Settimana della 3 domenica dopo Pentecoste – giovedì
La spiritualità di questo giorno
Un uomo che ha un compito unico e singolare. Insieme a uomini che hanno compiti unici e singolari.
La Parola di questo giorno
LETTURA Nm 27, 12-23
Lettura del libro dei Numeri
In quei giorni. Il Signore disse a Mosè: «Sali su questo monte degli Abarìm e contempla la terra che io do agli Israeliti. Quando l’avrai vista, anche tu sarai riunito ai tuoi padri, come fu riunito Aronne tuo fratello, perché vi siete ribellati contro il mio ordine nel deserto di Sin, quando la comunità si ribellò, e non avete manifestato la mia santità agli occhi loro, a proposito di quelle acque». Sono le acque di Merìba di Kades, nel deserto di Sin. Mosè disse al Signore: «Il Signore, il Dio della vita di ogni essere vivente, metta a capo di questa comunità un uomo che li preceda nell’uscire e nel tornare, li faccia uscire e li faccia tornare, perché la comunità del Signore non sia un gregge senza pastore». Il Signore disse a Mosè: «Prenditi Giosuè, figlio di Nun, uomo in cui è lo spirito; porrai la mano su di lui, lo farai comparire davanti al sacerdote Eleàzaro e davanti a tutta la comunità, gli darai i tuoi ordini sotto i loro occhi e porrai su di lui una parte della tua autorità, perché tutta la comunità degli Israeliti gli obbedisca. Egli si presenterà davanti al sacerdote Eleàzaro, che consulterà per lui il giudizio degli urìm davanti al Signore; egli e tutti gli Israeliti con lui e tutta la comunità usciranno all’ordine di Eleàzaro ed entreranno all’ordine suo». Mosè fece come il Signore gli aveva ordinato; prese Giosuè e lo fece comparire davanti al sacerdote Eleàzaro e davanti a tutta la comunità; pose su di lui le mani e gli diede i suoi ordini, come il Signore aveva detto per mezzo di Mosè.
SALMO Sal 105 (106)
Beati coloro che agiscono con giustizia.
Beati coloro che osservano il diritto
e agiscono con giustizia in ogni tempo.
Abbiamo peccato con i nostri padri,
delitti e malvagità abbiamo commesso.
I nostri padri, in Egitto,
non compresero le tue meraviglie. R
Divennero gelosi di Mosè nell’accampamento
e di Aronne, il consacrato del Signore.
Irritarono Dio anche alle acque di Merìba
e Mosè fu punito per causa loro:
poiché avevano amareggiato il suo spirito
ed egli aveva parlato senza riflettere. R
Salvaci, Signore Dio nostro,
radunaci dalle genti,
perché ringraziamo il tuo nome santo:
lodarti sarà la nostra gloria.
Benedetto il Signore, Dio d’Israele,
da sempre e per sempre. R
VANGELO Lc 6, 20a. 24-26
Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù, alzàti gli occhi verso i suoi discepoli, diceva: «Guai a voi, ricchi, perché avete già ricevuto la vostra consolazione. Guai a voi, che ora siete sazi, perché avrete fame. Guai a voi, che ora ridete, perché sarete nel dolore e piangerete. Guai, quando tutti gli uomini diranno bene di voi. Allo stesso modo infatti agivano i loro padri con i falsi profeti».
Numeri
L’uomo che ha un compito unico e singolare è per eccellenza Mosè. Ma a lui vengono associati dalla stessa Scrittura anche altri uomini che, in qualche modo, ne condividono il carisma. Primo di tutti Giosuè che ha il compito difficilissimo di succedere allo stesso Mosè. Al di là del compito storico mi piace moltissimo la preghiera di Mosè: “Il Signore metta a capo della comunità un uomo che preceda nell’uscire e nel tornare, perché la comunità del Signore non sia un gregge senza pastore”. L’idea che mi sembra davvero bella è proprio questa: Israele non deve essere come un gregge senza pastore. Ecco che nasce l’idea di pregare per un uomo che deve avere il compito difficilissimo di presiedere tutto il popolo. Non solo dal punto di vista politico, non è ancora questa la richiesta che Israele avvertirà solo in un altro momento. Piuttosto dal punto di vista religioso: occorre un uomo che permetta a tutto il popolo di seguire Dio e di non trasformarsi in un popolo senza pastore. Giosuè sarà la guida prescelta per il dopo Mosè. Dopo Giosuè altri: giudici, profeti, poi re… la storia della salvezza è tutta fatta da uomini e anche da donne che hanno permesso a questo popolo così straordinario di non essere un gregge senza pastore.
Vangelo
Se è vero che c’è un uomo straordinario che ha un compito singolare e che deve avere anche un’illuminazione particolare dal cielo, è vero che tutti gli uomini sono straordinari davanti a Dio e che tutti gli uomini, in qualche modo, beneficiano di quella guida straordinaria che è lo Spirito di Dio. Ecco il senso dei “guai” che seguono alle beatitudini. Soprattutto quell’ultimo guaio: “guai quando tutti diranno bene di voi”. Che cosa intende dire Gesù? Non è piuttosto vero che ciascuno ha diritto a godere di una buona fama? Il senso di queste parole è davvero straordinario e molto semplice: tutti, certo, hanno diritto ad una buona fama. Il credente, però, non cerca questo in primis; come scopo della sua esistenza ha qualcosa d’altro. Il credente cerca di piacere al Signore. Ed è così che anche l’uomo dalla vita più ordinaria, anche l’uomo dalla vita più normale, può compiere cose straordinarie per Dio, dal momento che ciascuno è un’anima unica, irripetibile, assolutamente singolare, il cui compito, per quanto piccolo, limitato e, al limite banale, non può essere svolto da nessun altro.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Anzitutto penso che ciascuno di noi, quest’oggi, deve mettersi al posto di questi uomini semplici, magari anche poveri, senza un compito speciale, singolare, straordinario, sapendo però che ogni anima è preziosa davanti a Dio. Direi che ripeterci che ciascuno di noi è un’anima straordinaria davanti a Dio ci aiuterà a capire come Dio guarda a ciascuno di noi e quanto è preziosa la nostra anima davanti a lui. Ecco perché vale la pena continuare a seguire la sua via, anche nelle difficoltà, anche nelle incertezze del cammino, anche nelle cose di ogni giorno.
In secondo luogo, cerchiamo di vedere la Chiesa come un popolo, un gregge che non è mai senza il suo pastore. Al di là di quello che pensiamo e oltre quello che viviamo noi personalmente, credo che tutti dobbiamo riconoscere che la Chiesa non è mai stata abbandonata. C’è sempre stato un pastore che si è preso cura di lei. I tempi lasciano spazio a giudizi diversi, ci sono state epoche differenti anche nella vita della Chiesa che segue sempre i tempi del mondo, ma è assolutamente vero che la Chiesa non è mai stata abbandonata. Anche nei momenti più difficili e bui, anche nelle vicende storiche più complesse e più compromesse, dobbiamo, alla fine, riconoscere che la Chiesa ha avuto una guida anche per quei tempi. Di questo occorre solo ringraziare il Signore e la sua provvidenza. In questa supplica credo sia bene mettere la Chiesa attuale, perché anche oggi ci siano sempre uomini di indubbio valore che la conducano e la guidino lì dove il Signore vuole e lì dove il Signore ha fissato la sua pienezza. Sia questa la grazia che, tutti insieme, chiediamo per questa Chiesa di cui ci sentiamo tutti figli.