mercoledì 22 luglio

Settimana della 8 domenica dopo Pentecoste – mercoledì 

La spiritualità di questo giorno

Iniziamo ad incontrare la prima grande santa di questa settimana: Maria Maddalena. Mi piace moltissimo, nella processione che i frati francescani vivono quotidianamente nel Santo Sepolcro, la stazione a lei dedicata. In canto, i frati ripetono questa antifona:

Pia Maria quaerit Jesum ad monumentum, Angelus paschale nuntiat gaudium, sed mox refulget Cristus, vivens Dominus et Magdalenae sese manifestat”, che tradotto significa: “La pia Maria cerca Gesù al sepolcro; l’angelo annuncia la gioia della Pasqua, ma subito Cristo, il Signore vivente, risplende e si rivela a Maddalena”. L’esperienza spirituale di Maria è tutta contenuta in queste poche parole, che traducono bene il Vangelo.

La Parola di questo giorno

LETTURA Ct 3, 2-5; 8, 6-7
Lettura del Cantico dei Cantici

Mi alzerò e farò il giro della città per le strade e per le piazze; voglio cercare l’amore dell’anima mia. L’ho cercato, ma non l’ho trovato. Mi hanno incontrata le guardie che fanno la ronda in città: «Avete visto l’amore dell’anima mia?». Da poco le avevo oltrepassate, quando trovai l’amore dell’anima mia. Lo strinsi forte e non lo lascerò, finché non l’abbia condotto nella casa di mia madre, nella stanza di colei che mi ha concepito. Io vi scongiuro, figlie di Gerusalemme, per le gazzelle o per le cerve dei campi: non destate, non scuotete dal sonno l’amore, finché non lo desideri. Mettimi come sigillo sul tuo cuore, come sigillo sul tuo braccio; perché forte come la morte è l’amore, tenace come il regno dei morti è la passione: le sue vampe sono vampe di fuoco, una fiamma divina! Le grandi acque non possono spegnere l’amore né i fiumi travolgerlo. Se uno desse tutte le ricchezze della sua casa in cambio dell’amore, non ne avrebbe che disprezzo.

SALMO Sal 62 (63)

Ha sete di te, Signore, l’anima mia.

O Dio, tu sei il mio Dio,
dall’aurora io ti cerco,
ha sete di te l’anima mia,
desidera te la mia carne
in terra arida, assetata, senz’acqua. R

Poiché il tuo amore vale più della vita,
le mie labbra canteranno la tua lode.
Così ti benedirò per tutta la vita:
nel tuo nome alzerò le mie mani. R

Penso a te nelle veglie notturne,
a te che sei stato il mio aiuto,
esulto di gioia all’ombra delle tue ali.
A te si stringe l’anima mia:
la tua destra mi sostiene. R

EPISTOLA Rm 7, 1-6
Lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Forse ignorate, fratelli – parlo a gente che conosce la legge – che la legge ha potere sull’uomo solo per il tempo in cui egli vive? La donna sposata, infatti, per legge è legata al marito finché egli vive; ma se il marito muore, è liberata dalla legge che la lega al marito. Ella sarà dunque considerata adultera se passa a un altro uomo mentre il marito vive; ma se il marito muore ella è libera dalla legge, tanto che non è più adultera se passa a un altro uomo. Alla stessa maniera, fratelli miei, anche voi, mediante il corpo di Cristo, siete stati messi a morte quanto alla Legge per appartenere a un altro, cioè a colui che fu risuscitato dai morti, affinché noi portiamo frutti per Dio. Quando infatti eravamo nella debolezza della carne, le passioni peccaminose, stimolate dalla Legge, si scatenavano nelle nostre membra al fine di portare frutti per la morte. Ora invece, morti a ciò che ci teneva prigionieri, siamo stati liberati dalla Legge per opera di Gesù Cristo nostro Signore.

VANGELO Gv 20, 1. 11-18
Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Il primo giorno della settimana, Maria di Màgdala si recò al sepolcro di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Maria stava all’esterno, vicino al sepolcro, e piangeva. Mentre piangeva, si chinò verso il sepolcro e vide due angeli in bianche vesti, seduti l’uno dalla parte del capo e l’altro dei piedi, dove era stato posto il corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?». Rispose loro: «Hanno portato via il mio Signore e non so dove l’hanno posto». Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù, in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. Le disse Gesù: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?». Ella, pensando che fosse il custode del giardino, gli disse: «Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove l’hai posto e io andrò a prenderlo». Gesù le disse: «Maria!». Ella si voltò e gli disse in ebraico: «Rabbunì!» – che significa: «Maestro!» –. Gesù le disse: «Non mi trattenere, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”». Maria di Màgdala andò ad annunciare ai discepoli: «Ho visto il Signore!» e ciò che le aveva detto.

Cantico

Vangelo e antifona possono essere ben comprese alla luce della lettura del Cantico dei Cantici. Abbiamo sentito una grande verità espressa nel finale della lettura: “Le grandi acque non possono spegnere l’amore, né i fiumi travolgerlo”. Probabilmente questa è anche una delle frasi più note del Cantico in generale. Normalmente essa viene letta nel contesto sponsale, per dire che l’amore umano che lega un uomo ad una donna dovrebbe sempre essere così. In questo contesto la frase ha però un altro significato. Qui si sta parlando dell’amore che lega Maria Maddalena a Cristo. Amore fatto di riconoscenza, amore che nasce dall’attenzione alla sua parola e dalla sequela che Maria Maddalena ha vissuto per molti giorni della sua vita. Maria ha vissuto così la sua relazione con Cristo: con amore. Quell’amore libero e spontaneo che nemmeno ciò che accadde nei giorni della passione ha potuto spegnere.

Vangelo

Nel Vangelo troviamo tutta l’espressione di questo amore. Quell’amore che non si è fermato nemmeno negli eventi della passione e che ha portato la Maddalena sotto la Croce, quell’amore che non l’ha distolta nemmeno per un solo istante dalla presenza nel cenacolo, quell’amore che l’ha portata ad uscire per prima dalla casa nel mattino di Pasqua per raggiungere il sepolcro, è l’amore che viene “premiato” per così dire dalla prima apparizione del risorto. Potremmo anche dire così: poiché Maria Maddalena non ha mai smesso di custodire nel suo cuore la presenza del Signore, ecco che ha meritato di vedere, per prima, il Signore risorto. Cristo, il Signore vivente, abbiamo letto nell’antifona, si manifesta a Maddalena. A lei che cercava il corpo di un morto, si manifesta la vita. A lei che cercava il corpo martoriato del Signore, si manifesta il Cristo vivente. Il Vangelo insegna così che chi cerca Cristo è sempre in contatto con la vita. Anche quando tutto sembra essere finito, anche quando tutto sembra essere terminato e la morte sembra avere calato il sipario su tutto, l’amore che sa resistere incontra nuovamente la vita.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Quante volte, umanamente, viviamo testimonianze di questo genere! In quante case si manifesta questo amore che non viene cancellato da nulla, nemmeno dalla morte. Mi vengono in mente moltissime persone che hanno accudito con amore un loro caro nell’ora della malattia e della morte. Effettivamente tutto l’amore che viene messo in quest’opera, torna ad essere fonte di vita. Vita e consolazione per chi lo riceve. Vita attiva per tutti coloro che compiono atti di questo genere. Vita nei ricordi e nelle memorie, dopo che qualcuno di particolarmente caro se ne è andato. Tutto verissimo. Ma la fede è oltre. È oltre queste esperienze, che, pure, sono buone, vere, significative. La fede ci ricorda che qualsiasi atto di amore torna a donare vita a chi lo compie. Qualsiasi atto di amore fatto nel nome del Signore, fa sperimentare con lui una comunione reale che si rivela piena di vita. Quante anime sante hanno vissuto la loro relazione di fede con Dio così, con amore. Quante anime sante ci dicono che la fede è questo. È un sentirsi chiamati, è un mettersi dentro un’opera di amore, è un lasciarsi conquistare da un amante particolare che chiede, a sua volta, di compiere continui e costanti piccoli atti di amore. La fede è questo, è risposta di amore ad un Amore che ci precede. La fede è risposta di amore, ad un amore più grande. La Maddalena ci insegna questo. Noi faremo bene a cercare di rispondere con amore a questa Parola di Dio, cercando di fare davvero in modo che qualsiasi nostro atto di fede sia espressione di un amore che si rinnova. Solo così, un giorno, potremo anche noi meritare di avere quella manifestazione di Cristo vivo che rende veri tutti gli altri atti della vita. Solo così anche noi, un giorno, saremo immersi in quella vita che non muore nella quale è già presente e dalla quale intercede per noi Maria Maddalena.

2026-07-17T08:25:41+02:00