Settimana della 3 domenica di Avvento – Lunedì
La spiritualità di questa settimana
In questa terza settimana di Avvento, dopo che abbiamo dato corpo alla speranza con le liturgie della prima e seconda settimana, vorrei che continuassimo a riflettere insieme sul tema già indicato ieri: la speranza richiede preghiera, ma anche altruismo. In questa terza settimana troveremo sempre richiami alla conversione soprattutto nel profeta Geremia, mentre la seconda lettura profetica, tratta dal libro di Zaccaria, ci aiuterà a coltivare immagini di speranza che aiutano il nostro cammino spirituale di preghiera e a sostegno di quei segni di altruismo che è bene condividere.
La Parola di questo giorno
GEREMIA 3, 6a; 5, 15-19
Lettura del profeta Geremia
In quei giorni. Il Signore mi disse: «Ecco, manderò da lontano una nazione contro di te, casa d’Israele. Oracolo del Signore. È una nazione valorosa, è una nazione antica! Una nazione di cui non conosci la lingua e non comprendi che cosa dice. La sua faretra è come un sepolcro aperto. Sono tutti prodi. Divorerà le tue messi e il tuo pane, divorerà i tuoi figli e le tue figlie, divorerà le greggi e gli armenti, divorerà le tue vigne e i tuoi fichi, distruggerà le città fortificate, nelle quali riponevi la tua fiducia. Ma anche in quei giorni – oracolo del Signore – non farò di voi uno sterminio». Allora, se diranno: «Perché il Signore Dio ci fa tutto questo?», tu risponderai loro: «Come avete abbandonato il Signore per servire nella vostra terra divinità straniere, così sarete servi degli stranieri in una terra non vostra».
SALMO Sal 101 (102)
Sorgi, Signore, e abbi pietà di Sion.
Tutto il giorno mi insultano i miei nemici,
furenti imprecano contro di me.
Cenere mangio come fosse pane,
alla mia bevanda mescolo il pianto;
per il tuo sdegno e la tua collera
mi hai sollevato e scagliato lontano. R
I miei giorni declinano come ombra
e io come erba inaridisco.
Ma tu, Signore, rimani in eterno,
il tuo ricordo di generazione in generazione. R
Ti alzerai e avrai compassione di Sion:
è tempo di averne pietà.
Le genti temeranno il nome del Signore
e tutti i re della terra la tua gloria. R
PROFETI Zc 3, 6. 8-10
Lettura del profeta Zaccaria
In quei giorni. L’angelo del Signore dichiarò a Giosuè: «Ascolta, Giosuè, sommo sacerdote, tu e i tuoi compagni che siedono davanti a te, poiché essi sono un segno: ecco, io manderò il mio servo Germoglio. Ecco la pietra che io pongo davanti a Giosuè: sette occhi sono su quest’unica pietra; io stesso inciderò la sua iscrizione – oracolo del Signore degli eserciti – e rimuoverò in un solo giorno l’iniquità da questo paese. In quel giorno – oracolo del Signore degli eserciti – ogni uomo inviterà il suo vicino sotto la sua vite e sotto il suo fico».
VANGELO Mt 13, 53-58
✠ Lettura del Vangelo secondo Matteo
In quel tempo. Terminate le parabole, il Signore Gesù partì di là. Venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo. Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.
Geremia
Il primo richiamo di conversione ci viene dal profeta Geremia. Il profeta, come abbiamo sentito soprattutto nella frase finale della lettura, diceva chiaramente che molte difficoltà e molti mali che Israele ha dovuto affrontare, come, ad esempio, le invasioni nemiche, sono un segno di conversione, un richiamo che Dio mette sui passi del comune cammino di popolo per ricordare l’importanza della fede e la fondamentalità del culto da riservare a Dio. Quando viene meno la tensione verso Dio – continua il profeta – si apre la porta a qualsiasi male che l’uomo possa vivere. Allontanarsi dal Signore è causa di rovina. Non tanto come “castigo di Dio”, piuttosto perché lontano dalla contemplazione della verità di Dio c’è spazio solamente per tutte quelle cose negative che l’uomo sa far uscire dal suo cuore. Ecco allora il richiamo forte del profeta. Se si desidera una vita tranquilla, se si desidera la pace per tutto il popolo, se si desidera il bene e la prosperità per tutti, altra via non c’è che quella di un progressivo accostamento a Dio. Altrimenti c’è spazio solo per “essere servi degli stranieri in una terra non vostra”, che spiritualmente significa essere schiavi del peccato e di ogni genere di passione che può entrare nel cuore dell’uomo.
Zaccaria
Più complessa la seconda lettura profetica che, però, risulta non troppo ermetica se noi ci mettiamo a considerare l’immagine finale della lettura. Stare sotto la vite e sotto il fico è un’immagine della Scrittura per dire l’atteggiamento di preghiera, di meditazione, di fede, che apre il cuore a Dio e orienta la vita dell’uomo al Signore. Il profeta sta dunque dicendo che, grazie al ministero di sacerdoti fedeli che sanno riportare tutto il popolo sulla via di Dio, accadrà questo. Accadrà che molti riscopriranno la fede, diventando esempio anche per gli altri. Quando un’anima scopre la fede, inizia un suo percorso di santità. Quando a scoprire la fede è un intero popolo, sono innumerevoli e incalcolabili i benefici che giungono a tutti. Dio, infatti, è sempre disposto a curare e a beneficare coloro che aprono il loro cuore alla pace e, soprattutto, alla sua presenza. Un’immagine di speranza bellissima che ricorda a noi che, se desideriamo tanti beni spirituali e materiali, la via è una sola.
Vangelo
| Il Vangelo ci dona un altro richiamo per la conversione. Se pensate, l’immagine che il Vangelo ci narra è molto vicina a ciascuno di noi. Gesù si lamenta per coloro che, pensando di conoscere la sua famiglia, non si fermano a considerare la sua rivelazione, non accolgono la sua parola, non vivono un itinerario di conversione. Questo stupisce molto Gesù. Una maggior conoscenza di lui, infatti, avrebbe beneficato chi già pensava di conoscerlo. Gesù deve invece constatare, a malincuore, che tutto questo diventa occasione di critica, di chiusura, di mancato ascolto. Così la sua azione non può che essere limitata. Dove non ci sono cuori che si aprono, dove c’è resistenza, dove non c’è tensione al meglio, la grazia di Dio agisce poco. Dio, infatti, non obbliga nessuno ad alcun passo. Benedice e sostiene coloro che, aprendosi alla sua rivelazione, amano custodire la sua presenza. |
Meditazione
Credo che il passo di conversione perché possiamo avere più speranza o per camminare più spediti sulla via della speranza, sia chiaro anche per noi. Una tentazione ricorrente, che vedo in molti cristiani adulti è, infatti, quella di pensare che molte cose sono già conosciute. Spesso anche la lettura dei testi sacri che, nella liturgia, si ripete, scoraggia molti. È come se dicessimo: “Sappiamo già queste cose!”. Può essere vero, ma può anche essere vero che questa conoscenza è solo superficiale, limitata, poco profonda. Può anche essere vero che questa conoscenza non apre le porte ad una spiritualità più seria. Può anche essere che il girovagare in diverse forme ed esperienze religiose e spirituali, alla fine, invece di accendere il gusto per Dio e la ricerca continua del suo mistero, spenga tutto questo genere di interesse. Credo che il richiamo sia proprio per noi! Iniziamo questa terza settimana di Avvento nei suoi giorni feriali, cercando segni che ci aiutino a capire meglio, ad approfondire di più anzitutto quella Parola che dona salvezza. Impariamo anche noi, per stare all’immagine del profeta, a stare sotto il fico, a stare sotto la vite, ovvero a fare di questi giorni un tempo santo per coltivare immagini di speranza come la Scrittura ci chiede. Allora faremo fiorire la speranza che è in noi.
Rifletti
- Quale atteggiamento di resistenza devo vincere in questo Avvento?
- Scelgo di dedicare un tempo alla preghiera e alla Scrittura rimanendo fedele a questa scelta?
- Vivo nel tentativo di realizzazione di questa speranza?