Lunedì 02 giugno

Settimana della 7 domenica di Pasqua – Lunedì dopo l’Ascensione

La spiritualità di questo giorno

Il desiderio di Dio e il desiderio della ricerca hanno guidato la riflessione di venerdì e di sabato, giorni che già abbiamo vissuto in questa novena di Pentecoste. Anche oggi e nei prossimi giorni vogliamo sostare ancora sulla dinamica del desiderio, per imparare a desiderare quel dono dello Spirito di Dio che è il dono che ci è stato promesso e che è il dono che stiamo attendendo nella prossima festa solenne dello Spirito che celebreremo domenica.

La Parola di questo giorno

LETTURA Ct 5, 2a. 5-6b
Lettura del Cantico dei Cantici

Mi sono addormentata, ma veglia il mio cuore. Mi sono alzata per aprire al mio amato e le mie mani stillavano mirra; fluiva mirra dalle mie dita sulla maniglia del chiavistello. Ho aperto allora all’amato mio, ma l’amato mio se n’era andato, era scomparso.

SALMO Sal 41 (42)

L’anima mia ha sete del Dio vivente.
Oppure: Alleluia, alleluia, alleluia.

Come la cerva anela ai corsi d’acqua,
così l’anima mia anela a te, o Dio.
L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente:
quando verrò e vedrò il volto di Dio?
Le lacrime sono il mio pane giorno e notte,
mentre mi dicono sempre: «Dov’è il tuo Dio?». R

Questo io ricordo e l’anima mia si strugge:
avanzavo tra la folla,
la precedevo fino alla casa di Dio,
fra canti di gioia e di lode
di una moltitudine in festa. R

Perché ti rattristi, anima mia,
perché ti agiti in me?
Spera in Dio: ancora potrò lodarlo,
lui, salvezza del mio volto e mio Dio. R

EPISTOLA 1Cor 10, 23. 27-33
Prima lettera di san Paolo apostolo ai Corinzi

Fratelli, «Tutto è lecito!». Sì, ma non tutto giova. «Tutto è lecito!». Sì, ma non tutto edifica. Se un non credente vi invita e volete andare, mangiate tutto quello che vi viene posto davanti, senza fare questioni per motivo di coscienza. Ma se qualcuno vi dicesse: «È carne immolata in sacrificio», non mangiatela, per riguardo a colui che vi ha avvertito e per motivo di coscienza; della coscienza, dico, non tua, ma dell’altro. Per quale motivo, infatti, questa mia libertà dovrebbe essere sottoposta al giudizio della coscienza altrui? Se io partecipo alla mensa rendendo grazie, perché dovrei essere rimproverato per ciò di cui rendo grazie? Dunque, sia che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio. Non siate motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né alla Chiesa di Dio; così come io mi sforzo di piacere a tutti in tutto, senza cercare il mio interesse ma quello di molti, perché giungano alla salvezza.

VANGELO Mt 9, 14-15
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo

In quel tempo. Si avvicinarono al Signore Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».

Il desiderio di…

Il desiderio di ritrovare di nuovo qualcuno, potrebbe essere la sintesi delle Scritture di oggi.

A cominciare dal Cantico dei Cantici, che parla proprio del desiderio irrefrenabile di stare di nuovo con l’amato. Amato che, dopo essere stato alla porta, se ne è andato. Quando la sposa apre, egli non c’è più. Non solo una dinamica che riguarda le relazioni con gli uomini che, a volta, diventano difficili, burrascose, imprevedibili. È una dinamica che riguarda anche la fede.

Ce lo spiegava molto bene l’Epistola. A volte è il modo di vivere degli uomini a spegnere la fede. A volte sono le azioni immorali a spegnere la speranza. A volte sono le azioni che si scelgono deliberatamente a non permettere più di camminare nella luce dello Spirito che, invece, Dio ha già messo nelle nostre vite. Spirito che, quando è messo ai bordi, quando è estromesso, quando è relegato in un angolo, non può più fare nulla di quello che, invece, farebbe se fosse accolto. Ci sono dinamiche della nostra vita di uomini che spengono le dinamiche e perfino la forza dello Spirito che comunque abita in noi.

Ce lo spiegava anche il Vangelo, che ci ha ricordato che esiste un modo per riaccendere il desiderio di Dio, esiste un modo per riaccendere il desiderio di ritrovare di nuovo la fede. Il metodo è quello solito: la preghiera, la penitenza, il digiuno. Sono le dinamiche attraverso le quali uno si priva di qualcosa, sono le dinamiche attraverso le quali uno entra in uno stile di deliberata rinuncia, a riaccendere l’amore per Dio, a riaccendere il senso di fede che nella vita è possibile vivere, a riaccendere la speranza. Senza queste dinamiche non è possibile fare nulla.

È dunque possibile riaccendere alcune dinamiche che portano a ritrovare gli uomini, a ritrovare Dio, a ritrovare speranza e serenità anche nei giorni che sono difficili.

Per noi e per il nostro cammino di fede

  • Credo in questa forza della penitenza e della rinuncia?
  • Quali sono le opere di ascesi che potrei fare anche se è finita la Quaresima?

Noi tutti non siamo più nella condizione di stimare i percorsi di ascesi. Molti di noi, credo tutti, abbiamo dei tempi e dei modi attraverso i quali viviamo la penitenza, la rinuncia, l’ascesi, ma riguardano solo alcuni momenti della vita e solo alcuni tempi dell’anno spirituale. In realtà le Scritture ci hanno detto che noi dovremmo confidare nella forza dell’ascesi per recuperare tutto: i rapporti umani come la fede; la fiducia negli uomini come la fiducia in Dio; la fiducia nelle istituzioni, nei gruppi, nei movimenti.

La forza e l’illuminazione che vengono dallo Spirito di Dio, la forza e l’illuminazione che vengono quando noi sappiamo privarci di qualcosa che può anche essere necessario per la vita, diventano, per noi tutti, forze necessarie per proseguire il nostro personale cammino.

L’invito che riceviamo oggi dalle Scritture è, quindi, quello di una prova. Proviamo a metterci nello spirito di una rinuncia, proviamo a intraprendere una qualche forma di povertà o di penitenza; proviamo a intraprendere una forma di rinuncia anche in questi giorni di inizio estate. Scopriremo che, quando abbiamo qualche relazione da sistemare o quando dobbiamo rendere più forte la nostra fede, abbiamo proprio bisogno di riscoprire la forza che viene da rinunce salutari abbracciate con amore.

Impariamo anche noi ad entrare in questa visione delle cose. Impareremo a scoprire quella forza che lo Spirito Santo sa mettere in ciascun uomo che cerca il volto di Dio, anche quando le cose della vita ci portano a perderlo.

È solo la dinamica che spinge a desiderare anche le cose perdute che riapre orizzonti di serenità, di pace, di sicurezza.

2025-05-30T12:15:02+02:00