Settimana della 1 domenica dopo il martirio di San Giovanni Battista – mercoledì
La spiritualità di questo giorno
Stiamo continuando a riflettere sulla prima lettera di Pietro che il nostro Arcivescovo ci ha indicato come testo base per questo anno pastorale. Lo facciamo anche oggi introducendoci con il Vangelo.
La Parola di questo giorno
LETTURA 1Pt 1, 22 – 2, 3
Lettura della prima lettera di san Pietro apostolo
Carissimi, dopo aver purificato le vostre anime con l’obbedienza alla verità per amarvi sinceramente come fratelli, amatevi intensamente, di vero cuore, gli uni gli altri, rigenerati non da un seme corruttibile ma incorruttibile, per mezzo della parola di Dio viva ed eterna. Perché «ogni carne è come l’erba e tutta la sua gloria come un fiore di campo. L’erba inaridisce, i fiori cadono, ma la parola del Signore rimane in eterno». E questa è la parola del Vangelo che vi è stato annunciato. Allontanate dunque ogni genere di cattiveria e di frode, ipocrisie, gelosie e ogni maldicenza. Come bambini appena nati desiderate avidamente il genuino latte spirituale, grazie al quale voi possiate crescere verso la salvezza, se davvero avete gustato che buono è il Signore.
SALMO Sal 33 (34)
Gustate e vedete com’è buono il Signore.
Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato.
Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire. R
L’angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.
Gustate e vedete com’è buono il Signore;
beato l’uomo che in lui si rifugia. R
Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato,
egli salva gli spiriti affranti.
Il Signore riscatta la vita dei suoi servi;
non sarà condannato chi in lui si rifugia. R
VANGELO Lc 16, 9-15
Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Il Signore Gesù disse: «Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne. Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra? Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza». I farisei, che erano attaccati al denaro, ascoltavano tutte queste cose e si facevano beffe di lui. Egli disse loro: «Voi siete quelli che si ritengono giusti davanti agli uomini, ma Dio conosce i vostri cuori: ciò che fra gli uomini viene esaltato, davanti a Dio è cosa abominevole».
Vangelo
Il Vangelo ci aiuta a distinguere tra ricchezza “vera” e ricchezze del tempo. Tutti capiamo molto bene il riferimento alle ricchezze del tempo che sono un bene al quale non possiamo rinunciare, dal momento che la nostra stessa vita ne ha più che mai bisogno. Si può vivere avendo bisogno di molte cose o si può vivere facendosi bastare quel poco che si ha, ma tutti abbiamo bisogno di cose per vivere. L’insegnamento del Vangelo mira a non attaccarci troppo alle cose che passano senza avere mai un pensiero per la ricchezza vera, ovvero l’eternità. È a questo che occorrerebbe guardare ed è a questo obiettivo che occorre tendere se si vuole avere salva la vita. Se c’è questa direzione, è chiaro che tutto può avere un senso e tutto può assumere una giusta direzione. Se manca questo è chiaro che tutto rimane come offuscato e tutto ciò che riguarda la fede viene messo come in secondo piano. Ovviamente quando si perde il senso di Dio, si perde anche il senso della vita e si rischia di rimanere come schiacciati da un costante richiamo alle cose. Quando il cuore è così pieno di cose, non c’è più spazio per Dio.
1 Petri
Partendo da questa premessa, la nostra riflessione si allarga alla lettera di Pietro.
“Fratelli, dopo aver purificato il vostro cuore con l’obbedienza alla verità…”. Pietro è un pastore molto pratico e un grande conoscitore del cuore dell’uomo. Egli sa bene che il cuore di ogni uomo si appesantisce in mille cose. Ecco il richiamo alla purificazione mediante il richiamo che viene dalla Verità. È un modo per dire, come è poi meglio specificato nel testo, che per il cristiano il riferimento costante alla Parola di Dio è ciò che purifica i cuori. Ecco a cosa non bisogna mai rinunciare. Se si rinuncia a questo sguardo tutto diventa relativo. Quando si ha lo sguardo rivolto alla Parola di Dio, tutto acquista una direzione, un ordine e un senso.
“Amatevi intensamente e di vero cuore, come fratelli”. È il secondo richiamo di Pietro. Quando uno ha purificato il suo cuore, ecco che sente di essere chiamato ad una vita fraterna, semplice, vera. Una vita non ideale, perché passa da quella purificazione di cui Pietro ha appena parlato. Egli sa bene che le relazioni, anche quelle tra credenti, anche quelle nella comunità cristiana sono molto complesse. Ecco perché egli richiama il tema di una tensione ad una relazione vera e profonda, che sia purificata dalla Parola e dall’incontro con Cristo in essa presente.
“Come bambini appena nati bramate al puro latte spirituale, grazie al quale voi possiate crescere verso la salvezza”. È il terzo richiamo di Pietro. Come si persevera in tutto questo? Bramando quel latte spirituale che, appunto, è la Parola di Dio. Il paragone è molto efficace ed immediatamente percepibile. Chi ama Dio, chi vuole vivere come figlio di Dio, sa qual è la regola base alla quale attenersi. È quando si perde questa bussola che tutto diventa complesso. Fino a quando si riesce ad avere questo sguardo, ecco che tutto rimane in qualche modo benedetto e ordinato ad una più profonda conoscenza di Dio.
“Se davvero avete gustato quanto è buono il Signore”. È l’ultimo invito di Pietro che ci fa capire che il richiamo alla purificazione, il richiamo a vivere una spiritualità intensa di fraternità, il richiamo a bramare continuamente la Parola di Dio, è per chi ha già sperimentato la bontà del Signore e la sua vicinanza e presenza. Insomma, potremmo dire, è per chi, come noi, è nel mezzo del suo cammino di fede.
Per noi e per il nostro cammino di fede
- Qual è la ricchezza a cui miriamo?
- Come viviamo queste raccomandazioni di Pietro?
Credo che le letture di questi giorni siano davvero molto belle nel loro complesso e molto pratiche. San Pietro ci sta guidando pian piano e quasi prendendoci per mano, per gustare la bontà del Signore e per farci comprendere che la vita di relazione, anche dentro la comunità cristiana, è qualcosa che sempre deve crescere, sempre deve migliorarsi, sempre necessita di un richiamo che sia anche uno sprone. È proprio ciò di cui noi tutti abbiamo bisogno. Noi che abbiamo iniziato un nostro cammino, magari anche molti anni fa, noi che siamo dentro una dinamica di chiesa concreta, noi che sperimentiamo le bellezze della vita di fede ma anche le sue difficoltà, ci dobbiamo sentire chiamati a questo.
Chiediamo al Signore, con la grazia e l’intercessione di San Pietro, di saper bramare a questo latte spirituale, per dare un senso e una direzione alla nostra vita e al nostro credere.