venerdì 14 agosto

Settimana della 11 domenica dopo Pentecoste – venerdì 

La spiritualità di questo giorno

La memoria di San Simpliciano viene celebrata questa mattina nelle chiese ambrosiane. Da stasera ci introdurremo nel mistero dell’Assunzione della Beata Vergine Maria al cielo in anima e corpo. San Simpliciano è per un verso il grande maestro di fede che ha aiutato anche Sant’Agostino a pervenire alla fede, per altro verso è il pastore che ha raccolto e portato avanti l’eredità lasciata da Ambrogio. Le due Scritture di oggi ci chiedono di saperci affidare alla provvidenza di Dio.

La Parola di questo giorno

LETTURA 2Cr 36, 5-12. 17
Lettura del secondo libro delle Cronache

In quei giorni. Quando divenne re, Ioiakìm aveva venticinque anni; regnò undici anni a Gerusalemme. Fece ciò che è male agli occhi del Signore, suo Dio. Contro di lui salì Nabucodònosor, re di Babilonia, che lo legò con catene di bronzo per deportarlo a Babilonia. Nabucodònosor portò a Babilonia parte degli oggetti del tempio del Signore, che depose a Babilonia nella sua reggia. Le altre gesta di Ioiakìm, gli abomini da lui commessi e ciò che risulta a suo carico, sono descritti nel libro dei re d’Israele e di Giuda. Al suo posto divenne re suo figlio Ioiachìn. Quando divenne re, Ioiachìn aveva diciotto anni; regnò tre mesi e dieci giorni a Gerusalemme. Fece ciò che è male agli occhi del Signore. All’inizio del nuovo anno il re Nabucodònosor mandò a prenderlo per deportarlo a Babilonia con gli oggetti più preziosi del tempio del Signore. Egli nominò re su Giuda e Gerusalemme suo fratello Sedecìa. Quando divenne re, Sedecìa aveva ventun anni; regnò undici anni a Gerusalemme. Fece ciò che è male agli occhi del Signore, suo Dio. Non si umiliò davanti al profeta Geremia, che gli parlava in nome del Signore. Allora il Signore fece salire contro di loro il re dei Caldei, che uccise di spada i loro uomini migliori nel santuario, senza pietà per i giovani, per le fanciulle, per i vecchi e i decrepiti. Il Signore consegnò ogni cosa nelle sue mani.

SALMO Sal 78 (79)

Salvaci, Signore, per la gloria del tuo nome.

O Dio, nella tua eredità sono entrate le genti:
hanno profanato il tuo santo tempio,
hanno ridotto Gerusalemme in macerie.
Hanno abbandonato i cadaveri dei tuoi servi
in pasto agli uccelli del cielo,
la carne dei tuoi fedeli agli animali selvatici. R

Hanno versato il loro sangue come acqua
intorno a Gerusalemme e nessuno seppelliva.
Siamo divenuti il disprezzo dei nostri vicini,
lo scherno e la derisione di chi ci sta intorno. R

Fino a quando sarai adirato, Signore: per sempre?
Arderà come fuoco la tua gelosia?
Non imputare a noi le colpe dei nostri antenati:
presto ci venga incontro la tua misericordia,
perché siamo così poveri! R

Aiutaci, o Dio, nostra salvezza,
per la gloria del tuo nome;
liberaci e perdona i nostri peccati
a motivo del tuo nome. R

VANGELO Lc 12, 22-26
Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Per questo io vi dico: non preoccupatevi per la vita, di quello che mangerete; né per il corpo, di quello che indosserete. La vita infatti vale più del cibo e il corpo più del vestito. Guardate i corvi: non séminano e non mietono, non hanno dispensa né granaio, eppure Dio li nutre. Quanto più degli uccelli valete voi! Chi di voi, per quanto si preoccupi, può allungare anche di poco la propria vita? Se non potete fare neppure così poco, perché vi preoccupate per il resto?».

Cronache

Oggi il testo delle Cronache ci ha messo di fronte ai re minori di Israele. C’era un ritornello che si ripeteva per ciascuno di essi: “Fece ciò che è male agli occhi del Signore”. Come dire: tutti questi re furono chiamati al governo, ma nessuno di essi né aveva fede né si preoccupò del popolo di Dio che avrebbe dovuto pascere come un gregge. Il ritornello dice, dunque, il disinteresse per le sorti di un popolo che era dato a nome di Dio. Dunque siamo di fronte ad una serie di politici inconsistenti, ma anche di uomini poco sapienti. Ecco il perché di un giudizio così forte e così diretto.

Vangelo

Il Vangelo, d’altra parte, ci invita a fidarci della provvidenza. È molto nota questa predicazione del Signore che invita a considerare non solo come Dio non si disinteressa mai degli uomini, ma anche a capire che in tutti i tempi, anche in quelli più difficili, anche in quelli più calamitosi, Dio non smette di prendersi cura di coloro che ha chiamato all’esistenza. L’invito a guardare, a considerare, a discernere. Insomma, a non fermarsi alla superficialità delle cose, ma a scendere nel profondo della storia.

Per noi e per il nostro cammino di fede

Anche noi tutti ci lamentiamo dei politici! A volte, credo, a torto, perché ci sfuggono i contorni delle decisioni e delle questioni di cui parliamo. Altre volte a ragione, perché è vero che siamo di fronte ad una classe politica che non brilla per maturità, integrità, desiderio di servire il bene comune. Se questo è del tutto normale nelle nostre esperienze, dovremmo però anche accedere a questo contenuto di fede, che ci ha ricordato che Dio è comunque presente nel suo popolo e in tutti i popoli, nella storia del mondo nel senso più generale. Questa presenza di Dio nella storia del mondo si compone anche con la storia personale di ciascuno di noi. Ecco perché saper vedere all’opera la provvidenza di Dio nelle piccole e ordinarie cose della vita, diventa occasione per comprendere che Dio è presente anche nella grande storia del mondo, quella che ci riguarda come uomini. Le due cose sono molto legate insieme tra di loro. Forse, per vivere bene questo giorno, occorrerebbe fermarsi e chiederci: come vedo la provvidenza di Dio agire in me? In che senso essa agisce nella mia storia? Come vedo la presenza di Dio nei miei giorni? Solo scrutando ciò che di bene c’è, solo capendo come Dio si è già preso cura di noi con la sua provvidenza, potremo capire che Dio fa così con ogni uomo, senza lasciare solo o indietro nessuno. Chiediamo questa grazia al Signore mentre ci prepariamo a festeggiare l’Assunzione della Beata Vergine Maria.

2026-08-06T15:50:04+02:00