Settimana della 2 domenica dopo Pentecoste – lunedì
La spiritualità di questo giorno
Tipica di questa seconda settimana dopo Pentecoste sarà la festa del Sacro Cuore e quella del Cuore Immacolato di Maria, alla quale siamo molto legati nella nostra comunità. Festeggeremo poi anche San Barnaba. Ovviamente negli altri giorni il lezionario sarà quello del tempo.
La Parola di questo giorno
LETTURA Es 12, 43-51
Lettura del libro dell’Esodo
In quei giorni. Il Signore disse a Mosè e ad Aronne: «Questo è il rito della Pasqua: nessuno straniero ne deve mangiare. Quanto a ogni schiavo acquistato con denaro, lo circonciderai e allora ne potrà mangiare. L’ospite e il mercenario non ne mangeranno. In una sola casa si mangerà: non ne porterai la carne fuori di casa; non ne spezzerete alcun osso. Tutta la comunità d’Israele la celebrerà. Se un forestiero soggiorna presso di te e vuol celebrare la Pasqua del Signore, sia circonciso ogni maschio della sua famiglia: allora potrà accostarsi per celebrarla e sarà come un nativo della terra. Ma non ne mangi nessuno che non sia circonciso. Vi sarà una sola legge per il nativo e per il forestiero che soggiorna in mezzo a voi». Tutti gli Israeliti fecero così; come il Signore aveva ordinato a Mosè e ad Aronne, in tal modo operarono. Proprio in quel giorno il Signore fece uscire gli Israeliti dalla terra d’Egitto, ordinati secondo le loro schiere.
SALMO Sal 77 (78)
Diremo alla generazione futura
le meraviglie del Signore.
Ciò che abbiamo udito e conosciuto
e i nostri padri ci hanno raccontato
non lo terremo nascosto ai nostri figli,
raccontando alla generazione futura
le azioni gloriose e potenti del Signore
e le meraviglie che egli ha compiuto. R
Ha stabilito un insegnamento in Giacobbe,
ha posto una legge in Israele,
che ha comandato ai nostri padri
di far conoscere ai loro figli,
perché la conosca la generazione futura,
i figli che nasceranno. R
Essi poi si alzeranno a raccontarlo ai loro figli,
perché ripongano in Dio la loro fiducia
e non dimentichino le opere di Dio,
ma custodiscano i suoi comandi. R
Cose meravigliose aveva fatto davanti ai loro padri
nel paese d’Egitto, nella regione di Tanis.
Divise il mare e li fece passare,
e fermò le acque come un argine.
Fece partire come pecore il suo popolo
e li condusse come greggi nel deserto. R
VANGELO Lc 5, 1-6
Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, il Signore Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da terra. Sedette e insegnava alle folle dalla barca. Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano.
Esodo
Le due letture di oggi ci mostrano due riflessioni molto diverse. Da un lato abbiamo le “leggi della Pasqua” secondo l’Esodo. Come abbiamo sentito sono leggi di grande chiusura. Può celebrare la Pasqua solo chi è ebreo. Se ci sono persone che desiderano celebrare la Pasqua con Israele, magari perché ne hanno scoperto ed apprezzato la fede, prima è necessario che diventino ebree. È un meccanismo di difesa. Notiamo soprattutto la chiusura, in una prima lettura, credo però che a tutti sia richiesto lo sforzo di capire il senso di protezione che proviene da questa Scrittura. Poiché la Pasqua è la realtà più sacra da vivere, poiché la Pasqua è la realtà più sacra da sperimentare, ecco che occorre difenderla. Non possiamo lasciare che la sua sacralità sia incustodita. Non è una realtà che possa essere data a tutti. Il pensiero di Israele è molto profondo e del tutto comprensibile. La difesa della fede nasce da cuori che tenevano molto a Dio e difendevano le realtà sacre da qualsiasi forma di profanazione, possesso, abuso.
Vangelo
Nel Vangelo c’è esattamente il contrario. Gesù si lascia trovare da tutti, tanto che, attorno a lui, c’è sempre molta folla. Non solo, sembra quasi che sia Gesù stesso ad amplificare la sua rivelazione, la sua presenza. Sembra quasi che sia Gesù stesso che cerca di mettere in moto ogni possibile richiamo perché ci sia ancora più gente che possa ascoltarlo, che possa udire la sua parola di salvezza. È un’apertura universale, che non conosce confini e alla quale tutti sono chiamati ad aprirsi.
L’invito poi espresso ai discepoli perché partano dopo una notte di lavoro ma senza esito, sembra suggerire che così sarà la missione della Chiesa: un continuo gettare le reti per trovare, un continuo rivolgersi all’uomo perché, in ogni tempo, in ogni luogo, l’uomo possa incontrare il mistero di Cristo.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Immediatamente ci ritroviamo con le parole del Vangelo e ci sentiamo distanti dalla prima lettura e da ciò che essa esprime.
Vorrei invitarvi però a riflettere. Se, ovviamente, è un bene che la missione sia universale e se, altrettanto ovviamente, tutti siamo chiamati a forme di annuncio che non escludano nessuno, penso sia anche giusto difendere le realtà della fede. Mi pare che, troppo spesso, oggi, ci siano persone che intendono “spadroneggiare” sulle cose sacre e sulla fede stessa e, non di rado, vedo segni di mancanza di rispetto per Dio e per le cose sacre che dicono cosa veramente uno ha nel cuore. L’affermarsi dello stile della pretesa, il non voler riconoscere la bellezza delle cose della fede e l’importanza dei gesti di fede, il pensare che tutto, in qualche modo, debba essere a completa disposizione di chi pretende di avere dei diritti, mi lascia perplesso. Se è vero che non dobbiamo essere comunità chiusa – e la Chiesa non può esserlo per la volontà stessa di Cristo – è però vero che dovremmo educarci ed educare a qualcosa di più di quello che già facciamo. Il rispetto per le cose della fede è già affermazione del proprio rispetto per Dio e espressione dell’apprezzamento e l’importanza della fede stessa.
Anche questo fa parte della missione dei cristiani. Se la nostra “pesca” vuole essere “miracolosa”, ovvero se vogliamo che la testimonianza dei credenti sia attrattiva e richiami anche altri all’appartenenza religiosa, abbiamo bisogno di educarci continuamente a questa forma di rispetto che deve essere unica. Se diamo rispetto a tante cose create dall’uomo, quanto più dovremmo darne a Dio?
Se circondiamo di onore tante cose che parlano delle abilità dell’uomo, quanto più dovremmo essere attenti a tutte le realtà che ci parlano di Dio?
Impariamo a rispettare le cose della fede. Insegniamo a rispettare le realtà della fede. Impareremo ed insegneremo a rispettare Dio e il suo mistero, prima vera forma di fede e di educazione religiosa, sempre, anche oggi.