Settimana della 5 domenica dopo il martirio di San Giovanni il Precursore- venerdì – Santi Angeli Custodi
La spiritualità di questo giorno
Oggi è il giorno caro alla memoria dell’Angelo custode. Credo che sia bello per tutti poter pensare che la misericordia divina non solo ci abbia donato ogni cosa ma anche una presenza angelica che ci custodisce. È bello pensare che accanto a noi ci sia sempre qualcuno che veglia su di noi, che ci accompagna in ogni esperienza di vita. L’Angelo custode è tutto questo insieme. Sono possibili anche letture proprie di questa festa ma preferisco non interrompere la lettura cursiva dei testi sacri che stiamo facendo in questa settimana. In San Giulio, poi, oggi è anche il giorno della dedicazione della chiesa, motivo in più per pregare con maggior attenzione e gratitudine a Dio nel giorno natalizio di questa chiesa.
La Parola di questo giorno
EPISTOLA 2Tm 2, 8-15
Seconda lettera di san Paolo apostolo a Timòteo
Carissimo, ricòrdati di Gesù Cristo, risorto dai morti, discendente di Davide, come io annuncio nel mio Vangelo, per il quale soffro fino a portare le catene come un malfattore. Ma la parola di Dio non è incatenata! Perciò io sopporto ogni cosa per quelli che Dio ha scelto, perché anch’essi raggiungano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna. Questa parola è degna di fede: Se moriamo con lui, con lui anche vivremo; se perseveriamo, con lui anche regneremo; se lo rinneghiamo, lui pure ci rinnegherà; se siamo infedeli, lui rimane fedele, perché non può rinnegare se stesso. Richiama alla memoria queste cose, scongiurando davanti a Dio che si evitino le vane discussioni, le quali non giovano a nulla se non alla rovina di chi le ascolta. Sfòrzati di presentarti a Dio come una persona degna, un lavoratore che non deve vergognarsi e che dispensa rettamente la parola della verità.
SALMO Sal 93 (94)
Beato l’uomo che tu istruisci, Signore.
Intendete, ignoranti del popolo:
stolti, quando diventerete saggi?
Chi ha formato l’orecchio, forse non sente?
Chi ha plasmato l’occhio, forse non vede?
Il Signore conosce i pensieri dell’uomo:
non sono che un soffio. R
Beato l’uomo che tu castighi, Signore,
e a cui insegni la tua legge,
per dargli riposo nei giorni di sventura;
poiché il Signore non respinge il suo popolo
e non abbandona la sua eredità. R
Quando dicevo: «Il mio piede vacilla»,
la tua fedeltà, Signore, mi ha sostenuto.
Si avventano contro la vita del giusto
e condannano il sangue innocente.
Ma il Signore è il mio baluardo,
roccia del mio rifugio è il mio Dio. R
VANGELO Lc 20, 45-47
Lettura del Vangelo secondo Luca
In quel tempo. Mentre tutto il popolo ascoltava, il Signore Gesù disse ai suoi discepoli: «Guardatevi dagli scribi, che vogliono passeggiare in lunghe vesti e si compiacciono di essere salutati nelle piazze, di avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti; divorano le case delle vedove e pregano a lungo per farsi vedere. Essi riceveranno una condanna più severa».
Timoteo
Questo brano è stato scritto in un momento molto particolare della vita di San Paolo, il momento della prigionia, il momento della privazione della libertà a causa della fede, il momento della solitudine, perché molti, come abbiamo sentito, non si sono fatti più vedere ed hanno abbandonato l’apostolo al suo destino. Paolo utilizza questo tempo che ha per pregare, per riflettere, per predicare, per scrivere. Nel segreto della casa che ha preso come luogo degli arresti domiciliari, Paolo ha compreso che tutto può accadere, ma che la parola di Dio non è mai incatenata. La parola di Dio continua a “correre” nel mondo perché ci sono ministri che la portano agli uomini predicandola, perché ci sono laici che la amano, perché ci sono credenti che la osservano. La riflessione di Paolo ci ricorda che, davvero, la parola è un seme gettato che poi fruttifica in modo diverso e sempre nuovo, in modo inatteso e sorprendente. Tutto è possibile alla Parola di salvezza che diventa causa di salvezza eterna per coloro che la accolgono e che la amano. In questo contesto Paolo scrive poi quelle parole che più da vicino mi fanno pensare all’Angelo custode: “Se con lui moriamo, con lui anche vivremo; se con lui perseveriamo, con lui regneremo; se siamo infedeli, lui rimane fedele, perché non può rinnegare sé stesso”. Cosa fa l’Angelo custode? A cosa ci guida l’Angelo custode? Ci guida a rimanere fedeli, ci guida fino a morire con Cristo per ereditare la vita eterna. Tutte le nostre giornate, tutte le nostre azioni, quando si lasciano ispirare dallo Spirito Santo, mirano a questo. Quando non siamo fedeli, perché ce ne andiamo, perché smettiamo di vivere nella Chiesa, come la Scrittura ci ricordava, il nostro angelo non se ne va. Rimane accanto a noi come è fedele Dio solo. Anche se noi ci dimenticassimo di lui, anche se l’angelo non avesse più nulla da fare tanto possiamo chiuderci alla sua presenza, egli non ci dimenticherebbe e non ci lascerebbe. L’angelo rimane accanto a noi per parlarci della fedeltà di Dio, sempre desideroso anche di un ritorno qualora ci allontanassimo dalla fede.
Vangelo
Il Vangelo ci ha messo di fronte a uomini superbi, che hanno cercato di apparire, che hanno cercato di essere superiori agli altri. Potremmo dire l’esempio negativo di uomini che non hanno accettato il consiglio dell’Angelo custode. Il consiglio dell’angelo è sempre ispirato all’umiltà, alla sobrietà, alla sopportazione, al cammino comunque vadano le cose. L’angelo, con le sue aspirazioni, ci guida sempre nella via del Vangelo e soffre quando noi ci allontaniamo da essa. Ogni qual volta riusciamo, invece, a vivere queste aspirazioni, l’angelo è contento e continua a guidarci con sempre maggior fervore e grinta nella via che ci conduce a Cristo Signore.
Per noi e per il nostro cammino di fede
Quale spazio diamo al nostro Angelo custode? Che lavoro permettiamo di svolgere al nostro Angelo custode? Cosa può fare per noi colui che ci ama, ci custodisce, ci guida verso la vita eterna?
Oggi siamo chiamati proprio noi a riflettere su quale spazio diamo al nostro angelo, su come lo chiamiamo in causa nelle cose della nostra vita, su quanto siamo capaci di lasciare che egli, davvero, ci guidi alla salvezza eterna. Chiediamocelo non solo per tradizione o per devozione, ma per capire che questa presenza amica davvero ci può aiutare in qualsiasi cosa dell’esistenza. Il nostro angelo possa dirsi soddisfatto di noi che, anche con il suo aiuto e la sua sapiente custodia, cerchiamo di incamminarci verso la vita eterna.