Venerdì 01 settembre

Settimana della domenica che precede il martirio – venerdì 

La Parola di questo giorno

LETTURA 2Mac 12, 38-45
Lettura del secondo libro dei Maccabei

In quei giorni. Giuda radunò l’esercito e venne alla città di Odollàm; poiché stava per iniziare il settimo giorno, si purificarono secondo l’uso e vi passarono il sabato. Il giorno dopo, quando ormai la cosa era diventata necessaria, gli uomini di Giuda andarono a raccogliere i cadaveri dei caduti per deporli con i loro parenti nei sepolcri dei loro padri. Ma trovarono sotto la tunica di ciascun morto oggetti sacri agli idoli di Iàmnia, che la legge proibisce ai Giudei. Così fu a tutti chiaro il motivo per cui costoro erano caduti. Perciò tutti, benedicendo Dio, giusto giudice che rende palesi le cose occulte, si misero a pregare, supplicando che il peccato commesso fosse pienamente perdonato. Il nobile Giuda esortò tutti a conservarsi senza peccati, avendo visto con i propri occhi quanto era avvenuto a causa del peccato di quelli che erano caduti. Poi fatta una colletta, con tanto a testa, per circa duemila dracme d’argento, le inviò a Gerusalemme perché fosse offerto un sacrificio per il peccato, compiendo così un’azione molto buona e nobile, suggerita dal pensiero della risurrezione. Perché, se non avesse avuto ferma fiducia che i caduti sarebbero risuscitati, sarebbe stato superfluo e vano pregare per i morti. Ma se egli pensava alla magnifica ricompensa riservata a coloro che si addormentano nella morte con sentimenti di pietà, la sua considerazione era santa e devota. Perciò egli fece offrire il sacrificio espiatorio per i morti, perché fossero assolti dal peccato.

SALMO Sal 102 (103)

Misericordioso e pietoso è il Signore.

Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia. R

Quanto il cielo è alto sulla terra,
così la sua misericordia è potente su quelli che lo temono;
quanto dista l’oriente dall’occidente,
così egli allontana da noi le nostre colpe.
Come è tenero un padre verso i figli,
così il Signore è tenero verso quelli che lo temono. R

Perché egli sa bene di che siamo plasmati,
ricorda che noi siamo polvere.
Ma l’amore del Signore è da sempre,
per sempre su quelli che lo temono,
e la sua giustizia per i figli dei figli. R

Benedite il Signore, voi tutte opere sue,
in tutti i luoghi del suo dominio.
Benedici il Signore, anima mia. R

VANGELO Gv 1, 35-42
✠ Lettura del Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo. Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo sul Signore Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: «Che cosa cercate?». Gli risposero: «Rabbì – che, tradotto, significa Maestro –, dove dimori?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia» – che si traduce Cristo – e lo condusse da Gesù. Fissando lo sguardo su di lui, Gesù disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefa» – che significa Pietro.

La scrittura

In questo ultimo giorno di lettura dei Maccabei leggiamo questa pagina che è tutta uno splendore circa il rispetto e il culto dei morti.

Il rispetto. Abbiamo sentito che Giuda Maccabeo, il “capo” dei Maccabei, fa raccogliere i corpi di coloro che sono stati uccisi nella città santa per dare loro degna sepoltura. Indica di compiere questo gesto mentre si è all’oscuro della verità che verrà scoperta, ovvero che tutti i caduti erano gente che aveva adorato gli idoli e che, quindi aveva perso la fede. Scoperta questa verità, non solo egli fa continuare l’operazione, ma impone un’autotassazione tra i suoi perché, per essi, venga offerto il sacrificio di espiazione.

Ecco allora il culto per i morti. Nella certezza della loro risurrezione, anche di coloro che non hanno vissuto secondo i piani di Dio, anche di coloro che hanno adorato gli idoli, Giuda Maccabeo fa celebrare la preghiera solenne, perché Dio abbia pietà di loro.

Le due cose insieme, con un bellissimo richiamo al vero culto dei morti, che è quello che richiede a Dio una pietà fortissima per tutti coloro che si affidano al suo mistero, per tutti coloro che tornano a lui, perché ottengano misericordia e perdono.

Quella che ci è stata donata è una pagina splendida di pietà e di fede e un richiamo fortissimo alla nostra pietà.

Un ringraziamento

Direi che oggi tutti dobbiamo ringraziare Dio per la chiarezza di questa pagina e del suo insegnamento. Anche a noi è chiesto di avere sempre molto rispetto dei morti, per coloro che lo meritano, ma anche per coloro che, secondo il nostro giudizio, non lo meritano. Ancor più credo che a noi tutti venga insegnato che c’è una sola cosa che fa bene e che serve ai nostri morti, ovvero la celebrazione dell’Eucarestia. Perché noi celebriamo le Messe di suffragio? Per presentare all’ “agnello di Dio che toglie i peccati del mondo” le anime dei nostri cari che, se avessero ancora bisogno di aiuto per passare dalla condizione di purificazione a quella di gloria, troveranno, nel sacrificio di Cristo offerto sull’altare, conforto e benedizione. Questa deve essere la fede che viviamo e che ci accompagna. Questa è la fede nella quale vogliamo vivere e nella quale vogliamo accompagnare tutti i nostri defunti. Senza questa fede non è possibile pensare ad un rispetto e ad un culto dei morti che sia di origine biblica.

Una richiesta

Così mentre chiudiamo questa settimana, vi invito a pensare al culto dei morti. Pensate ai vostri cari. Pensate ai vostri defunti. Pensate a come state accompagnando la loro memoria e se avete per loro solo un ricordo degli affetti o se siete sempre disposti a ricordarli presso l’altare del Signore. Santa Monica, la cui memoria non è stata celebrata perché ricorreva in domenica, al figlio Agostino, mentre era ormai in punto di morte, aveva raccomandato proprio solo questo. Non si preoccupava per la sua sepoltura o per altre cose legate alla morte, ma solo che ci fosse un costante ricordo di lei presso l’altare del Signore. Noi accompagniamo così i nostri morti?

Intenzioni di preghiera

Più che un consiglio un invito: fate celebrare qualche Messa per i vostri morti. Loro ne riceveranno beneficio, ma anche voi ne riceverete. I nostri morti, infatti, intercedono sempre per noi e non ci lasciano mai senza chiedere per noi quelle grazie di Dio che maggiormente necessitiamo.

2023-08-18T10:21:53+02:00