Martedì 01 agosto

Settimana della 9 domenica dopo Pentecoste – martedì  

La Parola di questo giorno

LETTURA 2Sam 6, 1-15
Lettura del secondo libro di Samuele

In quei giorni. Davide reclutò di nuovo tutti gli uomini scelti d’Israele, in numero di trentamila. Poi si alzò e partì con tutta la sua gente da Baalà di Giuda, per far salire di là l’arca di Dio, sulla quale si proclama il nome del Signore degli eserciti, che siede sui cherubini. Posero l’arca di Dio sopra un carro nuovo e la tolsero dalla casa di Abinadàb che era sul colle; Uzzà e Achio, figli di Abinadàb, conducevano il carro nuovo. Mentre conducevano il carro con l’arca di Dio dalla casa di Abinadàb, che stava sul colle, Achio precedeva l’arca. Davide e tutta la casa d’Israele danzavano davanti al Signore con tutte le forze, con canti e con cetre, arpe, tamburelli, sistri e cimbali. Giunti all’aia di Nacon, Uzzà stese la mano verso l’arca di Dio e la sostenne, perché i buoi vacillavano. L’ira del Signore si accese contro Uzzà; Dio lo percosse per la sua negligenza ed egli morì sul posto, presso l’arca di Dio. Davide si rattristò per il fatto che il Signore aveva aperto una breccia contro Uzzà; quel luogo fu chiamato Peres-Uzzà fino ad oggi. Davide in quel giorno ebbe timore del Signore e disse: «Come potrà venire da me l’arca del Signore?». Davide non volle trasferire l’arca del Signore presso di sé nella Città di Davide, ma la fece dirottare in casa di Obed-Edom di Gat. L’arca del Signore rimase tre mesi nella casa di Obed-Edom di Gae il Signore benedisse Obed-Edom e tutta la sua casa. Ma poi fu detto al re Davide: «Il Signore ha benedetto la casa di Obed-Edom e quanto gli appartiene, a causa dell’arca di Dio». Allora Davide andò e fece salire l’arca di Dio dalla casa di Obed-Edom alla Città di Davide, con gioia. Quando quelli che portavano l’arca del Signore ebbero fatto sei passi, egli immolò un giovenco e un ariete grasso. Davide danzava con tutte le forze davanti al Signore. Davide era cinto di un efod di lino. Così Davide e tutta la casa d’Israele facevano salire l’arca del Signore con grida e al suono del corno.

SALMO Sal 131 (132)

Il Signore ha scelto Sion per sua dimora.

Ricòrdati, Signore, di Davide,
di tutte le sue fatiche,
quando giurò al Signore,
al Potente di Giacobbe fece voto: R

«Non entrerò nella tenda in cui abito,
non mi stenderò sul letto del mio riposo,
finché non avrò trovato un luogo per il Signore,
una dimora per il Potente di Giacobbe». R

Sorgi, Signore, verso il luogo del tuo riposo,
tu e l’arca della tua potenza.
I tuoi sacerdoti si rivestano di giustizia
ed esultino i tuoi fedeli. R

VANGELO Lc 11, 5-8
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: “Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli”, e se quello dall’interno gli risponde: “Non m’importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani”, vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono».

La scrittura

Mentre inizia questo giorno che è dedicato al perdono di Assisi, troviamo queste parole bellissime nel Vangelo, parole che ci ricordano, proprio ancora memori di quello che abbiamo detto e vissuto nell’anno della preghiera, che Dio ama la preghiera insistente.

Lo dice questa piccola parabola. Tutti sappiamo che la casa al tempo del Signore, nella maggior parte dei casi, consisteva di un unico locale. In famiglia, quando ci si coricava, ci si coricava tutti insieme, e così pure ci si svegliava tutti alla medesima ora. Non sarebbe stato assolutamente possibile fare diversamente. Aprire ad un amico bisognoso nel cuore della notte comportava questa operazione piuttosto macchinosa: significava davvero “buttare tutti giù dal letto”, per donare quanto si poteva. Questo è quello che ottiene il protagonista della parabola “per la sua insistenza”, diceva il testo. Concetto sul quale il Signore è tornato più volte, come ricordiamo in altre pagine del Vangelo.

Di questo era simbolo anche la prima pagina che abbiamo ascoltato. Anche la preghiera di Davide è stata una preghiera insistente. Davide non ha paura di farsi vedere come uomo di fede, anzi, dimentica perfino di curare la propria immagine per mettere tutto sé stesso nella preghiera, come era uso di quel tempo. Davide è un uomo del Primo Testamento che vive già quello che il Signore insegnerà. La sua preghiera è costante nel tempo e, per questo, ha ottenuto tutti quei doni di grazia e di misericordia che la sua vita ci ricorda e ci narra.

Così i due testi biblici ci ricordano che la preghiera insistente ha sempre la sua efficacia. Perché? Perché è raccomandata la preghiera insistente? Perché nell’insistenza noi impariamo davvero a rimetterci nelle mani di Dio. La preghiera insistente è come una professione di fede che noi facciamo nei confronti di Dio. Noi continuiamo a dire a Dio che non ce la facciamo da soli, che non riusciamo ad avere quei risultati di cui abbiamo bisogno. La preghiera insistente non serve a Dio, serve a noi per prendere consapevolezza della nostra miseria, della nostra pochezza. È quando questo avviene che il Signore dona quello di cui abbiamo bisogno. Dio non ama essere pregato per farci un favore! Ci mancherebbe altro! L’insistenza educa il nostro cuore ad una supplica che sia veramente tale, ad una preghiera che sia davvero un consegnarsi nelle mani di Dio e non una superficiale richiesta di qualcosa senza metterci né il cuore né l’anima. Ecco perché la preghiera fatta con insistenza è particolarmente efficace! Educando il nostro cuore ci insegna a rimetterci nelle mani di Dio per quello che siamo.

Un ringraziamento

Oggi direi di ringraziare il Signore per questo insegnamento, che magari conoscevamo già e che, tuttavia, è davvero bello riascoltare. Ricordiamoci sempre che la preghiera educa il nostro cuore, ovvero educa tutta la nostra vita.

Una richiesta

Nella preghiera di richiesta, oggi, direi di mettere una intenzione penitenziale. Come ho detto oggi inizia il giorno del perdono di Assisi e noi tutti abbiamo sempre bisogno di chiedere a Dio il perdono dei nostri peccati. Questa preghiera deve essere fatta con particolare insistenza, perché tutti abbiamo sempre bisogno di essere liberati dal male che è dentro di noi. Ecco perché consiglio di vivere questa sosta penitenziale nell’estate. Magari chi è in vacanza potrebbe utilizzare uno dei tanti luoghi di preghiera che, nei posti di villeggiatura, sono a disposizione in questo giorno per le confessioni e per la misericordia di Dio. Chiediamo al Signore, con forza, con insistenza, di perdonare il nostro peccato. Dio, che vede sempre nel cuore delle persone, leggerà anche il nostro desiderio e ci donerà quanto noi chiediamo per la nostra insistenza.

Invito alla preghiera

Oggi viviamo davvero un esame di coscienza serio, che sappia fare luce nella nostra vita e nella nostra coscienza.

2023-07-28T21:34:08+02:00