Lunedì 01 agosto

Settimana della 8 domenica dopo Pentecoste – lunedì 

Il perdono di Assisi, insieme a Sant’Alfonso, Sant’Eusebio, il Santo Curato d’Ars e poi, soprattutto, la grande festa della Trasfigurazione e il ricordo della morte di San Paolo VI sono i grandi eventi spirituali di questa settimana, ottava dopo Pentecoste e inizio del mese di agosto e, quindi, dell’Assunta.

La Parola di Dio per questo giorno

LETTURA 1Sam 1, 1-11
Lettura del primo libro di Samuele

In quei giorni. C’era un uomo di Ramatàim, un Sufita delle montagne di Èfraim, chiamato Elkanà, figlio di Ierocàm, figlio di Eliu, figlio di Tocu, figlio di Suf, l’Efraimita. Aveva due mogli, l’una chiamata Anna, l’altra Peninnà. Peninnà aveva figli, mentre Anna non ne aveva. Quest’uomo saliva ogni anno dalla sua città per prostrarsi e sacrificare al Signore degli eserciti a Silo, dove erano i due figli di Eli, Ofni e Fineès, sacerdoti del Signore. Venne il giorno in cui Elkanà offrì il sacrificio. Ora egli soleva dare alla moglie Peninnà e a tutti i figli e le figlie di lei le loro parti. Ad Anna invece dava una parte speciale, poiché egli amava Anna, sebbene il Signore ne avesse reso sterile il grembo. La sua rivale per giunta l’affliggeva con durezza a causa della sua umiliazione, perché il Signore aveva reso sterile il suo grembo. Così avveniva ogni anno: mentre saliva alla casa del Signore, quella la mortificava; allora Anna si metteva a piangere e non voleva mangiare. Elkanà, suo marito, le diceva: «Anna, perché piangi? Perché non mangi? Perché è triste il tuo cuore? Non sono forse io per te meglio di dieci figli?». Anna si alzò, dopo aver mangiato e bevuto a Silo; in quel momento il sacerdote Eli stava seduto sul suo seggio davanti a uno stipite del tempio del Signore. Ella aveva l’animo amareggiato e si mise a pregare il Signore, piangendo dirottamente. Poi fece questo voto: «Signore degli eserciti, se vorrai considerare la miseria della tua schiava e ricordarti di me, se non dimenticherai la tua schiava e darai alla tua schiava un figlio maschio, io lo offrirò al Signore per tutti i giorni della sua vita e il rasoio non passerà sul suo capo».

SALMO Sal 115 (116)

Accogli, Signore, il sacrificio della nostra lode.

Che cosa renderò al Signore
per tutti i benefici che mi ha fatto?
Alzerò il calice della salvezza
e invocherò il nome del Signore. R

Ti prego, Signore, perché sono tuo servo;
io sono tuo servo, figlio della tua schiava:
tu hai spezzato le mie catene.
A te offrirò un sacrificio di ringraziamento
e invocherò il nome del Signore. R

Adempirò i miei voti al Signore
davanti a tutto il suo popolo,
negli atri della casa del Signore,
in mezzo a te, Gerusalemme. R

VANGELO Lc 10, 8-12
✠ Lettura del Vangelo secondo Luca

In quel tempo. Il Signore Gesù disse ai settantadue discepoli: «Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».

Vangelo

Il regno di Dio è vicino!”. Cosa pensiamo noi quando leggiamo questa frase di Gesù? Contestualizziamola, anzitutto, nel Vangelo. Gesù sta inviando alla missione, sta inserendo il discepolo nella missione e sta anche educando il discepolo a comprendere che la missione non sarà mai facile, né felice, né semplice. Ci saranno città che non accoglieranno il discepolo, uomini che chiuderanno la porta non tanto della casa quanto del cuore. Ci saranno momenti di tensione a causa della missione, momenti di ostilità a causa di essa. Si potrà essere stanchi, sfiduciati, tristi, delusi. È in questi casi che il discepolo è invitato a dire, a ripetere: “il regno di Dio è vicino!”. Poiché il “regno di Dio” è la stessa persona di Gesù, il discepolo deve dire: “Gesù è vicino”. Gesù è vicino a questa situazione, Gesù è vicino a questa difficoltà, Gesù è vicino a questa impresa che sembra impossibile. Potremmo tradurre in vario modo ma il cuore di questa frase del Vangelo è un invito a sentire il Signore vicino per tutto quello che riguarda le difficoltà della missione, dell’operare nel nome di Dio.

1 Samuele

Questo è anche quello che ha provato Anna. Anna la donna sterile, Anna la donna affranta, Anna la donna amata, perché il marito la ama anche se non ha avuto figli da lei. Anna la donna vessata, la donna derisa da Penninà che doveva essere un bell’elemento nella casa di Elkanà. Eppure questa donna sola, questa donna derisa, questa donna che soffre, non si lamenta in pubblico, non se la prende con il marito, nemmeno va in cerca di qualche stratagemma per limitare la rivale. Piuttosto questa donna prega. Vive con fede quel momento buio della propria vita. Cerca conforto solo nel Signore, si mette a sua totale e completa disposizione. Chiede un dono grande ed è anche pronta a rimettere, poi, il dono che per lei questo figlio rappresenta, nelle mani del Signore. Una donna che vive di fede, compenetra con la sua fede tutti i giorni della sua vita, in particolar modo quelli tristi, luttuosi, difficili che le accade di vivere. Anna vive una preghiera che è fiduciosa. Sa di essere ascoltata da Dio. Sa che la sua preghiera non andrà perduta. Anna vive una preghiera di affidamento. Sa che solo il Signore potrà toglierla dalla situazione difficile in cui si trova. Anna sa che “il regno di Dio è vicino”, potremmo dire anticipando alla sua consapevolezza quella che sarà la parola del Vangelo.

Per noi

Ecco la risposta alla nostra domanda. Che cosa vuol dire, per noi, invocare il regno di Dio? Che cosa vuol dire per noi ripetere la parola di Gesù: “è vicino a voi il Regno di Dio”?

Significa sapere che non siamo mai soli e che il Signore, sempre, accompagna le nostre vite. Significa sapere che, anche nei momenti di dolore, siamo certi che il Signore si prende carico di noi, delle nostre vite, delle nostre sofferenze, delle nostre difficoltà. Ripeterci: il regno di Dio è in mezzo a noi, significa sapere davvero che non siamo abbandonati, che le nostre pene e i nostri dolori hanno un senso. Ecco cosa significa ripetere questa parola che deve sostenere anche lo slancio di affidamento che tutti siamo invitati a compiere nelle diverse situazioni della vita.

Oggi dovremmo poi anche aggiungere che ripeterci questa frase mentre inizia il perdono di Assisi, significa guardare, ancora una volta, con attenzione, con serietà, con verità alla misericordia del Signore. Tutti sappiamo che questa indulgenza è nata da San Francesco che ha voluto che in ogni parrocchia, ogni anno, ci fosse un giorno dedicato alla richiesta dell’indulgenza plenaria, perché ciascuna anima potesse avvicinarsi alla vita eterna con tutti i mezzi necessari alla salvezza che possono esistere. Ringraziamo la Chiesa per questo dono, ricorriamo anche noi con fiducia a questa indulgenza, ben sapendo che è anche grazie a questi segni che il Signore continua a salvare la nostra anima.

Il Signore ci ascolti, ci esaudisca, guidi ciascuno di noi ad ereditare quella speranza di vita eterna che è promessa a ciascuno di noi.

2022-07-28T12:03:31+02:00