Settimana della 4 domenica dopo Pentecoste – giovedì
La spiritualità di questo giorno
Dopo la festa della Natività di San Giovanni riprendiamo il corso delle letture proprie di questo tempo e guardiamo alla festa di San Pietro che ci sta davanti, iniziando a prepararci alla festa patronale di questa nostra Parrocchia.
La Parola di questo giorno
LETTURA Dt 15, 1-11
Lettura del libro del Deuteronomio
In quei giorni. Mosè disse: «Alla fine di ogni sette anni celebrerete la remissione. Ecco la norma di questa remissione: ogni creditore che detenga un pegno per un prestito fatto al suo prossimo, lascerà cadere il suo diritto: non lo esigerà dal suo prossimo, dal suo fratello, poiché è stata proclamata la remissione per il Signore. Potrai esigerlo dallo straniero; ma quanto al tuo diritto nei confronti di tuo fratello, lo lascerai cadere. Del resto non vi sarà alcun bisognoso in mezzo a voi; perché il Signore certo ti benedirà nella terra che il Signore, tuo Dio, ti dà in possesso ereditario, purché tu obbedisca fedelmente alla voce del Signore, tuo Dio, avendo cura di eseguire tutti questi comandi, che oggi ti do. Quando il Signore, tuo Dio, ti benedirà come ti ha promesso, tu farai prestiti a molte nazioni, ma non prenderai nulla in prestito. Dominerai molte nazioni, mentre esse non ti domineranno. Se vi sarà in mezzo a te qualche tuo fratello che sia bisognoso in una delle tue città nella terra che il Signore, tuo Dio, ti dà, non indurirai il tuo cuore e non chiuderai la mano davanti al tuo fratello bisognoso, ma gli aprirai la mano e gli presterai quanto occorre alla necessità in cui si trova. Bada bene che non ti entri in cuore questo pensiero iniquo: “È vicino il settimo anno, l’anno della remissione”; e il tuo occhio sia cattivo verso il tuo fratello bisognoso e tu non gli dia nulla: egli griderebbe al Signore contro di te e un peccato sarebbe su di te. Dagli generosamente e, mentre gli doni, il tuo cuore non si rattristi. Proprio per questo, infatti, il Signore, tuo Dio, ti benedirà in ogni lavoro e in ogni cosa a cui avrai messo mano. Poiché i bisognosi non mancheranno mai nella terra, allora io ti do questo comando e ti dico: “Apri generosamente la mano al tuo fratello povero e bisognoso nella tua terra”».
SALMO Sal 91 (92)
Il giusto fiorirà come palma.
È bello rendere grazie al Signore
e cantare al tuo nome, o Altissimo.
Perché mi dai gioia, Signore,
con le tue meraviglie,
esulto per l’opera delle tue mani. R
Come sono grandi le tue opere, Signore,
quanto profondi i tuoi pensieri!
L’uomo insensato non li conosce
e lo stolto non li capisce: R
se i malvagi spuntano come l’erba
e fioriscono tutti i malfattori,
è solo per la loro eterna rovina,
ma tu, o Signore, sei l’eccelso per sempre. R
Il giusto fiorirà come palma,
crescerà come cedro del Libano;
piantati nella casa del Signore,
fioriranno negli atri del nostro Dio. R
Nella vecchiaia daranno ancora frutti,
saranno verdi e rigogliosi,
per annunciare quanto è retto il Signore,
mia roccia: in lui non c’è malvagità. R
VANGELO Lc 7, 18-23
Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Giovanni fu informato dai suoi discepoli di tutte queste cose. Chiamati quindi due di loro, Giovanni li mandò a dire al Signore Gesù: «Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?». Venuti da lui, quegli uomini dissero: «Giovanni il Battista ci ha mandati da te per domandarti: “Sei tu colui che deve venire o dobbiamo aspettare un altro?”». In quello stesso momento Gesù guarì molti da malattie, da infermità, da spiriti cattivi e donò la vista a molti ciechi. Poi diede loro questa risposta: «Andate e riferite a Giovanni ciò che avete visto e udito: “I ciechi riacquistano la vista, gli zoppi camminano, i lebbrosi sono purificati, i sordi odono, i morti risuscitano, ai poveri è annunciata la buona notizia”. E beato è colui che non trova in me motivo di scandalo!».
Deuteronomio
L’anno sabbatico, l’anno della gratuità è una delle prescrizioni più importanti e anche più forti di Israele. Abbiamo sentito il profondo senso religioso e il profondo senso sociale di questa norma. Il senso religioso: tutto viene da Dio e tutto, in qualche modo, a Dio deve tornare. Poiché tutto viene da Dio è logico che a Dio sia restituito con gratuità. Ecco il senso della revisione della distribuzione delle terre, ecco il senso della libertà che deve essere proclamata, ecco il senso della fede che deve rinascere in tutti. Possiamo dire che il grande senso sociale che Israele sviluppa è dovuto al suo senso di fede. Maggiore è il desiderio di lodare Dio, maggiore deve essere l’attenzione all’uomo. Ecco il cuore di questa legislazione di Mosè.
Vangelo
Anche il Vangelo può essere riletto alla luce di questa prima parola. Gesù gratuitamente accosta persone malate che, con il suo potere di figlio di Dio e con la sua preghiera dall’intensità unica, risana. C’è un senso fortissimo di gratuità nell’azione del Signore, che intende restituire la salute all’uomo in segno di quella vicinanza di Dio che tutti sono invitati a riscoprire. Anche a Giovanni, che è in carcere, viene portata questa notizia, perché egli sia consolato e confortato da ciò che sente rispetto all’opera di Gesù. Anche Giovanni, con vivo senso di gratuità, aveva annunciato la presenza del Messia. Anche Giovanni, con vivo senso di solidarietà, aveva accostato coloro che si erano recati da lui nel deserto. Ecco perché, ora, con fortissima difficoltà, mentre è in carcere, ha bisogno che gli venga data la consolazione che viene dal sapere che il Messia sostiene il medesimo atteggiamento che lui ha avuto. Il conforto che viene a Giovanni è insegnamento per noi. Anche noi siamo chiamati ad agire per gratuità e con vivo senso di solidarietà con tutti gli uomini.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Il richiamo delle Scritture è molto bello proprio per noi. Anche noi, infatti, siamo chiamati a vivere con attenzione la vicinanza ad altri uomini, anche noi siamo invitati ad avere un occhio di benevolenza simile a quello del Signore e di Giovanni Battista. L’agire del cristiano deve essere azione gratuita, generosa, di profonda vicinanza e di condivisione con l’altro… tutte cose che sappiamo… tutte cose che condividiamo, ma poi le rispettiamo davvero? Siamo davvero in grado di viverle? Dobbiamo dirlo: non sempre. Come subito la legislazione di Mosè venne messa in crisi anche dagli uomini di quella generazione! Anche noi, nell’invito alla vicinanza, alla condivisione, scopriamo per un verso una luce che attrae, per altro verso un richiamo con il quale non vorremmo avere a che fare. Sappiamo affermare bene il senso della nostra proprietà e sappiamo affermare bene il senso del possesso delle cose. Siamo così attaccati alle cose che difficilmente riusciamo a liberarci da esse con senso di distacco vivo, profondo e reale. Il richiamo di oggi ci fa proprio bene in questo senso. Anche noi tutti siamo chiamati ed invitati a vivere bene il rapporto con le cose, perché possiamo scoprire in esso una dimensione di fede che, altrimenti, ci mancherebbe e le cose diventerebbero peso, o addirittura impedimento, per vivere una relazione con Dio forte, matura, adulta, libera.
Chiediamo, oggi, questa grazia al Signore, perché anche il nostro agire verso gli uomini sia gratuito e generoso.