Settimana della 3 domenica dopo Pentecoste – lunedì
La spiritualità di questo giorno
A parte la festa dei santi martiri Protaso e Gervaso non avremo altre feste di rilievo nella settimana entrante e, quindi, si potrà seguire il lezionario in toto. Le due Scritture di oggi vogliono rispondere alla domanda: come si fa a diventare santi?
La Parola di questo giorno
LETTURA Lv 19, 1-19a
Lettura del libro del Levitico
In quei giorni. Il Signore parlò a Mosè e disse: «Parla a tutta la comunità degli Israeliti dicendo loro: “Siate santi, perché io, il Signore, vostro Dio, sono santo. Ognuno di voi rispetti sua madre e suo padre; osservate i miei sabati. Io sono il Signore, vostro Dio. Non rivolgetevi agli idoli, e non fatevi divinità di metallo fuso. Io sono il Signore, vostro Dio. Quando immolerete al Signore una vittima in sacrificio di comunione, offritela in modo da essergli graditi. La si mangerà il giorno stesso che l’avrete immolata o il giorno dopo; ciò che avanzerà ancora al terzo giorno, lo brucerete nel fuoco. Se invece si mangiasse il terzo giorno, sarebbe avariata; il sacrificio non sarebbe gradito. Chiunque ne mangiasse, porterebbe la pena della sua colpa, perché profanerebbe ciò che è sacro al Signore. Quella persona sarebbe eliminata dal suo popolo. Quando mieterete la messe della vostra terra, non mieterete fino ai margini del campo, né raccoglierete ciò che resta da spigolare della messe; quanto alla tua vigna, non coglierai i racimoli e non raccoglierai gli acini caduti: li lascerai per il povero e per il forestiero. Io sono il Signore, vostro Dio. Non ruberete né userete inganno o menzogna a danno del prossimo. Non giurerete il falso servendovi del mio nome: profaneresti il nome del tuo Dio. Io sono il Signore. Non opprimerai il tuo prossimo, né lo spoglierai di ciò che è suo; non tratterrai il salario del bracciante al tuo servizio fino al mattino dopo. Non maledirai il sordo, né metterai inciampo davanti al cieco, ma temerai il tuo Dio. Io sono il Signore. Non commetterete ingiustizia in giudizio; non tratterai con parzialità il povero né userai preferenze verso il potente: giudicherai il tuo prossimo con giustizia. Non andrai in giro a spargere calunnie fra il tuo popolo né coopererai alla morte del tuo prossimo. Io sono il Signore. Non coverai nel tuo cuore odio contro il tuo fratello; rimprovera apertamente il tuo prossimo, così non ti caricherai di un peccato per lui. Non ti vendicherai e non serberai rancore contro i figli del tuo popolo, ma amerai il tuo prossimo come te stesso. Io sono il Signore. Osserverete le mie leggi”».
SALMO Sal 18 (19)
Le tue parole, Signore, sono spirito e vita.
La legge del Signore è perfetta,
rinfranca l’anima;
la testimonianza del Signore è stabile,
rende saggio il semplice. R
I precetti del Signore sono retti,
fanno gioire il cuore;
il comando del Signore è limpido,
illumina gli occhi. R
Il timore del Signore è puro,
rimane per sempre;
i giudizi del Signore sono fedeli,
sono tutti giusti.
Anche il tuo servo ne è illuminato,
per chi li osserva è grande il profitto. R
VANGELO Lc 6, 1-5
Lettura del Vangelo secondo Luca
Un sabato il Signore Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli coglievano e mangiavano le spighe, sfregandole con le mani. Alcuni farisei dissero: «Perché fate in giorno di sabato quello che non è lecito?». Gesù rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Come entrò nella casa di Dio, prese i pani dell’offerta, ne mangiò e ne diede ai suoi compagni, sebbene non sia lecito mangiarli se non ai soli sacerdoti?». E diceva loro: «Il Figlio dell’uomo è signore del sabato».
Levitico
La prima risposta è quella che viene dalla prima lettura ed è molto facilmente riassumibile in uno slogan: seguendo i comandamenti! L’Esodo, lo sappiamo, insiste molto sul tema della legge di Dio. Più volte la ripropone, non solo nella tavola dei comandamenti, che rimane come monito, ma anche con molti piccoli o grandi commenti o esemplificazioni che ci riportano, però, allo stesso tema. Dunque si diventa santi seguendo la legge di Dio. Nel commento di oggi ci sono due cose che mi colpiscono. La prima: si diventa santi per partecipazione alla santità di Dio. Dio solo è santo. Se l’uomo può avere qualche chance di santità è solo per partecipazione a questa realtà che è di Dio. “Siate santi perché io sono santo”, diceva il testo. La santità non è qualche cosa che si raggiunge a prezzo di sforzi, a prezzo di cammini difficili. La santità è una realtà che si raggiunge nel tempo e pian piano, come continuo esercizio di partecipazione alla stessa santità di Dio.
La seconda. Oltre ai singoli comandamenti che venivano ricordati, c’era un’insistenza grande sul richiamo ad essere attenti ai poveri e ai fragili. Lo abbiamo sentito nel richiamo all’attenzione per le vedove, per gli orfani, per i ciechi, o anche con il richiamo a non fare preferenze, agevolando la strada dei ricchi e rendendo più difficile quella dei poveri. Tutti richiami che, in una sola parola, si riducono al richiamo ad essere attenti ai poveri, ai fragili, agli indifesi. Si diventa santi così: partecipando al mistero di Dio e rimanendo attenti ai poveri.
Vangelo
Nel Vangelo c’è un secondo richiamo. Si diventa santi nella libertà dei figli di Dio che accende nel cuore degli uomini il desiderio stesso della santità che, poi, si mostra in molte forme come strada possibile e promettente. Agli occhi della gente i discepoli sembrano un gruppo di uomini che non rispettano più le leggi di Dio, le leggi di Mosè. Gesù risponde a questa obiezione richiamando la fondamentalità della legge di Dio, ma dentro il grande contesto della libertà che Dio dona ad ogni uomo. Come dire: non si diventa santi perché si rispettano minuziosamente prescrizioni e norme della fede. Queste sono date per essere di aiuto e non di peso al cammino dell’uomo. Si diventa santi guardando con amore e con libertà alla vita, alle realtà dell’esistenza, scoprendo in esse l’amore che Dio rivela e mettendo tutto sé stessi a disposizione di Dio che, solo, fa bene ogni cosa.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Noi tutti dovremmo essere molto interessati e anche molto attenti a questo tema. Diventare santi, infatti, non dovrebbe essere una strada che riteniamo privilegio per pochi ma dovrebbe essere, per tutti, il richiamo a vivere bene la propria identità battesimale, la propria vocazione battesimale. Credo che questa sia la centralità del richiamo delle Scritture di oggi. Poiché sei battezzato, sei candidato alla santità! Poiché sei battezzato, devi fare del richiamo alla santità un impegno per la tua vita. Ecco il cuore della meditazione di oggi.
Le Scritture ci hanno poi detto che si può diventare santi in tanti modi diversi, come, in effetti, noi vediamo nelle diverse vite dei santi, che sono tutte una diversa dall’altra! Che cosa hanno in comune le vite dei santi? Io credo proprio i richiami dell’Esodo e del Vangelo. Da un lato tutti i santi ci richiamano la comunione con Dio. Tutti i santi, sebbene in diverso modo, hanno cercato ed hanno vissuto la comunione con Dio come origine, come causa, come fondamento della loro stessa santità.
In secondo luogo il richiamo a vivere bene la libertà e a fare della propria libertà lo strumento per mettersi a servizio di Dio e dell’uomo, con l’attenzione ai più piccoli. Tutte le vie di santità passano per questi due cardini. Così che il nostro lavoro spirituale dovrebbe consistere solo nel chiederci come noi possiamo vivere questi due cardini, come noi possiamo renderli veri nella nostra esistenza, come noi possiamo renderli operativi.
Solo se seguiremo anche noi questi richiami diventeremo santi! Onorando così nel profondo e dal vivo la nostra vocazione battesimale.