi, guerre e molto altro ancora stanno proprio lì a ricordarci che non consideriamo sacra e intoccabile la vita di ogni uomo. Credo che le Scritture di oggi ci richiamino, anzitutto, questa verità e ci chiedano di fare di più per dire a tutti che, davvero, la vita è sacra, inviolabile, intoccabile.

Ecco la prima provocazione spirituale che vedrei forte per noi.

La seconda: anche noi abbiamo bisogno di mezzi, di strumenti, per dire, per comunicare tutto questo. La fede, in effetti, ce ne offre non pochi. Ecco allora il richiamo a valorizzare tutti gli strumenti che la fede mette a nostra disposizione per dire che tutto è nelle mani di Dio e che noi possiamo affermare, attraverso queste mediazioni, che Dio ci accompagna nelle diverse realtà della vita.

Chiediamo, dunque, queste due grazie al Signore e disponiamoci sempre a vivere nella fede gli eventi di salvezza che ci hanno rigenerato.

2026-05-29T15:19:16+02:00