venerdì 19 giugno

Settimana della 3 domenica dopo Pentecoste – venerdì 

La spiritualità di questo giorno

La festa dei santi Gervaso e Protaso è molto sentita dalla nostra diocesi. Il motivo è storico. Il ritrovamento dei santi martiri segnò una svolta nella vita di Ambrogio e nella vita della comunità ecclesiale da lui presieduta. La Chiesa di Milano era duramente provata dalle divisioni e dalle dinamiche di quel tempo. Il ritrovamento dei corpi dei santi martiri venne utilizzato da Ambrogio per compattare il suo gregge che, per un verso, risentiva ancora dell’eresia ariana. Da quel momento, come è anche testimone Sant’Agostino, tutto il popolo di Milano aderì con fervore alla proposta spirituale di Sant’Ambrogio che indicò, agli uomini del suo tempo, la via percorsa dai martiri come via di salvezza e anche come esempio per il presente.

Noi siamo figli di questa Chiesa che ha custodito e venerato questi martiri. Martiri i cui corpi, compreso quello poi di Ambrogio dopo la sua morte, vennero di nuovo “persi”, vennero interrati nei diversi lavori che, nel corso dei secoli, vennero effettuati nella basilica di Sant’Ambrogio. Solo nel 1871, e precisamente l’8 agosto, vennero riscoperti e, da allora, custoditi e venerati con una cura del tutto particolare. Ambrogio, che ha amato questi martiri e che ha desiderato “difensori di tale portata”, insegni anche a noi, oggi, a desiderare l’aiuto e la protezione di martiri di questo genere e di questa forza.

La Parola di questo giorno

LETTURA Sap 3, 1-8
Lettura del libro della Sapienza

Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio, nessun tormento li toccherà. Agli occhi degli stolti parve che morissero, la loro fine fu ritenuta una sciagura, la loro partenza da noi una rovina, ma essi sono nella pace. Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi, la loro speranza resta piena d’immortalità. In cambio di una breve pena riceveranno grandi benefici, perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé; li ha saggiati come oro nel crogiuolo e li ha graditi come l’offerta di un olocausto. Nel giorno del loro giudizio risplenderanno, come scintille nella stoppia correranno qua e là. Governeranno le nazioni, avranno potere sui popoli e il Signore regnerà per sempre su di loro.

SALMO Sal 112 (113)

I cieli narrano la gloria di Dio.

Lodate, servi del Signore,
lodate il nome del Signore.
Dal sorgere del sole al suo tramonto
sia lodato il nome del Signore. R

Su tutte le genti eccelso è il Signore,
più alta dei cieli è la sua gloria.
Chi è come il Signore, nostro Dio,
che siede nell’alto
e si china a guardare
sui cieli e sulla terra? R

Solleva dalla polvere il debole,
dall’immondizia rialza il povero,
per farlo sedere tra i prìncipi,
tra i prìncipi del suo popolo.
Fa abitare nella casa la sterile,
come madre gioiosa di figli. R

EPISTOLA Ef 2, 1-10
Lettera di san Paolo apostolo agli Efesini

Fratelli, voi eravate morti per le vostre colpe e i vostri peccati, nei quali un tempo viveste, alla maniera di questo mondo, seguendo il principe delle Potenze dell’aria, quello spirito che ora opera negli uomini ribelli. Anche tutti noi, come loro, un tempo siamo vissuti nelle nostre passioni carnali seguendo le voglie della carne e dei pensieri cattivi: eravamo per natura meritevoli d’ira, come gli altri. Ma Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete salvati. Con lui ci ha anche risuscitato e ci ha fatto sedere nei cieli, in Cristo Gesù, per mostrare nei secoli futuri la straordinaria ricchezza della sua grazia mediante la sua bontà verso di noi in Cristo Gesù. Per grazia infatti siete salvati mediante la fede; e ciò non viene da voi, ma è dono di Dio; né viene dalle opere, perché nessuno possa vantarsene. Siamo infatti opera sua, creati in Cristo Gesù per le opere buone, che Dio ha preparato perché in esse camminassimo.

VANGELO Lc 12, 1b-8
Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli: «Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze. Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui. Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri! Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio».

Vangelo

Comprendiamo così il Vangelo. La Chiesa ha avuto diverse stagioni di persecuzioni. Sono molteplici, forse innumerevoli, i cristiani che sono morti martiri. Tutti i secoli annoverano figure di santi che, attraverso il martirio, sono morti nella vita ma sono entrati nella gloria di Dio recando la palma del loro martirio. Gesù è stato molto chiaro a questo proposito. Ha detto fin da subito che ci sarebbero stati diversi martiri, ma anche esortato a non preoccuparsi. Se è vero che i martiri ci sono sempre, se è vero che ogni epoca conosce i suoi martiri, è anche vero che questo è un segno che Dio non abbandona mai la sua Chiesa in senso generale e i suoi fedeli in senso particolare. Il martire non è un uomo abbandonato da Dio che muore a causa della sopraffazione che altri uomini hanno su di lui. Il martire è un uomo o una donna che ha una vocazione del tutto particolare e che riceve una forza del tutto particolare da Dio. Il martire è un’anima chiamata a grandi cose, per le quali Dio non manca di mandare il suo aiuto dal cielo. Per tutti il martire è un richiamo alla saldezza della fede e anche alla bellezza della fede. Il martire è un uomo che dimostra che chi si affida a Dio nella persecuzione e nella morte, scopre la sua protezione e la sua costante vicinanza. Il martire di qualsiasi tempo ci parla di tutto questo.

Sapienza

Così anche il libro della Sapienza: “Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio”. È una frase che va nella stessa linea del Vangelo. Anche il Primo Testamento, dunque, ci assicura che Dio non abbandona nessuno e soprattutto coloro che giungono fino a questa meta unica ed eccelsa, ovvero il conformare la vita in tutto e per tutto a Cristo. Nel martire dobbiamo vedere questo: un’anima che è chiamata ad una conformità totale con Cristo

Per noi e per il nostro cammino di fede

La festa dei martiri in generale e la festa di questi santi martiri dovrebbero darci coraggio. Il coraggio che anche a noi è necessario per testimoniare la fede, il coraggio di non sentire mai la testimonianza di fede come un peso, come una realtà alla quale sottometterci. Piuttosto dovremmo chiedere anche noi al Signore la grazia di una particolare testimonianza della nostra fede che magari non porta al martirio di sangue, ma ci dona la grazia della coerenza. Credo che il mondo e la Chiesa abbiano bisogno di questo più che dei martiri di sangue! Se è vero che il sangue dei martiri diventa seme per nuovi cristiani, se è vero che il sangue dei martiri edifica la Chiesa, se è vero che c’è sempre bisogno della figura del martire, è altrettanto vero che, almeno nel nostro Occidente, c’è assoluto bisogno di coerenza, di serietà, di una testimonianza di fede che sia davvero unica, esemplare e singolare.

Chiediamo al Signore la grazia di essere noi coloro che, per coerenza, sanno essere apprezzati da tutti. Il Signore ci donerà forza in qualsiasi momento della vita perché la nostra testimonianza possa davvero essere fonte di nuova benedizione per tutta la Chiesa.

2026-06-11T14:26:50+02:00